Roma scopre il Bronx di Torrevecchia: colpo al supermercato dello spaccio, 33 arresti

Trentatre le ordinanze di custodia cautelare. Fra gli 'impiegati' anche la figlia 13enne di uno degli arrestati

Il blitz dei carabinieri al Bronx di Torrevecchia

Due turni di 'lavoro': dalle 14:00 alle 20:00 e dalle 20:00 alle 2:00. Oltre a ciò una maggiorazione dei compensi per il servizio notturno, oltre a dei buoni pasto recapitati direttamente a pusher, vedette e pali. Siamo a Primavalle, nell'area definita gergalmente il Bronx di Torrevecchia dove è stata decapitata una vera e propria organizzazione criminale che gestiva lo spaccio di cocaina e crack controllando la zona delle case popolari del Municipio Monte Mario.

A smantellare il sistema sono stati i Carabineiri della Compagnia di Trastevere che hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare, emessa - su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma - dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale in sede, nei confronti di 31 persone (di cui 18 in carcere, 7 agli arresti domiciliari, 6 alla misura congiunta del divieto di dimora e contestuale obbligo di presentazione alla P.G.), nonché una ordinanza emessa dal Giudice per le indagini Preliminari del Tribunale per i Minorenni di Roma nei confronti di 2 giovani (di cui 1 collocato in Istituto Penale per i Minorenni e 1 in comunità).

Ma come funzionava il 'sistema' del Bronx? Come tutte le piazze di spaccio romane, anche qui il lavoro era organizzato nei minimi dettagli, con pusher, vedette e pali che operavano in perfetta sinergia. A snellire il lavoro specifici colori, a seconda della tipologia e della grammatura desiderata dall'acquirente di turno. Un prezzario che andava dai cosiddetti 'ventini' di cocaina (confezionati in involucri chiamati "blu piccolo"), al grammo di polvere bianca (il cosiddetto "big blue" o "blu grande"). Diversi i colori per l'acquisto della cocaina 'cotta', ovvero il crack pronto da fumare. In questo caso la colorazione andava dal rosso piccolo (0,2 grammi di crack) al rosso grande, o nero (ovvero 0,8 o 1 grammo di sostanza stupefacente). 

Una organizzazione ben oliata, che una volta ricevuta l'ordinazione faceva letteralmente "piovere" le dosi dai balconi, queste venivano prese dal pusher di turno che poi le consegnava al cliente, che nel frattempo aveva già consegnato il denaro ad un altro 'lavoratore' facente parte del sistena. Lancio del 'pezzo' che veniva fatto anche da alcuni minorenni, fra i quali una ragazzina di appena 13 anni, figlia di una donna raggiunta dal provvedimento cautelare. 

Diverso anche il compenso che veniva dato ai vari impiegati dell'organizzazione che variava dai 60 euro per le 6 ore di turno diurno ai 120 euro per il turno notturno. Orari però flessibili che permettevano delle deroghe, con alcuni pusher che lavoravano anche al di fuori dall'orario di prestabilito. A decapitare il sistema una indagine iniziata dai carabinieri della Stazione Roma Montespaccato e conclusa dai militari della Compagnia di Trastevere. 

Le indagini condotte dai Carabinieri, guidate dalla Direzione Distrettuale Antimafia, sono state avviate nel febbraio 2018 e hanno consentito di accertare l’esistenza di un’associazione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti, strutturata su un gruppo criminale a connotazione territoriale, composto da soggetti residenti o domiciliati nel quartiere capitolino Primavalle, in un’area di edilizia popolare.

VIDEO | Decapitato il sistema di spaccio del Bronx: il blitz dei carabinieri 

I riscontri investigativi, oltre a individuare la zona quale punto di smistamento di cocaina e crack al dettaglio, hanno consentito di acclarare una continua affluenza di consumatori abituali, i quali, sicuri di poter acquistare lo stupefacente, concordavano gli appuntamenti facendo riferimento a specifici colori, a seconda della tipologia e della grammatura desiderata (blu per una dose grande di cocaina e rosso per una dose piccola di crack).

Le indagini hanno inoltre permesso di accertare uno stabile concorso degli indagati nello spaccio, con precisa divisione di compiti e ruoli, idonea a configurare specifiche responsabilità per le singole cessioni di sostanza stupefacente, nonché l’inserimento di ben 30 dei soggetti indagati, perlopiù con precedenti di polizia per reati specifici, in un contesto associativo.

Nel corso dell’attività, sono state arrestate 22 persone in flagranza di reato, trovate in possesso complessivamente, nelle varie occasioni, di 272 grammi di cocaina e circa 13.000 euro in contanti. Si stima un volume d’affari pari ad oltre 180.000 euro al mese.

Gli arrestati, espletate le formalità di rito, sono stati tradotti presso le case circondariali di Roma ovvero accompagnati ai rispettivi domicili in regime di detenzione.

Sono attivamente ricercati due soggetti, resisi irreperibili, destinatari rispettivamente di una misura cautelare in carcere e di un divieto di dimora con contestuale obbligo di presentazione alla P.G..

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