Follia sul bus 69: prima gli insulti razzisti poi distruggono il mezzo

I fatti poco prima delle 20 di sabato sera. Vittima degli insulti e dell'aggressione un ventenne peruviano. La banda, probabilmente diretta in discoteca, ha anche vandalizzato l'autobus

Una banda, molto probabilmente diretta in discoteca, ha seminato il panico sabato sera a bordo di un autobus. Azioni di vero e proprio teppismo, sfociate in un'aggressione razzista ai danni di un ventenne peruviano e nella vandalizzazione dell'autobus 69. L'autista del mezzo, giunto a fine corsa, ha denunciato l'accaduto. Ad avere la peggio il cittadino sudamericano, medicato con sette giorni di prognosi, e il mezzo stesso, vandalizzato in vari punti.

I FATTI - Tutto ha inizio intorno alle 19 quando il giovane peruviano è salito in via Prati Fiscali sull'autobus 69. Sul mezzo erano già presenti una trentina di ragazzi. Appena salito sull'autobus un ragazzo di circa venti anni ha chiesto al sudamericano se quella fosse la fermata del Foro Italico. Il giovane ha risposto di non sapere ed a quel punto sono iniziati gli insulti: "Grazie m...."; "str..."; "cileno di m...".

Il caos si è tramutato in atti vandalici. I giovani hanno cominciato a vandalizzare l'autobus, prendendo il martelletto dell'uscita d'emergenza e cercando quindi di infrangere i vetri. Alcuni frammenti di plastica sono caduti in testa al giovane peruviano, che è rimasto ferito.

L'atteggiamento molesto dei bulli è continuato coinvolgendo anche gli altri passeggeri, spintonati e importunati con ripetuti inviti a bere dalle bottiglie di birra che tenevano in mano.  Il ragazzo e l'autista hanno chiamato i carabinieri dopo che la comitiva si è dileguata a piazzale Clodio. Gino se l'è cavata con 7 giorni di prognosi.

CIRO - "E' stata un'esperienza terribile – racconta Gino che quest'anno ha sostenuto l'esame di maturità in un liceo classico di Roma – Sono quasi sei anni che vivo in Italia e non mi era mai successa una cosa del genere. Eravamo tutti spaventati e nessuno è riuscito a reagire. Mi sono sentito profondamente a disagio. Ci sono alcune persone che vivono ancora nell'età della pietra".

MARINO - Il sindaco Marino ha condannato su twitter l'accaduto: "Condanno l'aggressione del giovane Gino". "Contro violenza razzista servirebbero pene antiche come l’esilio a salvaguardia della comunità civile".

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