Modi da boss, minacce e aggressioni: la 17enne della baby gang della stazione di Acilia

A contraddistinguere la banda era la crudeltà usata con le vittime, sproporzionata rispetto a bottini miseri

Insulti, minacce e anche aggressioni. Nella baby gang della stazione di Acilia la figura che spiccava, secondo gli inquirenti, era la sua: una 17enne, vero e proprio terrore delle vittime che, quando la vedevano, cambiavano strada. L'unica ragazza del gruppo. Chi ha raccontato le proprie disavventure alla Polizia di Ostia ha parlato di insulti e minacce in dialetto romano accentuato. 

Modi dal boss, tanto da non lasciarsi intimorire nemmeno dai poliziotti che l'hanno portata in Commissariato per esser poi trasferita nel carcere minorile di Casal del Marmo. Ma nel giovane gruppo criminale non c'erano solo minorenni di Acilia, tra i componenti anche coetanei o maggiorenni incensurati. Un ragazzo ogni giorno faceva il pendolare da San Lorenzo per mettere a segno i colpi con la banda. 

Il video di come agiva la baby gang

A contraddistinguere la banda era la crudeltà usata con le vittime, sproporzionata rispetto a bottini miseri. Un 60enne intervenuto per scongiurare la rapina a una ragazza, ha pagato il proprio coraggio finendo in ospedale con una ferita alla testa.
 

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