Scacco ai Casamonica: "Delinquenti di professione e malati di potere". Intimidazioni anche dentro al Tribunale

Le dichiarazioni dei pentiti e delle vittime delle famiglie sgominate nell'ambito dell'operazione Gramigna bis. Ventitre le ordinanze di custodia cautelare anche per esponenti degli Spada e dei Di Silvio

Operazione Gramigna Bis

Estorsione, usura, intestazione fittizia di beni e spaccio di droga, con l'aggravante del metodo mafioso ma soprattutto la consapevolezza di poter usare il nome "Casamonica" per incutere timore contando sulla forza di intimidazione del gruppo. Emergono nuovi dettagli sull'ordinanza che ha portato all'arresto di 23 persone appartenenti al clan che opera fra Romanina ed il Quadraro al termine dell'Operazione Gramigna bis. 

A permettere ai magistrati di far piena luce sugli affari illeciti del clan le denunce delle vittime e soprattutto le parole dei collaboratori di giustizia: "I Casamonica come possono mantenere il loro tenore di vita? Vi rispondo che di professione fanno i delinquenti". Lo ha detto, il 28 luglio scorso, la collaboratrice di giustizia Debora Cerreoni.

La donna, spiega nell'ordinanza, che per i Casamonica è "strategicamente importante stringere alleanze con le altre organizzazioni criminali" "perché anche in tal modo possono dimostrare la propria potenza".  "I Casamonica - afferma la  pentita -  sono malati di potere hanno la necessità di dimostrare che sono potenti e questo, dal punto di vista, si dimostra mediante rapporti con le altre organizzazioni criminali e mediante l'ostentazione di un lusso sfrenato. Loro sono perfettamente consapevoli di avere un notevole potere intimidatorio, che esercitano nelle loro attività: incutono notevole timore e nessuno li denuncia mai". 

Le vittime: "Fanno paura, impossibile uscirne vivi"

C'è anche un altro pentito, Massimiliano Fazzari, a fornire dettagli agli inquirenti: "I Casamonica non si limitavano ad avere un atteggiamento costantemente intimidatorio, ma si vantavano anche di essere mafiosi, nonché del fatto che la prima condanna per reato associativo sul territorio romano aveva riguardato soggetti appartenenti alla loro famiglia".

"Nella zona della Tuscolana, soprattutto in prossimità del vicolo di Porta Furba, i Casamonica hanno un controllo equiparabile a quello che può avere un locale di 'ndrangheta in un paese calabrese - ha detto Fazzari - ribadendo anche di ruoli interni alla struttura criminale, di potere gerarchico, di referenti criminali in grado di essere anche punto di riferimento per trattative con altri gruppi criminali". 

Potere dei Casamonica che conoscono bene anche in Calabria: "Io da sempre gravito in ambienti di Ndrangheta e ribadisco che già da quando ero in Calabria sapevo che i Casamonica comandavano a Roma così come i Lamari a Laureana o i Bellocco a Rosarno". Così il pentito di ndrangheta Roberto Furuli nell'interrogatorio del 27 settembre 2017 che compare nell'ordinanza con la quale sono stati disposti una ventina di arresti contro il clan della periferia est della Capitale. 

"Mi risulta che abbiano rapporti anche con importanti famiglie di Ndrangheta tra cui i Piromalli di Gioia Tauro - ha aggiunto il collaboratore di giustizia - Io ho sempre frequentato ambienti di Ndrangheta e fin da piccolo, quando ero in Calabria, ho sentito dire che i Casamonica erano legati ai Piromalli e che a Roma erano temuti e rispettati". "Per quello che mi risulta - ha concluso Furuli - i rapporti tra i Casamonica ed i Piromalli riguardavano gli stupefacenti".

VIDEO | Rolex e cavalli d'oro: blitz nelle ville Casamonica

Così certi del potere di intimidazione del nome Casamonica tanto da arrivare a tentare una intimidazione anche dentro il Tribunale. E quanto si scopre ancora leggendo dall'ordinanza di custodia cautelare del gip Gaspare Sturzo. In particolare, due esponenti del clan cercarono di intimidire una parte offesa coinvolta nel processo a carico Pasquale Casamonica.  

E' una nota del 23 giugno 2017 del commissariato Viminale a raccontare quanto accaduto una settimana prima quando, in occasione in un incidente probatorio nel processo a carico di Pasquale Casamonica, una parte offesa era stata "avvicinata dagli indagati Consiglio Casamonica, detto Simone, e Liliana Casamonica detta Stefania, rispettivamente cugino e sorella di Pasquale, i quali gli dicevano che avrebbe dovuto 'far uscire Pasquale', o meglio, da intendersi tale ordine di ritrattare le dichiarazioni accusatorie precedentemente rese". 

Il gip scrive che "sappiamo come l'udienza con le forme dell'incidente probatorio non sia pubblica. Appare, quindi, evidente come la presenza dei due Casamonica, nei locali del Tribunale di piazzale Clodio, si spieghi esclusivamente con la finalità di avvicinare ed intimidire la persona offesa al fine di indurla a ritrattare le precedenti accuse". Per il giudice è questa "in sostanza una conferma del metodo mafioso".

Chi sono i Casamonica: la famiglia sinti che controlla Roma sud 

"Una sfida allo Stato", scrive ancora il gip Gaspare Sturzo. Un esempio di questa spavalderia consiste anche nell'occupare abitazioni già confiscate. In particolare, il gip cita una nota dei Carabinieri del 2 gennaio scorso in cui viene ricostruita la vicenda che riguarda "Asia Sara Casamonica (raggiunta dal provvedimento di obbligo di dimora a Grottaferrata per violazione della normativa antimafia ndr) convivente dell'indagato Emanuel Casamonica"

"La donna - scrive il gip -, che già nelle fasi immediatamente successive all'esecuzione dell'operazione Gramigna del luglio scorso aveva favorito la latitanza di Guerrino Casamonica fornendogli ospitalità all'interno della sua abitazione, nell'autunno del 2018 ha occupato un'abitazione in vicolo di Porta Furba da anni oggetto di confisca definitiva e che era stata sgomberata solo il 17 settembre 2018".

Il gip spiega che "si trattava dell'abitazione che un tempo era di proprietà del boss Giuseppe Casamonica e che Asia Sara Casamonica ha occupato, allacciando anche le utenze telefoniche e forzando la serratura, nuovamente al chiaro fine di consentire al nucleo familiare del boss di riappropriarsene, dando anche un segnale all'istituzioni"

Già provati dagli arresti attuati nel passato convogliati poi in gran parte nell'Operazione Gramigna, in questa seconda indagine sono state 20 le persone finite in carcere, tutti esponenti delle famiglie Casamonica, Spada e Di Silvio. Gramigna Bis condotta dai Carabinieri della Provincia di Roma su delega del procuratore aggiunto Michele Prestipino e del pm Giovanni Musarò che ha disposto inoltre una misura di arresti domiciliari e due obblighi di dimora (per un totale di 23 persone) mentre sono 32 gli indagati accusati a vario titolo di estorsione, usura, intestazione fittizia di beni e spaccio di droga, con l'aggravante del metodo mafioso. 

In particolare, la custodia cautelare in carcere è stata disposta per Celeste Casamonica, Consiglio Casamonica, Cosimo Casamonica, Christian Casamonica, Giuseppe Casamonica detto Bitalo, Giuseppe Casamonica detto Monca, Lauretta Casamonica, Liliana Casamonica detta Stefania, Luciano Casamonica, Massimiliano Casamonica detto Ciufalo, Pasquale Casamonica detto Rocky, Rocco Casamonica, Rosaria Casamonica, Salvatore Casamonica, Gelsomina Di Silvio, Emanuele Proietto, Alizzio Spada e Ottavio Spada detto 'Cicciollo', Vincenzo Spinelli. 

Durante le perquisizioni di lunedì 15 aprile stati sequestrati beni fra cui gioielli, denaro e orologi, per oltre 400mila euro. "Nel caso di specie - scrive il gip per motivare l'adozione di 15 misure cautelari - non risulta acquisito alcun elemento che autorizzi a ritenere che le esigenze cautelari potrebbero essere salvaguardate mediante una misura diversa dalla custodia cautelare in carcere, soprattutto per quanto sopra valutato circa la persistenza delle esigenze cautelari, anzi sono stati acquisiti diversi eventi che depongono in sensi esattamente contrario". 

Per il gip, "è sufficiente leggere gli accertamenti patrimoniali e reddituali" per "rendersi conto che praticamente tutti gli indagati, ad eccezione di Emanuele Proietto, risultano sostanzialmente privi di redditi o risultano in passato avere dichiarato redditi esigui e certamente non sufficienti a mantenere un minimo tenore di vita, circostanza che fa ritenere che gli stessi vivano abitualmente del provento di attività fisica illecite e dunque possano  continuare a consumare i delitti come quelli di oggi".

Il gip ha disposto gli arresti domiciliari per Giacomina Casamonica perché "madre di prole inferiore a sei anni", l'obbligo di dimora per Asia Sara Casamonica e per Roberta Liguori.


 

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Commenti (7)

  • Non capisco chi scrive questi articoli: perché fare nome e cognome della collaboratrice di giustizia? Meno si sa meglio è, no? Quando si tratta di ladruncoli seriali farebbero comodo, invece, il nome e la foto, se maggiorenni, per tutelarsi, ma in quel caso la privacy viene sempre tutelata.

    • Non capisco chi scrive questi articoli: perché fare nome e cognome della collaboratrice di giustizia? Meno si sa meglio è, no? Quando si tratta di ladruncoli seriali farebbero comodo, invece, il nome e la foto, se maggiorenni, per tutelarsi, ma in quel caso la privacy viene sempre tutelata.

      • Perfettamente d'accordo. ci vorrebbe lo stesso senso di tutela come per quelli che fanno gli arresti con i viso mascherato. Che poi riescano comunque a sapere è possibile ma mettere i manifesti.. Ci vorrebbe il segraeto e l'anonimato. Ma forse a molti fa comodo così.

  • sono cose che tutti sapevano già 30 anni fà.......

    • Chiedi al PD

      • per correttezza anche ad alleanza nazionale

    • Verissimo. Comunque anche se non si risolve, meglio fare qualcosa che niente.

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