Arrestato Massimo Nicoletti, figlio del cassiere della Banda della Magliana

Sequestrati beni per 5 milioni di euro

Operazione Barba

Beni immobiliari e società per un valore di oltre 5 milioni di euro. Questo quanto sequestrato a delle società riconducibili a Massimo Nicoletti, classe 1964, figlio del noto Enrico, storico cassiere e “riciclatore” della Banda della Magliana. Le indagini da parte del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma.

Ordinanze custodia cautelare

Le Fiamme Gialle hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale capitolino, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 4 soggetti, fra i quali il figlio 53enne del 'cassiere' della Banda, accusati di trasferimento fraudolento di beni al fine di eludere la normativa antimafia in materia di misure di prevenzione patrimoniali.

Arrestato figlio di Enrico Nicoletti cassiere della Banda della Magliana

Nel contempo i militari hanno sequestrato 2 società di capitali e le quote del capitale di una terza società, per un valore stimato di oltre 5 milioni di euro. Target principale delle investigazioni, condotte dagli specialisti del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma, è stato appunto il pregiudicato Massimo Nicoletti, 

Arresto Massimo "Barba" Nicoletti  

Massimo Nicoletti - conosciuto negli ambienti criminali romani con il soprannome di “Barba” (di qui il nome dell’operazione delle Fiamme Gialle) - è gravato da precedenti di polizia per traffico di droga, usura, estorsione, oltre ad essere stato colpito da una misura di prevenzione personale e patrimoniale.

Gestione del mercato immobiliare 

Le indagini, iniziate nel dicembre 2015, sono state sviluppate attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali, pedinamenti, appostamenti e meticolosi accertamenti economicopatrimoniali, consentendo di individuare il circuito relazionale del Nicoletti il quale - ancorché in maniera occulta, attesi i trascorsi giudiziari – è emerso come dominus di rilevanti investimenti nel mercato immobiliare dell’hinterland romano.

Complesso residenziale a Vermicino

Tra le varie iniziative imprenditoriali spicca la realizzazione di un importante complesso residenziale, a Vermicino, composto da ben 42 immobili di pregio, con un investimento iniziale pari a circa 3 milioni di euro di sospetta provenienza. 

Società di capitali utilizzate

Due le società di capitali utilizzate per la realizzazione di tali investimenti, la Koros Srl e la Dama Investment Srl, entrambe con sede a Roma: la prima, utilizzata per acquistare il complesso immobiliare e portare a completamento i lavori di costruzione delle abitazioni; la seconda, incaricata dell’alienazione delle abitazioni agli acquirenti finali.

I prestanome

Le citate società, oggi sequestrate, erano di fatto gestite dal Nicoletti in quanto i formali soci e amministratori erano meri “prestanome” che, per di più, operavano anche a favore di altri due noti pregiudicati gravati da precedenti di polizia per associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, furto, rapina, violenza e truffe. I due, destinatari di Ordinanza di Custodia Cautelare e tuttora oggetto di ricerche anche all’estero, “schermavano” al pari del Nicoletti, i loro rilevanti apporti di capitale, di origine ignota, intestando le partecipazioni societarie a congiunti e soggetti contigui - anch’essi, pertanto, qualificabili come prestanome - allo scopo di eludere la normativa antimafia ovvero favorire operazioni di riciclaggio.

Arrestato un imprenditore romano 

In questo contesto, si inseriva la figura di un imprenditore romano, anch’egli destinatario di ordinanza custodiale, in affari con “Barba” ed incaricato della gestione dei rapporti con gli occulti finanziatori delle lucrose speculazioni immobiliari. Più in particolare, l'imprenditore agiva come factotum del Nicoletti: incaricato solo formalmente dell’amministrazione della Dama Investment Srl, era privo di qualsivoglia autonomia decisionale e, di fatto, “asservito” al Nicoletti, cui riferiva tutte le vicende gestionali della società.

Capitali drenati da Massimo Nicoletti

Nel corso delle indagini emergeva come, anche a causa della profonda crisi del settore immobiliare, i compartecipi/finanziatori occulti del Nicoletti, avendo deciso di desistere dagli investimenti iniziali, pretendessero la restituzione delle provviste finanziarie conferite: pretese non onorabili perché i relativi capitali erano stati “drenati” dal Nicoletti. 

Minacce e violenze 

Ne scaturivano minacce nei confronti dell'imprenditore sopracitato, che veniva pure selvaggiamente picchiato, tanto da essere costretto a far allontanare i propri familiari dall’abitazione. Destinatari della misura cautelare sono 4 soggetti. 

Le società sequestrate

È stato, inoltre, eseguito il sequestro preventivo: del capitale sociale, delle quote societarie e dell’intero compendio aziendale della Dama Investimenti 2011 srl, con sede a Roma, esercente l’attività di “compravendita di beni immobili effettuata su beni propri”; del capitale sociale, delle quote societarie e dell’intero compendio aziendale della Koros Srl,con sede a Roma, esercente l’attività di “costruzione di edifici residenziali e non residenziali”; della quota di partecipazione pari al 32% del capitale sociale della E.L. Immobiliare 2007 Srl, con sede a Rocca Priora, Comune dei Castelli Romani, esercente l’attività di “costruzione, acquisto, vendita e locazione di beni immobili di proprietà” per un valore complessivo pari ad oltre 5 milioni di euro.

Immobile a Vermicino

Tra i beni in sequestro spicca il rilevante patrimonio immobiliare facente capo alla Koros Srl,, composto – come detto – da 42 beni immobili (13 villini e 29 box), siti a Roma in località Vermicino, periferia est della Capitale. Sono stati impiegati sul campo più di 80 Finanzieri, che hanno effettuato, altresì, numerose perquisizioni.

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