La storia di 'er Porpetta' picchiato da Pisolo, il boss della piazza di spaccio di Tor Bella Monaca

Il ragazzo, 23 anni, è stato aggredito da Manolo Romano, capo della piazza di Largo Ferruccio Mengaroni perché accusato di aver pagato parte della merce con soldi falsi

Un pestaggio in piena regola. Una punizione per dare un messaggio all'intera banda: qui non si scherza. Manolo Romano, conosciuto come Pisolo, come il fratellastro Leonardo Bevilacqua detto Bruno lo zingaro, non ha mai avuto problemi ad usare la violenza

Uscito dal carcere ha rimesso in piedi, in poco tempo, una piazza di spaccio florida a Largo Ferruccio Mengaroni capace di produrre 10.000 euro al giorno. Soldi che, da quanto emerso dalle indagini, venivano suddivisi in base a un preciso criterio di riparto: l'80% al capo; il 15% agli incaricati del confezionamento e del rifornimento dello stupefacente e il restante 5% ai pusher. Per le vedette la remunerazione, fissa, ammontava a 100 euro al giorno.

Il pestaggio der 'Porpetta'

A chi non rispettava le "regole" stabilite dai vertici, invece, veniva applicata la decurtazione della paga giornaliera o addirittura punizioni corporali. Questo è quanto accaduto a un ragazzo di 23 anni, 'Er Porpetta', violentemente picchiato e allontanato dall'organizzazione perché accusato di aver pagato parte della merce con soldi falsi.

E' quanto successo il 19 ottobre 2019. In quella circostanza il capo, Pisolo, pestò il 'Er Porpetta', pusher della banda, accusato di avergli consegnato 1000 euro falsi per coprire un ammanco nel guadagno del turno di spaccio. Per questo motivo 'Er Porpetta' picchiato violentemente e costretto a pagare 2.000 euro.

Lo sfogo: "Basta, ora lavoro con mio padre"

Un episodio che per 'Porpetta' è la goccia che fa traboccare il vaso, come si legge in una intercettazione riportata dall'ordinanza firmata dal Gip Paola Di Nicola Travaglini: "E manno corso a presso dice che gli ho dato 1000 euro falsi. Sto merda. Da oggi è finita, domani inizio a fà le pulizie con mi padre già l'ho chiamato prima. Da domani inizio a fare le pulizie punto. Basta sto mondo de merda. Ste infamità de merda. Sto schifo de mondo de merda. Che schifo. Da domani to giuro su mamma sto sempre a lavorà. Non voglio più fa un cazzo. Mo so trovato di dietro che mi faceva i fari, mi stava a chiamà e fà fermati fermati fermate mi pensavo che mi doveva dire na cosa, invece mi è partito. Ma che gli volevo fà fra li ho dovuti caccià de tasca mia, l'ha fatto lui lo zingaro de merda. ​Da domani lavoro vaffanculo". 

VIDEO | Le immagini del blitz a Tor Bella Monaca

Il Gip: "Ultima possibilità per uscire dal contesto criminale"

'Er Porpetta', impiegato esclusivamente nel turno notturno dalle 19 alle 5 del mattino, dopo quell'episodio fu allontanato da Romano. Secondo gli investigatori aveva un ruolo nell'associazione criminale operativa sulla piazza di spaccio di Largo Ferruccio Mengaroni come emerso nell’indagine Marrakesh.

Un compito "desumibile dai numerosi episodi nei quali è stato identificato, in virtù delle riprese delle telecamere e delle conversazioni telefoniche, più volte nella piazza di spaccio". 

Il Pm ha chiesto gli arresti domiciliari, ma secondo il Gip "l'unica misura cautelare davvero efficace per prevenire la reiterazione del delitto contestato è quella di sradicarlo completamente dal contesto in cui vive e opera: Roma". Una scelta che il Gip motiva così: "Si tratta di fornirgli così l'ultima possibilità di fuoriuscire dall'ambiente criminale in cui si riconosce". 

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