Tor Bella Monaca, stroncata la piazza di spaccio del Principe: fruttava 200mila euro al mese

La palazzina era una roccaforte del sodalizio così come riferito dallo stesso capo dell'organizzazione, il quale in occasione di un colloquio in carcere intercettato, riferiva alla compagna: "Tanto lo sanno che il 64 è mio"

"Tanto lo sanno tutti che il 64 è mio". Quel numero è il civico della scala L di via dell'Archeologia, una della piazze di spaccio di Tor Bella Monaca. Qui, nel quartiere di Roma est, Bambo aveva creato il suo impero tanto da essere soprannominato come Principe. Qui il 29enne aveva messo in piedi un giro d'affari capace di incassare 200 mila euro al mese, ma anche di attirare l'attenezione delle forze dell'ordine.

20 arresti a Tor Bella Monaca

E così, dopo l'operazione 'Ferro di Cavallo' di fine ottobre, alle prime luci dell'alba di oggi, i Carabinieri hanno dato esecuzione a una ulteriore operazione che ha portato allo smantellamento della piazza del Principe di Tor Bella Monaca.

In manette sono finite 20 persone (15 in carcere e 5 ai domiciliari). Tutti colpiti dall'operazione Acheo 2017 e dall'ordinanza emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, (tutti italiani e tra cui tre donne). 

Turni di "lavoro" e stipendi proporzionati per pusher e vedette

L'organizzazione delle attività di spaccio avveniva secondo un vero e proprio modello aziendale. C'era una ripartizione di turni (suddivisi su tre fasce orarie, in ognuna delle quali vi era sempre almeno un pusher, ed una o più vedette, che avevano sia il compito di indirizzare i clienti verso il pusher che stava nascosto tra gli androni per non farsi notare, e sia quello di avvisarlo in caso di eventuale arrivo delle forze dell’ordine, nonché il sodale incaricato della consegna al pusher addetto allo spaccio, degli involucri di cocaina destinati alla vendita a terzi, una volta terminato il precedente rifornimento, nonché di raccogliere il provento dell’illecita attività di spaccio, generalmente ad ogni inizio e fine turno, ma spesso anche durante il turno di lavoro), mansioni e compiti.

In più era chiara la determinazione di compensi e remunerazioni proporzionali al rischio assunto nella prestazione lavorativa (stipendi più alti per i pusher rispetto a quelli per le vedette in ragione del minor rischio di essere arrestati); Quindi l'imposizione di decurtazioni salariali, tese a sanzionare eventuali errori commessi, per i più gravi dei quali era previsto il licenziamento immediato.

Il video del blitz in via dell'Archeologia

Il Principe di Tor Bella Monaca 

L'illecita attività garantiva al Principe di Tor Bella Monaca introiti pari a circa 200.000 euro mensili, guadagni che gli hanno consentito, nel tempo, di affermarsi tra i criminali più in vista dell'intero quartiere, anche grazie alla conduzione di uno stile di vita assolutamente lussuoso e ad alcuni episodi di cui il medesimo si è reso protagonista che hanno destato risonanza alle 'torri'.

Particolare l'episodio documentato dagli inquirenti in occasione del suo compleanno. Infatti, nonostante ristretto al regime degli arresti domiciliari con "divieto assoluto di comunicare con persone diverse da quelle che con lui coabitavano", organizzò una festa in grande stile con la partecipazione di un cantante neomelodico invitato come "special guest" pubblicando poi le foto sui social. Un evento di cui tutti dovevano essere a conoscenza: un segno di forza che il Principe voleva mandare. 

Il buco di Tor Bella Monaca famoso in tutta Roma

La Scala L del civico 64 di via dell'Archeologia

Anche la scelta della base operativa del sodalizio non è casuale. Infatti la scala L del civico 64 di via dell'Archeologia è un punto strategico che si affaccia irettamente sulla strada principale. Insomma è facilmente raggiungibile dagli acquirenti che così possono agevolmente parcheggiare le auto in strada o nei numerosi parcheggi presenti nella parte antistante la palazzina popolare, oppure avvalersi dei tanti autobus di linea che transitano lì.

Non solo. La posizione, quasi a metà della predetta via, consente di avere un buon monitoraggio degli spazi e, per le vedette, di dar avviso ai detentori dello stupefacente dell'arrivo delle "guardie", sia che arrivino dal ponte di via Anderloni sia che provengano dalla parte opposta.

Una palazzina popolare composta da 38 appartamenti di proprietà del Comune di Roma, nelle quali vivono altrettante famiglie. Ciò nonostante il palazzo sembra essere diventato una roccaforte del sodalizio così come riferito dallo stesso Principe il quale in occasione di un colloquio in carcere intercettato, sottolineava alla compagna: "Tanto lo sanno che il 64 è mio".

Lite tra pusher e moglie: il video dell'intercettazione

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