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Civitavecchia: sotto falso nome sul traghetto dalla Sardegna: arrestato 'Nacchella'

Dovrà scontare 4 anni di reclusione per associazione a delinquere di stampo camorristico e traffico di droga il latitante fermato ieri sera dalla squadra mobile mentre scendeva dal battello dopo un soggiorno a Porto Rotondo

Redazione19 agosto 2012
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La pena che deve scontare è di 4 anni e 16 giorni. Reclusione che Luigi Esposito, conosciuto come 'Nacchella' ha cercato di evitare dal 2011 quando ha cominciato la sua latitanza. Pregiudicato destinatario di un ordine di esecuzione emesso dalla Procura Generale presso la Corte di Appello di Napoli con le accuse di associazione a delinquere di stampo mafioso e traffico di sostanze stupefacenti fermato ieri sera dagli agenti della Squadra Mobile di Roma mentre cercava di passare inosservato sotto falso nome nel traghetto che, proveniente dalla Sardegna, era appena attraccato al porto di Civitavecchia.

INDAGINI - Arresto di Luigi Esposito avvenuto al termine di una lunga indagine coordinata per mesi dal primo dirigente della Squadra Mobile di Roma Renato Cortese, ed arrivate a conclusione di una serie di controlli incrociati nelle banche dati delle forze dell’ordine. Ricerche che hanno trovato riscontro controllando i nomi dei passeggeri imbracati sul traghetto e hanno consentito ai poliziotti di individuarlo sul battello proveniente dalla Sardegna in compagnia della moglie e del figlio. Quindi lo hanno atteso all’interno dello scalo portuale di Civitavecchia dove con la collaborazione della Polizia di frontiera lo hanno individuato ed arrestato.

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CHI E' NACCHELLA - Luigi Esposito, il camorrista arrestato ieri dalla Squadra Mobile di Roma, personaggio noto alle cronache come “Nacchella”, è stato capace nel giro di pochi anni di scalare i ranghi del vertice dell’alleanza di Secondigliano, tanto da essere considerato uno dei principali esponenti della cupola del quartiere napoletano. E di passare a collaborare con la giustizia, prima di darsi alla macchia, e di intraprendere una fuga che si è interrotta soltanto ieri, grazie ad una brillante azione di intelligence. Dopo aver scontato parte della condanna a 16 anni di reclusione in quanto appartenente al potente clan camorrista dei Licciardi operante nella zona di Secondigliano, lo scorso anno aveva ottenuto il beneficio della detenzione ospedaliera presso una clinica della capitale da dove era evaso lo scorso novembre.

VACANZE A PORTO ROTONDO - Da allora era riuscito a far perdere le sue tracce, allontanandosi anche dai suoi affetti più cari sino all’ultimo periodo quando, evidentemente, riteneva di aver  creato attorno a se una rete di contatti e rapporti che potessero rendere sicura la sua latitanza. L’uomo, malgrado il suo stato di latitanza non aveva rinunciato a trascorrere un periodo a Porto Rotondo dove ha alloggiato, con documenti falsi, in uno dei migliori resort. Luigi Esposito é considerato un fedelissimo dei fratelli Licciardi di Masseria Cardone.

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3 Commenti

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  • Avatar di enrico veletti

    enrico veletti Dare quattro anni per associazione camorristica è un incentivo a diventare camorristi, non una pena. Secondo me la legge è stata creata ad hoc.

    il 19 agosto del 2012
    • Avatar di ari anna

      ari anna a questo punto visto che son soli 4 anni, chi sono i veri camorristi?

      il 19 agosto del 2012
    • Avatar di enrico veletti

      enrico veletti Voglio precisare il mio pensiero, magari sono stato interpretato al contrario. Secondo me ci sono reati che sono molto più gravi dello stesso omicidio, perchè concorrono, nel tempo, a cambiare il costume di un popolo, a sottomettere i cittadini, a rendere tutti schiavi e, alla lunga, a provocare  la morte di intere comunità. Alcuni di questi reati sono appunto l'associazione mafiosa,  il provocare incendi, chiedere il pizzo ecc. Quindi non quattro anni ma   trenta anni. Chi si accinge a commettere un atto del genere deve sapere che  rovina la sua vita, visto che di quella degli altri non gliene frega niente.
      Però il cattivo sono io, state tranquilli,  preti e politici corrotti sono buoni. Infatti sno stato io a mandare al potere la mafia, lo confesso.

      il 19 agosto del 2012