Ostia, blitz all'alba: arrestati appartenenti a famiglia Spada

L'operazione denominata Sub Urbe è iniziata alle prime luci dell'alba. In manette sono finite 10 persone appartenenti alla famiglia Spada che si erano concentrati sul business delle case popolari

Torna l'incubo della mafia ad Ostia. Dopo gli arresti dei clan Fasciani e Triassi, alle prime luci dell'alba di oggi 12 aprile è toccato alla famiglia Spada. Dopo una lunga e attenta attività d'indagine, infatti, i Carabinieri del Comando Gruppo di Ostia hanno dato esecuzione all'ordinanza di "custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Roma su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia" nei confronti di 10 soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di "lesioni personali aggravate e illecita detenzione di arma da sparo, aggravati dalle modalità mafiose" e "tentata estorsione in concorso, aggravata dalle modalità mafiose".

OPERAZIONE SUB URBE - Sirene spiegate ed elicotteri in cielo. Si è svegliata così Ostia quando, intorno alle 5 del mattino, è scattata l'operazione Sub Urbe. Una operazione avvenuto, soprattutto, nella zona di Ostia Nuova. E' in quel territorio che nasce l'indagine che prende piede dalla gambizzazione avvenuta, lo scorso 22 ottobre, nei danni di Massimo Cardoni detto Baficchio, e cugino del più noto Giovanni Galleoni ucciso a colpi d'arma da fuoco il 22 novembre 2011 in via Forni, insieme al suo "socio" Francesco Antonini, quando entrambi si trovavano all’apice della loro ascesa criminale sul litorale.

LA GAMBIZZAZIONE DI CARDONI - Il sangue in strada su via Cagni, dove è stato colpito Cardoni, è ricco di significato criminale. Il 48enne, noto alle forze dell'ordine, mentre si trovava nei pressi del supermercato Conad fu raggiunto da due persone che si trovavano a bordo di un T-Max. Dal motorino scese una persona che, a volto coperto, lo colpì ad entrambe le gambe con due colpi di pistola calibro 7,65. Dopo gli spari, la fuga mentre Cardoni veniva condotto all'ospedale Grassi per le cure del caso. Le indagini, coordinate dalla locale DDA, hanno consentito di ricostruire si la dinamica dell'evento che ad identificare gli autori del reato. 

Dopo le indagini tecniche si è poi giunti al'esecutore materiale della gambizzazione, identificato in Manuel Granato 32enne romano. E' lui, secondo gli inquirenti, ad aver condotto materialmente l'azione di fuoco con il supporto di altri sodali che nella circostanza ricoprivano il ruolo di "vedetta" e ai quali era stato assegnato il compito di segnalare gli spostamenti della vittima. Si tratta di Mirko Miserino 38enne romano, Davide Cirillo 30enne romano e Massimiliano Spada 40enne romano, ai quali la Procura ha contestato il reato di "lesioni gravi, aggravate dalle modalità mafiose ex art. 7 L. nr. 203/91".

>>> GLI ARRESTATI <<<

GLI INTERESSI DEGLI SPADA - La Direzione Distrettuale Antimafia ha anche appurato il movente. Un gesto da ricondurre ad una contrapposizione creatasi tra le opposte fazioni criminali facenti capo rispettivamente al clan emergente degli Spada e alla perdente compagine dei Baficchio-Galleoni, contrapposizione volta ad affermare la supremazia territoriale dell'una rispetto all'altra nella gestione delle illecite attività ricomprese nel territorio di Ostia Ponente.

LE CASE POPOLARI - Ma c'è di più perché gli interessi degli Spada, secondo le indagini, sono mirati alla gestione delle case popolari di Ostia Ponente. Alcuni sodali del clan, infatti, provvedono all'occupazione delle case popolari e alla conseguente assegnazione a "famiglie bisognose che pagano all'organizzazione un corrispettivo in denaro", sottraendone cosi il controllo agli organi istituzionali.

>>> IL VIDEO DEL BLITZ <<<

Le abitazioni popolari sono quelle di via Forni, via Baffigo e via Vasco de Gama. Un'area di Ostia in cui risiedono molti appartenenti alla famiglia Spada e sulla quale questa esercita un forte controllo territoriale. E così, attraverso intercettazioni telefoniche e le successive attività di riscontro, si è avuto modo di accertare che Massimiliano SpadaMaria Dora Spada detta Bella, Enrico Spada detto Pelè, Nando Di Silvio detto Focanera, Massimo Massimiani detto Lelli, Silvano Spada detto Silvio e Ottavio Spada detto Marco si sono impossessati e stanno cercando di impossessarsi di numerose unità abitative popolari, eludendo così le discipline che regolano la regolare assegnazione delle abitazioni che prevedono una graduatoria stilata da Roma Capitale - Dipartimento Politiche Abitative.

Il gruppo si avvaleva delle "condizioni di omertà ed assoggettamento suscitate nelle vittime e derivanti dalla loro comune appartenenza al clan degli Spada, attraverso numerose condotte estorsive poste in essere in esecuzione di un più ampio disegno criminale".

IL POTERE - Lo scenario, se si fa un passo indietro, diventa ancora più inquietante. Solamente qualche mese fa Don Carmine Fasciani, capo del clan che per anni ha comandato sul litorale romano, è stato condannato in primo grado. Insieme a lui altri 11 prestanome, tutti arrestati durante l'operazione Tramonto dello scorso 4 marzo 2014. Condanne che si riferiscono ad un processo basato sul 416 bis, ossia "l'associazione a delinquere di stampo mafioso". Colpi, duri, che hanno scombassulato le carte negli equilibri malavitosi di Ostia.

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