Operazione Blue Rose: nella banda di Colli Aniene i fratelli che investirono i buttafuori al Qube

Gabriele e Daniele Briscese, già in carcere per il tentato omicidio al locale di via di Portonaccio, sono ritenuti fornitori dell'arma clandestina rinvenuta dalla polizia nell'ambito dell'indagine che ha portato all'arresto di 11 persone

Il tentato omicidio al Qube avvenne il 27 gennaio del 2019 in via di Portonaccio

Ci sono anche Daniele e Gabriele Briscese fra gli 11 arrestati appartenenti alla banda sgominata dalla polizia a Colli Aniene ed al Tiburtino III. Ritenuti fornitori di un'arma clandestina sequestrata nel corso delle indagini, i due sono stati raggiunti da una ordinanza di custodia cautelare assieme ad altre 9 persone nell'ambito della Operazione Blue Rose.

Entrambi già in carcere, i due fratelli di Tor Bella Monaca salirono alla ribalta delle cronache romane e nazionali il 27 gennaio del 2019 quando si resero protagonisti dell'efferato tentato omicidio nei confronti degli addetti alla sicurezza del Qube in via di Portonaccio, investendoli con un'auto a seguito di una lite. 

Il tentato omicido di Casal Bertone prese corpo la notte tra il 26 ed il 27 gennaio dello scorso anno dopo che i due fratelli non furono fatti entrare al Qube dai 'buttafuori' perchè in stato di alterazione alcolica. Furiosi per lo smacco subito, i fratelli di Tor Bella Monaca salirono su una Mercedes Classe B, intestata ad un loro parente, e sbaragliando vasi e transenne, provarono a rifarsi dello sgarro investendo volontariamente due addetti alla sicurezza e, accidentalmente, anche un ragazzo. Poi si diedero alla fuga. 

VIDEO | Auto contro i buttafuori del Qube: le immagini del tentato omicidio 

I due buttafuori, senegalesi di 29 e 39 anni, riportarono una lesione alla gamba con 35 punti di sutura il primo e un trauma facciale con 17 punti sopra l’occhio l’altro. Il terzo ragazzo, cliente del locale, venne invece portato al Policlinico Gemelli in codice rosso. 

Le indagini, serrate e condotte dalla Squadra Mobile della Polizia di Stato, iniziarono subito dopo i fatti. Gli agenti, vicino al Qube, trovarono la targa dell'auto e, in zona Colli Aniene, la Mercedes nera usata per il tentato omicidio che presentava ammaccature e tracce di sangue. In poche ore, quindi, la Polizia, supportata dal lavoro dell'Autorità Giudiziaria, arrivò a dare un nome ed un volto ai due, che nel frattempo si erano resi irreperibili. 

Messi alle strette il 5 di febbraio i fratelli Briscese si costiturono alla polizia con il successivo arresto per tentato omicidio aggravato dall'odio razziale e quindi associati nel carcere di Regina Coeli, dove sono stati raggiunti da una nuova ordinanza di custodia cautelare attuata al termine della operazione Blue Rose conclusa dalla polizia al Tiburtino III ed a Colli Aniene.  

Entrambi pregiudicati, gli fu contestata anche l'aggravante dell'odio razziale poichè, durante il litigio, "hanno espresso nei confronti degli addetti alla sicurezza, cittadini senegalesi, frasi dall'evidente contenuto razziale".  
 

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