Sala scommesse come base e armi per il recupero crediti: lo spaccio violento di Pierino la Peste, er Mattonella e Ciccio

La Polizia ha eseguito 15 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di una organizzazione criminale responsabile di associazione armata, spaccio ed estorsione

Gambero, Er Mattonella, Pierino la Peste, Er Riccetto,Treno, Ciccio e Cannellone. Sono i soprannomi di alcuni componenti del pericoloso sodalizio criminale armato di San Basilio e smantellato dagli uomini del commissariato San Basilio a seguito di un'intensa ed articolata attività investigativa iniziata nel 2017

Oltre due anni e mezzo di indagini che hanno dato vita all'operazione Bet & Drug che ha permesso agli inquirenti di eseguire 15 misure cautelari di cui 10 custodie cautelari in carcere e 5 arresti domiciliari.

Gli arrestati sono accusati di "associazione armata finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio di stupefacenti in concorso, porto di arma clandestina e munizionamento, ricettazione in concorso, estorsione in concorso e favoreggiamento reale". 

L'avvio delle indagini da un tentato omicidio a Casal de' Pazzi

Le indagini, coordinate della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma, sono scaturite a seguito di un tentato omicidio a colpi d'arma da fuoco avvenuto a Casal de' Pazzi il 27 febbraio 2017, per accaparrarsi il controllo dello spaccio di stupefacenti nel quartiere.

Gli agenti, in poco tempo, arrestarono l'aggressore e trovarono la pistola utilizzata in zona Quarticciolo. Ma era solo la punta di un iceberg molto più grande. 

I magazzini della droga di San Basilio

Da lì, infatti, è stato possibile identificare un feroce gruppo criminale di San Basilio, con base logistica presso una sala scommesse in via Fossombrone, facente capo a due fratelli, gestori proprio dell'esercizio. Emerse infatti che chi sparò a Casal de' Pazzi, era un fornivatore di stupefacente, per lo più cocaina, dal gruppo dei dei due fratelli di San Basilio.

Le indagini successive hanno condotto, nell'aprile del 2017, ad un blitz in via Bartolomeo Maranta, dove in un appartamento usato come magazzino della droga fu arrestato un uomo trovato in possesso di un chilo e mezzo di cocaina e numerose munizioni per pistola calibro 9*21. 

Dopo quell'arresto gli investigatori riuscirono a scovare altre abitazioni e nascondigli utilizzati dai sodali nel quartiere che condussero ad altri arresti e sequestri di stupefacenti. 

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Gli affari della banda

Durante uno di questi riscontri investigativi si riuscì a pedinare il broker della banda di pusher di San Basilio che aveva appuntamento con una ragazza del quartiere Tufello, con precedenti di polizia e figlia "d'arte" poiché appartenente alla famiglia di un ex Banda della Magliana, e con un altro uomo, padre del pugile che pestò a morte senza motivo un anziano di Vigne Nuove

Successivamente, in un'altra circostanza, venne arrestato il capo della banda (uno dei due fratelli di San Basilio) per il possesso di cocaina e di una pistola a tamburo marca Smith &Wesson modello 66 calibri 357 magnum con munizionamento, risultata rubata.

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Gli atti violenti del gruppo criminale

Nel corso dell'attività di indagine è emersa anche l'elevata pericolosità dei sodali: crudeli nel recuperare i crediti verso i debitori e nell'organizzare gruppi di fuoco contro eventuali rivali o acquirenti insolventi ai pagamenti.

Una pericolosità testimoniata da fatti avvenuti negli anni passati, a cominciare da 2016 quando vennero esplosi colpi di pistola contro un malavitoso rivale nel quartiere Tufello: in quella circostanza, però, proiettili vaganti raggiunsero un giovane ventunenne, ridotto in fin di vita e costretto su una sedia a rotelle in seguito alle lesioni gravissime riportate.  

In un'altra circostanza, invece, un altro componente della banda si è reso protagonista di una violenta sparatoria nel febbraio del 2017 quando, cacciato dai buttafuori di una discoteca dell'Eur poiché ubriaco, sparò alla cieca verso l'ingresso del locale ferendo alcuni avventori.

Un altro, soprannominato Pierino la peste si rese invece protagonista di un'efferata rapina ai danni della gioielleria Mariani in viale Marx: lui uomo venne identificato durante le indagini insieme ad un personaggio di altissimo spessore criminale, poiché uno dei leader della famosa banda di rapinatori transnazionali denominata Pink Panthers.

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