Prestiti usurai a 207 vittime, aggressioni e violenze sessuali: decapitata banda

Tra Velletri, Albano e Ariccia la banda a conduzione familiare aveva organizzato un business sull'erogazione di somme di denaro gravate da elevati tassi d'interesse, anche pari al 240% su base annua

Prestiti usurai tra Velletri, Albano e Ariccia, aggressioni, spaccio di droga e violenze sessuali. Non mancava nulla ad business criminale di una banda a conduzione familiare decapitata dai Carabinieri che, questa mattina, hanno eseguito cinque provvedimenti restrittivi, emessi dal GIP, del locale Tribunale, nei confronti di 3 uomini e 2 donne residenti tra Ariccia ed Albano Laziale ritenuti responsabili di "usura, estorsione, violenza sessuale, lesioni personali e spaccio di sostanza stupefacente del tipo cocaina".

LA INDAGINI - Le misure cautelari, tre di custodia cautelare in carcere, uno degli arresti domiciliari e uno obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria, scaturiscono da un'articolata attività di indagine condotta dal novembre 2016 al marzo 2017, dal Nucleo Operativo della Compagnia di Velletri e dalla Stazione Carabinieri di Ariccia, coordinati dal Sostituto Procuratore dottor Travaglini della Procura veliterna, che ha permesso di disvelare uno spaccato di criminalità operante nell’area dei Castelli Romani, dove decine di persone per sopravvivere alle proprie difficoltà economiche e per far fronte ai bisogni quotidiani, erano costretti a ricorrere a prestiti usurari.

Le indagini, condotte sia con intercettazioni ma soprattutto con numerosi servizi di osservazione e pedinamento, hanno consentito di disarticolare un sodalizio criminale definibile di tipo "familiare" poiché tre degli indagati sono rispettivamente marito, moglie e figlio maggiorenne di un nucleo familiare di Ariccia operante in un clima di diffusa e pericolosa omertà.

IL BUSINESS DELLA BANDA - Tanti erano gli affari della banda. Il più proficuo era quello relativo all'erogazione di somme di denaro gravate da elevati tassi d'interesse, anche pari al 240% su base annua. Soldi che venivano recuperati attraverso minacce verbali, psicologiche, e metodi estorsivi degenerati anche in violente aggressioni fisiche con gravissime lesioni personali e violenze sessuali. Poi c'era la vendita di cocaina, con forme di pagamento anche ratealizzato che andavano ad alimentare il circuito usuraio. 

>> LE MINACCE ALLA VITTIME: IL VIDEO <<

207 VITTIME IN 4 ANNI - Il sistema ormai oliato, che durava da quattro anni, ha reso necessaria anche l'esistenza di una vera e propria contabilità redatta da uno degli indagati con i conteggi di almeno una parte dei clienti usurati; nello specifico sono stati conteggiati in 36 vittime nell'anno 2013 con introiti pari a 41.700 euro, 46 nell'anno 2014 con introiti pari a 58.500 euro, 70 nell'anno 2015 con introiti pari a 93.100 euro e 55 nell'anno 2016 con introiti pari a 77.450 euro.

Affari alimentati anche da uno "scambio di clientela" tra usurai, attuata agli occhi delle vittime come soluzione bonaria per fronteggiare i ritardi nei pagamenti settimanali/mensili. Una sottomissione psicologica delle vittime, che nella maggior parte dei casi ricorreva ai prestiti per fronteggiare autodine esigenze di vita come il pagamento di visite mediche o spese scolastiche per i figli, derivanti da difficoltà economiche, anche connesse allo stato di disoccupazione.

IL CAPO BANDA - Al vertice del sodalizio un 42enne di Ariccia, con diversi precedenti, già destinatario della misura di prevenzione della sorveglianza speciale, il quale è ritenuto responsabile anche di violenza sessuale continuata nei confronti di una donna annoverata tra le vittime di usura nonché lesioni personali ai danni di un uomo, anche lui vittima di usura, a cui avrebbe fratturato sei costole. 

Il 42enne si avvaleva della moglie 44enne e del figlio di 18 anni, nonché degli altri due indagati una donna di 57 anni e di un altro uomo di 31. Gli arrestati sono stati associati presso le case circondariali di Velletri e Roma Rebibbia a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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