Usura ed estorsioni, 9 arresti: banda legata a Casamonica e Camorra terrorizzava imprenditori

Il sodalizio, guidato da Mario Licenziato, si era insediato sui Monti Prenestini. Sequestrati beni per undici milioni di euro

Nove arresti e beni sequestrati per un valore complessivo di undici milioni di euro. E' il bilancio di un'operazione condotta dai Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma. L'indagine, denominata "Terza età" - per l'abitudine di reinvestire i proventi illeciti nelle 'strutture protette per  anziani' - , ha permesso di svelare un sistema articolato fatto di usura ed estorsione, con imprenditori minacciati e picchiati. Di fatto in manette è finita una banda di usurai con legami con il clan dei Casamonica e con la Camorra

A capo della banda Mario Licenziato, campano insediatosi da tempo nella zona di San Cesareo. Tutto è partito da indagini datate 2017 che hanno evidenziato un prestito richiesto al capo della banda. Da questo prestito è maturata l'intera attività investigativa culminata con l'operazione di oggi. 

Partendo da Licenziato si è scoperta la sua rete di legami con il mondo criminale, ma soprattutto l’esistenza di un autonomo e strutturato sodalizio al vertice del quale, c'era la famiglia licenziata, coadiuvata da numerosi sodali. 
 
Le attività investigative eseguite dagli specialisti del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia economico – finanziaria della Capitale, sostanziatesi in intercettazioni, pedinamenti, appostamenti e meticolosi accertamenti economico-patrimoniali, hanno rivelato come la famiglia Licenziato coadiuvata da diversi sodali, grazie alla disponibilità di ingentissimi capitali, fosse dedita a sistematiche e abusive operazioni di finanziamento nei confronti di un’ampia platea di soggetti, per lo più imprenditori in gravi  difficoltà economiche. Il tutto ricorrendo in alcuni casi a violenze o minacce per ottenere la restituzione delle somme elargite o appropriandosi coattivamente di beni dei debitori a parziale storno dei crediti vantati. I tassi medi applicati oscillavano tra il 90% ed il 180% annuo – di qui la loro natura usuraria – con punte del 570%.

Ad aggravare lo stato di sudditanza psicologica delle vittime contribuiva il profilo delinquenziale dei capi, legati alla Camorra e ai Casamonica tramite in particolare Elvis Hudorovich, detto Giovanni lo Zingaro. In particolare Mario Licenziato è stato citato quale soggetto organico alla Nuova Famiglia, capeggiata dal noto Michele Zaza detto u’ pazz, storico “cartello di famiglie della camorra” nato in  contrapposizione alla Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo. 
 
Sempre nella stessa indagine si è accertato come la famiglia Licenziato fosse protagonista di un traffico di droga sull’asse Napoli-Roma, sotto la direzione della zia,  Carmela Licenziato, Lady Cocaina, attualmente detenuta in relazione a plurime condanne  definitive per traffico di stupefacenti e porto e detenzione di armi, oggi destinataria di un nuovo ordine di arresto.

La donna, sebbene in carcere, come dimostrato dalle odierne investigazioni, è risultata tuttora attiva nel settore ed intenzionata a dare vita a un’autonoma “piazza di spaccio” nella Capitale. E’ stata accertata la disponibilità occulta, in capo alla Licenziato, di un immobile sito a Palestrina (RM), acquisito con proventi del narcotraffico e solo formalmente intestato ad una congiunta.

E’ emerso che il gruppo criminale reinvestiva sistematicamente i proventi delle attività delittuose in variegati settori dell’economia legale, ricorrendo anche a frodi fiscali quale fonte di finanziamento illecito. I finanzieri hanno svelato il sistematico ricorso a compiacenti teste di legno, utilizzate per la gestione di imprese attive nel commercio di autovetture e nel settore delle strutture ricettive per anziani, sottoponendo a sequestro preventivo due “strutture protette”, riconducibili al pregiudicato Mario Licenziato e site a San Cesareo (RM), di cui una operativa e una destinata ad essere inaugurata a breve.

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