Arbitro aggredito a San Basilio, parla l'ex ultrà della Lazio: "Così ho salvato Riccardo Bernardini"

Yuri Alviti parla a RomaToday dei momenti successivi all'aggressione: "Mi aveva anche espulso. Credo che il destino in questo modo ci abbia aiutato". Con lui anche una infermiera, fidanzata dell'arbitro ferito

Immagine di repertorio

"Ho avuto paura che fosse morto. Superato lo choc, mi sono avvicinato gli ho aperto la bocca. Era serrata, poi gli ho tirato fuori la lingua e l'ho aiutato a respirare. Aveva perso i sensi". A raccontare i fatti a RomaToday è Yuri Alvti, preparatore atletico del Torrenova. E' stato lui a salvare, forse anche a salvargli la vita, Riccardo Bernardini l'arbitro 24enne della sezione di Ciampino, aggredito da due individui domenica a San Basilio. 

I fatti sono avvenuti, intorno alle 13:30 circa di domenica 11 novembre, nella zona degli spogliatoi del 'Francesca Gianni' subito dopo Virtus Olympia San Basilio - Atletico Torrenova 1986,  match vinto dagli ospiti in rimonta per 3 a 2. La partita, nervosa, ha visto anche due giocatori espulsi, entrambi della Virtus Olympia. Ad essere mandato negli spogliatoi dal giovane arbitro anche lo stesso Alviti. "Forse è stata una fortuna che mi ha espulso. Stavo protestando per una sua decisione che non mi aveva convinto. I toni forse erano stati eccessivi ma di certo non l'ho aggredito, e così mi ha espulso. Adesso penso che è stato un segno del destino. Mi sono fatto la doccia in anticipo e sono potuto intervenire quando più serviva". 

Già perché Yuri Alviti era proprio lì in quei momenti concitati. Due persone, forse tifosi della squadra di casa arrabbiati dopo le scelte dell'arbitro Bernardini, hanno scavalcato la recinzione, per poi avvicinare il direttore di gara e colpirlo. Almeno un paio di schiaffoni, così forti da fargli perdere l'equilibrio. Il giovane, cadendo, ha sbattuto la testa contro un gradino perdendo i sensi. "Siamo rimasti tutti impietriti. Forse per paura", dice Alviti. 

Il commento della società Virtus Olympia

Poi i due fuggono. Quindi l'intervento del preparatore atletico del Torrenova, supportato da una infermiera, la fidanzata dell'arbitro ferito. Nel frattempo sul posto arrivano i sanitari del 118 che portano l'arbitro in ospedale, al Sandro Pertini. La diagnosi è quella di un trauma cranico. Il 24enne, nato a Monte Compatri, ne avrà per 10 giorni. Sulla vicenda stanno indagando i Carabinieri della compagnia Montesacro e i militari della Stazione di San Basilio che hanno già acquisito le immagini delle videocamere di sorveglianza

Alviti, già capo degli Irriducibili della Lazio, sottolinea come queste vicende non c'entrino "nulla con il calcio". "I giocatori, soprattutto nelle categorie minori, si portano sempre rispetto a vicenda. Molti sono amici. Queste non sono neanche dinamiche ultras. Ai tempi della Lazio contestammo Collina, ma in maniere goliardica, rimanendo nei canoni dello sfottò. Quelli che hanno aggredito domenica questo ragazzo non si possono chiamare tifosi. Non hanno nulla a che vedere con il mondo del calcio. Noi, nella nostra società del Terronova, ci basiamo su valori veri, sul rispetto, sulla dignità. Sono sicuro che anche le altre società fanno ugualmente. Purtroppo le mele marce cercano sempre di inquinare questo ambiente. E poi per cosa? Per aggredire un ragazzo di 24 anni che era venuto ad arbitrare e che prende poco più di 30 euro? Una follia". 

Sulla vicenda, oggi, è arrivata anche la dura presa di posizione dell'Associazione Italiana Arbitri: nella settimana corrente non verranno dunque disputate gare ufficiali dall'Eccellenza al Settore Giovanile Dilettante, compreso tutto il movimento del Calcio a 5 Regionale. Il Lazio è infatti una delle regioni che ha la percentuale più alta di aggressione ai direttori di gara, ben 8 dall'inizio dell'anno. 

"Questa settimana l'AIA non invierà direttori di gara ai campi di gioco per tutte le partite in programma nei campionati dilettanti del Lazio. Si valuteranno nuove e analoghe iniziative al verificarsi di ogni ulteriore episodio di violenza grave", ha detto il presidente dell'Associazione Italiana Arbitri, Marcello Nicchi, annunciando così la presa di posizione forte e decisa per "sollecitare un momento di riflessione da parte di tutti i soggetti coinvolti ma anche dell'opinione pubblica sul tema della violenza nel calcio".

Una scelta appoggiata anche dal presidente della Figc Gabriele Gravina: "E' stato l'ennesimo brutto episodio, testimonianza di una cultura che dobbiamo cambiare. Chi fa questi gesti non può far parte del nostro mondo. Studieremo provvedimenti ancora più drastici per fermare questa deriva, arrivando fino all’esclusione dei club qualora dovessero emergere delle responsabilità". 

E quella di non mandare gli arbitri a dirigere le gare nel Lazio è stata una "ottima decisione" anche per l'assessore allo sport politiche giovanili e grandi eventi di Roma Capitale Daniele Frongia: "Da sportivo, come anche da ex arbitro, mi auguro che Lega e Federazione investano sempre più nella educazione dei valori dello sport, nelle sanzioni contro giocatori, tifosi e società che violano le regole e - in questo caso - la legge. Gli sport a torto definiti 'minori' siano da esempio: valgano sempre il rispetto delle regole, degli avversari, della sconfitta e tutti i valori positivi che lo Sport porta con sé".

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