Ponte Milvio, due ultras della Lazio aggrediscono agenti: nei guai dopo l'aperitivo fai-da-te senza mascherine

Lunedì mattina sono comparsi in udienza davanti al gip. Il primo, Franco Costantino, detto Franchino considerato l'erede di Diabolik, è stato condannato. Convalidato l'arresto per il secondo

Un aperitivo alla buona, con panini, patatine e birre, finito con l'arresto di due ultras della Lazio: il primo, Franco Costantino, detto Franchino uno dei capi storici degli ormai ex Irriducibili (adesso gli ultrà biancocelesti si sono riuniti nell'unico gruppo Ultras Lazio) e considerato l'erede di Diabolik nella Curva Nord, è stato condannato a un anno di reclusione. L'altro, invece, è stato arrestato (poi convalidato) per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale.

I fatti sono iniziati intorno alle 20 di domenica 17 maggio, in piazzale Manila davanti allo stadio Flaminio. Una pattuglia del commissariato Ponte Milvio è intervenuta perché, passando, aveva notato quattro uomini vicini tra loro "che stavano creando assembramento", spiega San Vitale, e "senza mascherine".

A poca distanza, poi, un altro gruppo di circa 20 persone che, sulle panchine e sui muretti, stavano mangiando patatine e tramezzini, bevendo birre e altre bibite. 

A questo punto i poliziotti hanno proceduto all'identificazione di alcuni ragazzi che erano a volto scoperto. Da qui ne è nato un alterco e due di questi, Franchino, 49 anni, e l'altro uomo arrestato, un romano 39enne, hanno reagito agli agenti che li hanno bloccati dopo una l'arrivo dei rinforzi delle volanti di Villa Glori e Salario, ed una colluttazione.

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I poliziotti hanno usato anche uno spray al peperoncino per avere ragione dei loro aggressori. Tre agenti sono finiti in ospedale con lieti ferite mentre i due ultrà sono finiti in commissariato e quindi in camera di sicurezza.

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