Droga ed estorsioni col metodo mafioso, così "Zio Franco" controllava la zona di Montespaccato

Sono 58 le persone arrestate nell'ambito della Operazione Hampa. Al vertice dell'organizzazione i fratelli Franco e Roberto Gambacurta

L'abbraccio fra Salvatore Nicitra e Franco Gambacurta dopo aver risolto la controversia con la famiglia Senese

Il Gip lo ha definito "L'uomo con la coppola", con chiaro riferimento alla visione cinematografica dei veritici della malavita organizzata. Lui si chiama Franco Gambacurta, conosciuto come "Zio Franco", e secondo gli investigatori era al vertice di una organizzazione criminale familiristica che aveva l'egemonia ed il controllo dei territori di Montespaccato e Primavalle. Assieme a lui il fratello, Roberto Gambacurta, arrestato insieme ad altre 58 persone nel corso di un blitz attuato questa mattina nei due quartieri di Roma nord ovest. Base su strada dell'organizzazione criminale un bar in piazza Cornelio. 

"Zio Franco" di Montespaccato 

Il provvedimento restrittivo si basa su una indagine dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di via in Selci, nella quale è confluita una attività investigativa della Polizia di Stato, sviluppata negli anni 2012 – 2017, e cominciata in seguito all'omicidio di Marco Zioni, avvenuto il 21 febbraio del 2012 in via Guido  di Montpellier. Le indagini hanno consentito di sgominare una associazione per delinquere, egemone nel quartiere capitolino di Montespaccato, capeggiata dal 66enne Franco Gambacurta, i cui partecipi hanno commesso svariati delitti contro la persona ed il patrimonio aggravati dal metodo mafioso, acquisendo altresì il controllo occulto di attività imprenditoriali e di risorse economiche. 

Operazione Hampa 

L’operazione oltre alla Capitale ha coinvolto altri soggetti raggiunti dalle ordinanze di custodia cautelare nelle province di Roma, Oristano, Campobasso e Verbania, nonché in Spagna, a conclusione dell’indagine “Hampa”, condotta dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Roma.

VIDEO | 58 arresti nella Operazione Hampa 

Caratura criminale dei Gambacurta a Roma 

Un nome importante quello di Zio Franco, "non esiste intercettazione nell'ambito della criminalità organizzata romana - le parole del Procuratore Aggiunto della DDA di Roma Michele Prestipino - nel quale non viene indicato il nome di Franco Gambacurta", riconosciuto quale vertice della criminalità romana per i quartieri di Montespaccato e Primavalle. Un nome pesante, la cui caratura criminale è riconosciuta come tale anche dai gruppi  operanti ad Ostia e da Massimo Carminati, con il nome di Franco Gambacurta, citato diverse volte nelle intercettazioni riguardanti le indagini che portarono a suo tempo ad arrestare l'ex Nar

La famiglia Gambacurta a Montespaccato 

Nell’ordinanza di custodia cautelare, inoltre, è contestata a numerosi  indagati l’appartenenza, a vario titolo, a due distinte associazioni finalizzate al traffico di sostanze stupefacenti: la prima capeggiata da Franco Gambacurta e dal fratello Roberto Gambacurta, 57 anni, capace di importare ingenti quantitativi di cocaina, hashish e marijuana, distribuiti al dettaglio nel quartiere di Montespaccato.

I fornitori di cocaina per i Gambacurta 

La seconda organizzazione criminale scoperta dagli investigatori era invece diretta dai fratelli colombiani Jorge Rodriguez Paez Nino e Pablo Andres  Paez Nino i quali hanno organizzato l’importazione in Italia di diverse partite di cocaina, tramite un soggetto strettamente collegato ai fratelli Gambacurta operante in Sardegna

Controllo del territorio a Montespaccato e Primavalle 

Il lavoro dei Carabinieri del Nucleo Investigativo ha permesso di fare luce sulle dinamiche criminali della zona Nord Ovest della Capitale, in particolare nei quartieri di Montespaccato e Primavalle, dove il gruppo criminale Gambacurta ha imposto la propria supremazia, commettendo numerosi delitti che, a volte, non sono stati denunciati dalle vittime per il timore di incorrere nella vendetta del sodalizio. Una egemonia evidente, tanto che nel corso delle indagini è stato riscontrato come gli abitanti del quartiere, riconoscendo la caratura criminale della famiglia Gambacurta, erano soliti rivolgersi a loro per "risolvere" i propri problemi, bypassando lo Stato rappresentato dalle forze dell'ordine. 

La punizione al pugile

Una egemonia che i sodali attuavano anche con metodi violenti. Come nel 2013 quando un pugile del Costarica venne brutalemente pestato in un bar della zona. Alla base della "punizione" il fatto che il boxeur avesse incassato tre assegni (per un importo di 6mila Euro) sottratti proprio dalla disponibilità dei Gambacurta. Incassati sul conto corrente della compagna del pugile, una donna polacca, i Gambacurta picchiarono brutalmente lo sportivo che pur potendo reagire subì le percosse senza muovere un dito. Alla base della sua resistenza passiva il timore di "essere fatto fuori" in caso di reazione, come evinto dalle intercettazioni dei carabinieri messe in atto nel corso dell'indagine. 

L'arbitrato di Salvatore Nicitra 

Inoltre, le indagini dei Carabinieri hanno documentato il coinvolgimento di Salvatore Nicitra, in una tentata estorsione consumata ai danni di un imprenditore. In questo caso Nicitra, grazie alla sua fama delinquenziale, è stato chiamato a fare da arbitro per ricomporre una controversia insorta tra Franco Gambacurta ed esponenti del gruppo criminale di Michele Senese, pregiudicato, noto come “o’ Pazzo”, negli anni ’70 e primi anni ’80 esponente di rilievo del clan Moccia di Afragola, provincia di Napoli

Dissidi fra i Gambacurta ed i Senese 

Alla base delle controversie, un debito contratto da un imprenditore edile. L'uomo si rivolge però alle persone sbagliate per ottenere un prestito. I tassi usurai fanno il resto con Franco Gambacurta che prende in carico la situazione facendo suo il debito dell'imprenditore. I soldi da ridare sono però anche per i Senesi (480mila euro circa a fronte dei 300mila dovuti ai Gambacurta). Da qui la richiesta di arbitrato da parte di Nicitra, con le immagini dell'abbraccio simbolico fra quest'ultimo e Zio Franco documentati dai carabinieri. Centomila euro ai Senese ed altrettanti ai Gambacurta, così decise Nicitra per risolvere la controversia. 

Arresti a Montespaccato 

Stamattina all'alba il blitz a Montespaccato con i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma e dei Comandi dell’Arma territorialmente competenti, in collaborazione con l’U.C.O.  – Drogas della Guardia Civil spagnola e con la Questura di Roma, che hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Roma su richiesta della Procura della Repubblica di Roma - Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 58 persone, indagate, a diverso titolo, di associazione per delinquere finalizzata ad una serie indeterminata di delitti aggravati dalle modalità mafiose (art. 7 L. 203/91), in particolare usura, esercizio abusivo del credito, estorsioni, sequestro di persona a scopo di estorsione, detenzione e porto illegale di armi da fuoco, riciclaggio e reimpiego di capitali di provenienza illecita, intestazione fittizia di beni immobili, rapporti creditizi, attività economiche ed imprenditoriali, nonché di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti aggravata dalla transnazionalità.

Sequestrati beni per 7 milioni di Euro 

Contestualmente, i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma stanno eseguendo un decreto di sequestro di beni, emesso dal Tribunale di Roma – Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della Procura della Repubblica – D.D.A. di Roma, riguardante 12 esercizi commerciali, 14 immobili, diversi rapporti finanziari e quote societarie, nonché numerosi veicoli, per un valore stimato di circa 7 milioni di euro.

Guardia Civil in Spagna 

Per l’esecuzione del provvedimento restrittivo in Spagna nei confronti di cinque cittadini colombiani domiciliati nello stato iberico, i Carabinieri di Roma, grazie al Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia, stanno lavorando in strettissima sinergia con l’U.C.O. - Drogas de la Guardia Civil di Madrid.

Criminalità romana a Montespaccato 

Con gli arresti odierni si chiude un capitolo della storia della criminalità romana che, come è stato dimostrato dall’indagine, è connotata da strutture organizzate ed assolutamente pericolose, assimilabili alle organizzazioni di stampo mafioso tristemente note in Italia e nel mondo.

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