Anziano legato e picchiato brutalmente con un bastone, l'aguzzina viveva in casa con lui

Le violenze in un appartamento di via Val d'Ala. Ad aggredire l'85enne una donna di 36 anni, rintracciata ed arrestata dalla polizia al Don Bosco

Quando la polizia è intervenuta nella sua abitazione al Quartiere delle Valli, zona Conca d'Oro, lo ha trovato riverso in terra, legato mani e piedi con del nastro adesivo in stato di semi coscienza, con evidenti ecchimosi e versamenti ematici sia sugli arti superiori sia sul viso, a seguito delle violente percosse subite e con gli indumenti intrisi di sangue. Vittima di una brutale aggressione un anziano di 85 anni, aguzzina dell'uomo una cittadina marocchina di 36 anni, che occupava da circa tre mesi una stanza dell'appartamento in via Val d'Ala dove è avvenuta la brutale aggressione lo scorso 20 di giugno. 

Sono stati gli agenti del Commissariato di Polizia Fidene Serpentara a risolvere il giallo ed a eseguire un Fermo di Indiziato di Delitto per tentato omicidio e rapina emesso dal Pubblico Ministero nei confronti di della donna classe 1983, irregolare sul territorio nazionale.

Trovato in condizioni gravi dai soccorritori, l'anziano riusciva a fatica a riferire al personale intervenuto che la sera precedente la 36enne, a seguito di una lite, lo aveva immobilizzato e lo aveva picchiato violentemente, anche con l'uso di un bastone, per poi legarlo con del nastro su di una poltrona. La vittima riferiva, altresì, che la donna occupava, da circa tre mesi, una stanza del suo appartamento.

La donna, dopo aver asportato una somma in denaro di circa 380 euro si era allontanata. L'uomo era stato invece trasportato dall'ambulanza del 118 all'ospedale Sandro Pertini, in prognosi riservata dove, oltre alle contusioni multiple subite, veniva accertato l'avanzato stato di disidratazione, dovuto all'immobilità protrattasi per un'intera giornata che, se prolungata, ne avrebbe cagionato la morte.

Prontamente venivano attivati i competenti canali di cooperazione nazionale ed internazionale al fine di evitare la fuga della straniera dal territorio nazionale.

L'attività d'indagine, coordinata dal Pool Reati Gravi contro il Patrimonio diretta dal Procuratore Aggiunto dottoressa Lucia Lotti, permetteva di localizzare la presenza della 36enne, nel quartiere del Don Bosco ad alta densità abitativa. L'extracomunitaria, certa di essere ricercata, aveva attivato una nuova utenza cellulare che accendeva per poche ore del giorno e della notte.

Personale della Polizia di Stato del Commissariato di Fidene Serpentara, diretto da Fabio Germani, al fine di individuare l'abitazione dove si era rifugiata la clandestina era costretto ad una capillare ricerca, condominio per condominio, nel territorio dove veniva localizzato il cellulare.

Dopo un’intensa attività investigativa si riusciva ad individuare, in via Flavio Stilicone, una donna affacciata ad un balcone che, per caratteristiche fisiche e somatiche, somigliava alla persona ricercata.

Dopo alcune ore di appostamento davanti all'appartamento si decideva allora di fare irruzione, e al suo interno, infatti, vi era la donna che tentava di nascondersi nella cucina. La donna veniva prontamente riconosciuta dagli agenti, già in possesso di una sua fotografia, e sottoposta a fermo di Polizia Giudiziaria.

Durante la perquisizione non sfuggiva agli operanti che il cellulare intercettato con la nuova scheda inserita era riposto su una scrivania con la batteria disinserita, accorgimento adottato dalla donna nel tentativo di eludere la sua localizzazione.
 

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