"Primavera" anche a Montesacro: i boss dello spaccio di San Basilio spostano il business verso il Centro

Le ordinanze di custodia cautelare al termine dell'Operazione Mola. Sequestrati 1,5 chili di cocaina e 155 di hashish

Operazione Mola

Gestivano lo spaccio nonostante fossero agli arresti domiciliari, non solo cocaina, da vendere h24 nell'area del cosiddetto Quadrilatero del Tufello, ma anche hashish, con il business allargato anche alla zona di Montesacro. A finire ancora al centro delle cronache cittadine due fratelli di San Basilio, Fabrizio e Daniele Primavera, già arrestati dagli investigatori della Squadra Mobile nel 2015. 

Sono stati gli investigatori della Polizia di Stato del commissariato Fidene Serpentara, diretto da Fabio Germani, al termine di un'attività d'indagine di polizia giudiziaria denominata "Operazione Mola" ad arrestare 8 persone, fra cui appunto i due fratelli di San Basilio ed a sequestrare complessivamente 1,5 chili di cocaina e circa 155 chili di hashish.

Operazioni Quadrilatero e Untouchables

L’indagine ha avuto inizio nel maggio del 2017 e trae origine da due pregresse operazioni di Polizia Giudiziaria denominate “Untouchables”, a cui aveva partecipato anche la Squadra Mobile capitolina e “Quadrilatero”, attività coordinate dalla medesima Procura ed eseguite dagli agenti del Commissariato Fidene Serpentara.

Dette indagini nascevano per contrastare il fiorente spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina  che, da diverso tempo, insisteva nella piazza di spaccio limitrofa al parco Kennedy, nel quartiere Tufello.

Operazione Mola: otto arresti. Il video 

Le predette operazioni portavano all’emissione, da parte dell’Autorità Giudiziaria, di numerose ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di vari personaggi del quartiere, nonché al sequestro di considerevoli quantitativi di sostanze stupefacenti del tipo cocaina e di numerose armi comuni da sparo, sia a tamburo che semiautomatiche.

Operazione Mola 

L’operazione odierna denominata “Mola”, prendendo spunto investigativo e probatorio dalle due operazioni “Untouchables” e “Quadrilatero”, si è protratta per circa 8 mesi nel corso dei quali sono state avviate una serie di attività tecniche tipiche ovvero: intercettazioni ambientali, telefoniche nonché videosorveglianze, che hanno permesso di individuare due distinti gruppi criminali dediti entrambi alla vendita di sostanze stupefacenti

Le attività investigative permettevano di individuare nei fratelli Primavera, Fabrizio e Daniele, che, malgrado fossero ristretti agli arresti domiciliari presso le loro abitazioni,  gestivano il traffico delle sostanze stupefacenti attraverso una fitta rete di fedelissimi  collaboratori.  

I fratelli Fabrizio e Daniele Primavera 

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti Fabrizio Primavera, si occupava della gestione ed il puntuale rifornimento della cocaina sulla piazza di spaccio del Tufello. Infatti, nel corso dell’attività di indagine, veniva arrestato un suo collaboratore, mentre trasportava a bordo di uno scooter 426 dosi di cocaina destinate appunto alla piazza di spaccio del Tufello.

Daniele Primavera, invece, si occupava del reperimento e della vendita di cospicue quantità di cocaina ed anche di hashish che immetteva sul mercato della capitale e anche nella città di Terni, come si è potuto accertare da un riscontro probatorio che ha portato all’arresto di un cittadino albanese, trovato in possesso di 1 chilo di cocaina celata all’interno di un doppiofondo della sua autovettura.

Durante l’attività nei confronti del predetto Daniele Primavera, emergeva chiara la figura di un cittadino romeno, il quale riforniva di cocaina Daniele Primavera. Infatti le risultanze investigative vedevano il cittadino dell'Est Europa come colui che aveva reperito il chilogrammo di cocaina che, come detto, veniva sequestrato a carico del cittadino albanese.

Inoltre, lo stesso si è reso responsabile di ulteriore spaccio di 300 grammi di cocaina a favore di un altro uomo, arrestato in flagranza di reato dagli stessi agenti del commissariato Fidene Serpentara, per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Lo spaccio di hashish a Montesacro 

Giova evidenziare che Daniele Primavera, oltre a trovare guadagno dalla vendita della cocaina, aveva allargato i propri interessi anche nella vendita di hashish nel quartiere Montesacro. Infatti, all’interno del suo gruppo trova risalto la figura di un altro uomo, il quale, in qualità di “corriere”, aveva il compito di consegnare cospicui quantitativi di hashish a vari personaggi, come emerge dall’arresto di quest’ultimo, trovato in possesso di 5 chili di hashish nascosti all’interno della propria autovettura.

Emerge, inoltre, la figura di un'altra persona, che era solito rifornirsi di sostanziosi quantitativi di hashish da Daniele Primavera, come accertato in seguito all'arresto dello stesso trovato in possesso di 300 grammi di hashish.

Come detto nell’ambito della presente operazione, emergeva un secondo gruppo criminale composto da tre persone, residenti al Tufello, San Basilio e Sant'Angelo Romano. 

Il gruppo di spaccio a Montesacro 

I predetti gestivano lo spaccio di notevoli quantitativi di hashish che poi venivano venduti nel quartiere Montesacro. Tale circostanza veniva documentata con l’arresto di uno dei tre, trovato in possesso di 120 chili di hashish celati all’interno della sua autovettura e con il sequestro di 32 chili di hashish rinvenuti nell’autovettura di un altro vertice del sodalizio precedentemente ceduti dal terzo dei tre uomini arrestati. 

Nel corso dell’indagine sono stati sequestrati complessivamente 1,5 chilidi cocaina e circa 155 chili di hashish. Inoltre, veniva sequestrata la somma di 36 mila euro nei confronti di due cittadini albanesi, appena ricevuti dal cittadino romeno. 

Otto arresti della polizia a Tufello e San Basilio 

Valutate le richieste formulate dal Sostituto Procuratore della Repubblica, il G.I.P., ha disposto l'applicazione della misura cautelare in carcere per i fratelli Fabrizio e Daniele Primavera, e la misura di 6 arresti domiciliari nei confronti di altrettante persone. Denunciate quattro persone risultate collegate ai gruppi per i quali si è proceduto. 

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Le indagini che hanno portato all'emissione delle ordinanza di custodia cautelare sono state corrdinate dal “Pool Reati Gravi contro il Patrimonio”, diretto dal Procuratore Aggiunto dr.ssa Lucia Lotti e dal Sostituto Procuratore Dr. Edoardo De Santis. 

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