Finisce l'incubo per una donna di 48 anni che dal 2008 era perseguitata dal suo ex che non ha mai accettato la fine della loro relazione arrivando persino a tentare di ucciderla. La vittima è una donna dell'Ecuador, operatrice sanitaria, mentre l'aggressore è un infermiere di 43 anni e, proprio sul posto di lavoro, era nata la loro storia poi diventata un incubo.
Dopo il primo anno, in cui il loro rapporto sarebbe stato sereno e stabile, dal secondo anno sarebbero iniziati a sorgere i primi problemi. Continui sbalzi di umore, scatti d’ira e talvolta insulti da parte del 43enne avrebbe fatto sorgere dubbi e ripensamenti nella donna, risoluta nel porre fine a quella relazione che stava ormai andandosi a logorare. Lo stalker, capite le intenzioni della sua compagna, non volendosi rassegnare alla fine della storia, è via via diventato sempre più minaccioso e violento.
Ultimamente, ha raccontato la vittima ai Carabinieri, l’uomo la minacciava continuamente di morte e in diverse occasioni l’ha aggredita fisicamente, cagionandole un perdurante e grave stato di ansia, tale che l’ha indotta a modificare le sue abitudini di vita. L’ultimo episodio di violenza è avvenuto ieri sera verso le 23.00. Lo stalker si è recato per l’ennesima volta presso l’abitazione della sua preda in via Nera, e dopo aver cosparso di benzina il manto stradale antistante l’uscio di casa, ha costretto la donna a salire a bordo della propria autovettura.
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Una volta in macchina ancora botte per la 48enne alla quale il suo aguzzino ha tagliato anche alcune ciocche di capelli con un coltello multiutso, e col quale la teneva in scacco. Grazie ad una telefonata al 112, i Carabinieri della Compagnia Roma Parioli e della Compagnia Speciale, impegnati nel pattugliare la zona, sono intervenuti prontamente disarmando, immobilizzando e arrestando l’uomo. La donna finalmente libera, è stata trasportata all’Umberto I dove medicata è stata dimessa con una settimana di prognosi per le lesioni riportate, mentre lo stalker è stato portato a Regina Coeli, dove si trova a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.





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Frank SERPICO cara tamara la legge costringerà tuo cugino a fare qualcosa di irreparabile e dopo da vittima tuo cugino diventerà carnefice, questa è l'italia!!!
tamara purtroppo è quello che temiamo per questo nn lo lasciamo mai solo