Appalti truccati al San Camillo: "Se continuiamo così finiamo in galera"

Dieci le persone arrestate, 26 quelle indagate. Le investigazioni si sono concentrate anche su due appalti relativi all'attuale Giubileo della Misericordia

I carabinieri all'ospedale San Camillo

Un black out al reparto maternità dovuto ad un malfunzionamento dei gruppi elettrogeni. Ma anche problemi, oltre che dell'impianto elettrico, anche nei servizi di controllo degli impianti di aria condizionata e dei sistemi antincendio. Alla base di tali problemi tutta una serie di "selezioni al ribasso" e "spremiture dei contratti" dal quale si è poi generato un sistema di appalti truccati che ha portato i carabinieri della Compagnia di Trastevere a scoprire l'esistenza di un fenomeno criminale con base piramidale all'interno dell'azienda ospedaliera San Camillo nel corso dell'operazione denominata appunto "Piramide". Alla base dell'organizzazione piramidale Alessandro Agneni, imprenditore 51enne già direttore dell'Unità operativa complessa di Ingegneria dell'azienda ospedaliera. 
 

DIECI ARRESTI - Dieci le persone arrestate (due in carcere ed otto ai domiciliari) e 26 quelle indagate. Diverse le accuse che hanno dato esecuzione all'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Roma su richiesta della locale Procura della Repubblica nei confronti delle dieci persone arrestate (8 uomini e 2 donne): "corruzione", "turbata libertà degli incanti", "estorsione", "falsità materiale in atti pubblici", "peculato" e "truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche". 

APPALTI TRUCCATI - A spiegare dagli uffici della Procura della Repubblica di piazzale Clodio i riscontri investigativi che hanno portato gli inquirenti a scoprire il sistema di appalti truccati dell'azienda ospedaliera di circonvallazione Gianicolense il procuratore aggiunto Paolo Ielo partendo da alcuni concetti base: "la spremitura dei contratti", "la corruzione triangolare" e la "selezione al ribasso". Titolari dell'inchiesta il sostituto procuratore dottor Stefano Fava ed il Gip dottoressa Flavia Costantini. In particolare con l'operazione Piramide è stata accertata la previsione a latere di un appalto di manutenzione, una serie di ulteriori servizi definiti fittiziamente come “complementari” e risultati essere poi duplicazioni di prestazioni già eseguite. Le investigazioni si sono concentrate anche su due appalti relativi all’attuale Giubileo della Misericordia concernenti il progetto per la ristrutturazione del Pronto Soccorso e la successiva realizzazione di nuovi posti letto per la Terapia Intensiva, nonché sulla ristrutturazione del Padiglione Lancisi.  

APPALTO DA 62 MILIONI DI EURO - Secondo quanto riscontrato uno dei casi di corruzione attorno al quale si è poi sviluppata l'indagine riguarderebbe un appalto da oltre 62 milioni di euro, con una "tangente" da 65mila euro che sarebbe arrivata nelle mani del destinatario non attraverso denaro cash ma tramite lavori di subbappalto di una azienda che faceva riferimento al Dominus della struttura piramidale, a cui si aggiungono altri 145.551 euro di cui si sarebbe appropriato il 51enne. 

LE INTERCETTAZIONI - Una indagine corrobarata da intercettazioni telefoniche nelle quali emerge un sistema di "selezione al ribasso" di appalti e forniture con i contratti "che vanno aumentati del 50 per cento", con tutta una serie di contabilizzazioni dei lavori in realtà mai eseguiti. Migliaia di euro intascati illecitamente in relazione ai quali gli arrestati affermavano: "Se interviene la Magistratura, come se dice a Roma, fanno strike", ed ancora "se continuiamo così finiamo tutti in galera", con riferimento alle verifiche dell'Anac per una ditta, ritenuta di "scarsa affidabilità", a cui era stato assegnato l'appalto per il contratto di servizio anticendio. Il tutto condito anche dal concetto di "mettere paura" ai possibili competitor: "Se vuoi campà, sennò te faccio un c... così (...) Te faccio impazzì". Principale indagato l'imprenditore 51enne che, in una telefonata intercettata affermava: "Se vuoi fare l'imprenditore devi fare quello che dico io", ed ancora, con tono minaccioso nei confronti di uno degli altri arrestati: "La gara non è andata bene, invece deve andare tutto liscio come l'olio". Ed infine, intuendo la possibilità di essere fatto fuori dal giro: "Se va male al San Camillo punto all'Umberto I"

APPALTI PER IL GIUBILEO DELLA MISERICORDIA - Contestualmente agli arresti i Carabinieri procederanno al sequestro preventivo di tre immobili per un valore di oltre un milione di euro e delle quote societarie delle tre imprese coinvolte per un valore di 250.000 euro circa. Con i militari dell'Arma che procederanno, al sequestro dei modelli organizzativi a carico di una delle società coinvolte.

I NOMI DEGLI ARRESTATI - Dieci, come detto, le persone raggiunte dall'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Oltre ad Alessandro Agneni anche Daniele Saccà (custodia cautelare in carcere assieme all'imprenditore 51enne), Ferdinando Lombardi, Marco Tassinari, Giovanni Trani, Valter Salemme, Claudio Galli, Monica Cerchiaro, Rita Aurigemma ed Alberto Cantore (tutti agli arresti domiciliari). 

SAN CAMILLO PARTE LESA - Un sistema di appalti truccati in relazione al quale l'azienda ospedaliera ha svolto una parte attiva: "Il nostro ospedale risulta essere parte lesa dai comportamenti dei responsabili dei reati per i quali da stamattina sta operando la magistratura attraverso i Carabinieri - dichiara in una nota stampa direttore generale dell’ospedale San Camillo Fabrizio d’Alba -. Su i temi evidenziati dagli inquirenti, l’Azienda nella persona del Direttore Generele protempore Antonio D’Urso, aveva riscontrato alcune irregolarità nell’ambito dei procedimenti amministrativi di affidamento degli appalti e segnalato il tutto all’autorità competente dando in questo modo fattivo contributo alle indagini. Contestualmente l’Azienda aveva avviato tutte le procedure interne nei confronti del dipendente ‘Direttore della struttura tecnica arrivando già ad inizio del 2016 al licenziamento dello stesso".

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