Ostia Nuova, fucili e ricetrasmittenti: un arsenale nel garage delle case popolari

Il blitz è scattato in via Baffigo, nel garage adiacente ad uno degli stabili Ater al centro dell'inchiesta che a metà aprile portò in carcere dieci persone del clan Spada

Fucili, pistole, caschi da motociclista, munizioni, parrucche e ricetrasmittenti. Un vero e proprio arsenale scoperto, durante un blitz di ieri, mercoledì 18 maggio ad Ostia Nuova in un garage delle palazzine Ater in via Domenico Baffigo 93.

UN DEPOSITO DELLA MALAVITA - L'operazione degli uomini del X gruppo mare del Corpo di Polizia Locale Roma Capitale, diretti dal comandante Antonio Di Maggio, nel corso di controlli sulle occupazioni degli alloggi popolari, disposti dal Prefetto Domenico Vulpiani, hanno permesso di scoprire un vero e proprio "tesoro".

Secondo gli investigatori il garage di via Baffigo sarebbe un "evidente deposito in uso alla malavita". Per dar supporto a questa tesi sul luogo del ritrovamente sono intervenuti anche i Carabinieri del reparto scientifico di Ostia del Colonnello Nervi al fine di verificare la presenza di  impronte che possano ricondurre ai criminali che gestivano le armi.

ARSENALE PER RAPINE - Non solo. Le stesse potrebbero essere state impiegate in fatti di sangue, avvenuti nel territorio del litorale romano. Un uomo, considerato dagli inquirenti a causa della avanzata età, un mero prestanome è stato condotto presso l'ufficio del fotosegnalamento della Questura di Roma, in quanto risultato essere nella "disponibilità giuridica" del garage adibito a deposito.

IL RACKET DELLE CASE POPOLARI - E se al civico 93 di via Baffigo ieri è stato scoperto il "garage delle rapine", il civico 95 è balzato agli onori della cronaca perché al centro dell'operazione Sub Urbe che portò all'arresto di dieci persone legate al clan Spada in quello che, secondo il Gip di Roma Anna Maria Fattori, è un vero e proprio business delle case popolari. 

Il civico 95 di via Baffigo, compare più volte nell'ordinanza. Un alloggio Ater, occupato abusivamente, e motivo del condendere con tentativi di "sfratti coatti". 

Non è la prima volta che i caschi bianchi, nel procedere ai controlli sulle occupazioni della edilizia pubblica residenziale del quartiere romano il cui municipio è stato sciolto per infiltrazioni mafiose, si trovano a rinvenire depositi di armi e munizioni. Le indagini sono tuttora in corso.

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