Autista Atac pestato da una banda, la furia dei sindacati: "Richieste su sicurezza da sempre inascoltate"

A poche ore dall'aggressione sul mezzo a opera di un gruppo di ragazzi, i rappresentanti dei lavoratori tornano a chiedere l'adozione urgente di misure di sicurezza

"Sono anni che denunciamo il problema delle aggressioni ai conducenti sui mezzi, nessuno interviene". A poche ore dall'assalto di una banda a un autista dell'Atac, preso a pugni sul mezzo e ridotto a una maschera di sangue, i sindacati alzano la voce. Pessime a loro dire le condizioni generali legate alla sicurezza a cui sono costretti i conducenti durante il servizio. 

"Siamo stanchi di chiedere che vengano attivati tutti i sistemi di sicurezza in dotazione agli autobus - tuonano i rappresentanti di Usb, Unione sindacale di base - parliamo del pulsante di emergenza che avvisa la centrale operativa; delle telecamere a bordo attive; del posto guida con cabina chiusa". E poi tra le richieste disattese, "una maggiore vigilanza dei territori delle forze dell’ordine". Eppure lo stesso sindacato è sceso in piazza, ha proclamato scioperi e presentato le stesse istanze a un tavolo in Prefettura lo scorso giugno. "Restiamo inascoltati" denunciano. 

La dinamica del pestaggio

Ora, dopo l'episodio sul bus 46 e le ferite riportate dal conducente Atac, i rappresentanti dei lavoratori tornano a chiedere "un incontro urgente alla sindaca Raggi e all’azienda Atac perchè le richieste di sicurezza non restino solo pezzi di carta o promesse elettorali ma che siano operative immediatamente prima di dover commentare qualcosa di più tragico".

A commentare e a chiedere l'adozione di misure urgenti anche Marino Masucci, segretario generale della Fit-Cisl del Lazio. "Ora basta, questo clima di ‘guerriglia urbana’ deve al più presto finire: l’ennesima, gravissima aggressione ad un autista Atac, avvenuta ieri sera, rende necessario un intervento incisivo dei soggetti competenti. Per parte nostra, non siamo disposti ad attendere ulteriormente che si adottino misure adeguate, mentre la sicurezza dei lavoratori è a rischio". E ancora: "Nell’esprimere vicinanza e solidarietà al lavoratore e alla sua famiglia, augurandogli una pronta guarigione auspichiamo che si prevedano pene severe per chi compie simili aggressioni, a deterrenza di episodi futuri. Più in generale, si deve reagire rafforzando e diffondendo più che mai la cultura del rispetto".

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