I nuovi Narcos di Ostia e Fiumicino: disposti a sparare per imporre la droga sul litorale

I Carabinieri del Gruppo di Ostia hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. di Roma nei confronti di un gruppo dedito al traffico di sostanza stupefacenti

Oltre trenta chili di droga sequestrati, una banda composta da almeno 11 persone e quattro arresti, gli ultimi in ordine di tempo, eseguiti oggi dai Carabinieri del Gruppo di Ostia che hanno dato applicazione ad un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. di Roma. Sono i numeri dell'ultima operazione che ha permesso agli uomini dell'Arma di sgominare un gruppo di italo-albanesi, trafficanti di sostanze stupefacenti.

Un blitz che ha portato all'arresto, questa mattina, di due albanesi di 29 anni e 26 anni e due italiani di 27 anni, tutti ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

Una operazione che, come sottolinea il Colonnello del Gruppo di Ostia Pasqualino Toscani, a RomaToday, dimostra come le forze dell'ordine "siano presenti sul territorio, in questo caso sul litorale, da Ostia a Fiumicino" e che, nonostante i recenti arresti di clan criminali importanti, come gli Spada, i gruppi criminali così detti minori "vengono costantemente monitorati e decapitati". Così come è successo poche settimane fa, anche con le famiglie Sanguedolce e Costagliola

L'attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, Gruppo reati gravi contro il patrimonio e gli stupefacenti, diretto dal Procuratore Aggiunto Lucia Lotti, è iniziata nel luglio del 2018 quando, intorno alle ore 21:30, a Ponte Galeria due gruppi criminali, il primo composto da albanesi, il secondo da un romeno e da un iraniano, si erano incontrati in quella via di Valle Lupara per concludere la compravendita di un ingente quantitativo di marijuana.

Durante la contrattazione il secondo gruppo ha tentato di rapinare il carico di droga detenuto dagli albanesi. Ne è quindi nata una rissa  nel corso della quale uno degli albanesi ed il ragazzo romeno hanno tentato reciprocamente di uccidersi senza tuttavia riuscire nel loro intento. L'albanese, pistola in pugno, ha sparato contro il romeno ferendolo al petto mentre quest'ultimo lo ha aggredito con una coltellata alla spalla. A causa delle lesioni riportate il romeno, rimasto esanime a terra, è stato soccorso da personale del 118 e condotto presso l'ospedale San Camillo dove solo un delicatissimo intervento chirurgico gli ha consentito di aver salva la vita.

Le indagini svolte hanno permesso di arrestare, lo scorso ottobre, gli autori del duplice e reciproco tentato omicidio, identificandoli in un 34enne albanese, all'epoca detenuto presso Rebibbia e fuori dal carcere grazie al beneficio della 'semi libertà' ed in un 27enne romeno dimostrando che lo scontro era maturato nell'ambito della malavita e del narcotraffico lidense.

Un contesto investigativo ampio e intrecciato come dimostrato dai Carabinieri che hanno potuto accertare l'esistenza di una fiorente attività di spaccio di cocaina, marijuana e hashish tra Ostia e Fiumicino condotta da un gruppo di matrice italo-albanese. Nel corso delle indagini sono state arrestate in flagranza di reato altre 5 persone, tutti pusher e basisti del gruppo italo-albanese, e sequestrato 30 chili di droga nella periferia ovest della Capitale. Continuano le indagini per determinare i canali di approvvigionamento dello stupefacente.

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