Pusher pestato a morte, presi il mandante e l'esecutore. 'Giggi' ucciso per aver violato due regole

Luigi Moriconi morì in ospedale dopo quattro mesi di agonia

Operazione Salvezza a Villaggio Falcone

Sono considerati mandante ed esecutore del pestaggio che causò la morte di Luigi Moriconi, punito a colpi di mazza da baseball per un debito di droga e poi deceduto in ospedale dopo quattro mesi di agonia. Due gli indagati, già detenuti presso gli istituti di detenzione della Capitale, ritenuti responsabili, sulla base di nuovi elementi probatori emersi della morte di "Giggi", come era conosciuto il 51enne nella zona di Villagio Falcone - Vecchia Ponte di Nona. A finire in manette due giovani di 20 e 21 anni. 

Arresti per spaccio a Villaggio Falcone 

L’uomo morì nel marzo scorso, dopo un lungo periodo di degenza in ospedale dove era stato ricoverato a seguito del violento pestaggio subìto da parte di esponenti della violenta organizzazione criminale operante nel quartiere “Villaggio Falcone - Vecchia Ponte di Nona”, ad Est della Capitale, già disarticolata nell’ambito dell’operazione denominata “Salvezza”, dello scorso mese di marzo, con l’arresto di 15 indagati, tutti accusati a vario titolo di  “associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, armi, sequestro di persona a scopo di estorsione, estorsione, rapina, ricettazione, tentato omicidio”. 

Due arresti per la morte di Luigi Moriconi 

Ed invero, scrive il GIP: “reato...maturato nell’ambito dell’attività di spaccio organizzato del sodalizio criminale capeggiato" dal 21enne "sodalizio all’interno del quale vigono ruoli e regole di condotta ben precisi la cui osservanza è garantita mediante un sistema sanzionatorio consistente in comportamenti violenti, per lo più pestaggi, posti in essere dai vertici del sodalizio criminale….al Moriconi venivano contestati due tipi di condotte contrarie alle finalità dell’associazione, da un lato il ripetuto abbandono del posto di lavoro come pusher/vedetta, circostanza che metteva in pericolo l’attività dell’associazione, dall’altro risultava un ammanco di denaro proveniente dall’attività di spaccio di cui il Moriconi era ritenuto responsabile.”

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Le indagini hanno consentito di appurare come l’organizzazione fosse adusa a tali prassi, procedendo a sistematici pestaggi dei manchevoli ed alla “chiusura” degli stessi all’interno di un sottoscala dove, senza acqua né cibo, erano costretti ad estenuanti turni di spaccio. Entrambi gli indagati risponderanno di omicidio preterintenzionale in concorso", il 21enne come mandante ed il 20enne come uno degli esecutori (...) "poiché, come scrive il Giudice per le Indagini Preliminari nel provvedimento restrittivo: “.in concorso tra loro, con atti diretti a consumare il reato di lesioni personali aggravate … (…)… colpendo più volte con calci e pugni e con l’uso di una mazza da baseball al capo ed al corpo Moriconi Luigino cagionavano a quest’ultimo gravi lesioni personali al cranio provocando uno stato di coma e cagionandone la morte intervenuta il 2 marzo 2020.”

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In relazione all'indagine i Carabinieri della Compagnia di Tivoli hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere – emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Roma, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia - nei confronti dei due indagati. Associati rispettivamente a Regina Coeli e a Rebibbia, restano a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente.
 

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