La moglie lo lascia, lui per 5 anni la minaccia sui social: arrestato. Nel 1996 uccise ispettore di Polizia

Le indagini hanno accertato la particolare gravità dei comportamenti denunciati dalla vittima, facendo emergere la spiccata pericolosità dell'indagato "con indole aggressiva già condannato per gravissimi reati"

Altri guai per Maurizio De Lucenti l'uomo che, nel 1996, durante una rapina a mano armata con un complice a bordo del treno della linea Roma-Pantano, sparò all'ispettore Capo della Polizia di Stato Carlo Tufilli, che era intervenuto per cercare di fermare i due, e che rimase gravemente ferito, morendo durante il trasporto in ospedale

Maurizio De Lucenti, questa volta, è stato arrestato per stalking contro la ex moglie. Nel pomeriggio del 6 giugno il personale della Squadra Mobile di Roma ha rintracciato nella città di Teramo il 45enne romano perché "gravemente indiziato di gravi atti persecutori" nei confronti della ex, in esecuzione dell'ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Roma - Sezione del Giudice per le Indagini Preliminari.

Lo stalker, non accettando la fine della storia amorosa avvenuta 5 anni fa, ha iniziato la sua attività vessatoria e intimidatoria nei confronti della donna e della sua famiglia. Tempeste di messaggi attraverso Whatsapp e Facebook, e telefonate a tutte le ore del giorno e della notte.

Minacce gravi e insulti che hanno condotto la donna in uno stato di agitazione tale da mutare le sue normali abitudini di vita. A far scatenare ancora di più l'uomo il fatto che la povera vittima si sia rifatta una vita con un nuovo compagno, divenuto a sua volta vittima delle sue angherie.

Le indagini, coordinate dai magistrati del Gruppo Antiviolenza della Procura di Roma e svolte dagli investigatori della IV Sezione della Squadra Mobile, hanno accertato, in tempi rapidi, la particolare gravità dei comportamenti denunciati dalla vittima, facendo emergere la "spiccata pericolosità" dell'indagato, soggetto pluripregiudicato, "con indole aggressiva e irosa, già condannato per gravissimi reati contro la persona".

Maurizio De Lucenti, infatti, nel giugno 1996, a bordo di un vagone della linea ferroviaria Roma-Pantano, si era reso responsabile, in concorso con un complice, di una rapina a mano armata ai danni di alcuni passeggeri.

Nella circostanza l’Ispettore Capo della Polizia di Stato Carlo Tufilli, che prestava servizio presso il commissariato di Porta Maggiore, si trovava a bordo del treno e, nel tentativo di fermare i due malviventi, al termine dell'inseguimento, è rimasto gravemente ferito, ed è deceduto nel corso del trasporto in ospedale. Nel corso di un successivo conflitto a fuoco, ha perso la vita anche il complice di De Lucenti.

Ieri sera il 45enne ha varcato nuovamente le porte del carcere, ed attualmente è detenuto presso la Casa Circondariale di Teramo.

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