Nuovo anno giudiziario: "Aumentano omicidi ma non c'è nuova Banda della Magliana"

Il presidente della Corte d'Appello di Roma, Giorgio Santacroce, afferma che a Roma "i delitti di omicidio sono aumentati in alcuni circondari e diminuiti in altri". Nel Lazio "sono sempre più radicate le organizzazioni mafiose"

Si apre un nuovo anno giudiziario con una consapevolezza amara. Secondo il presidente della Corte d'Appello di Roma, Giorgio Santacroce, intervenuto durante la cerimonia di inaugurazione, "i delitti di omicidio sono aumentati in alcuni circondari e diminuiti in altri". Tuttavia si è ridotto il numero degli omicidi colposi ma sono invece aumentati rapine ed estorsioni. "Nel circondario di Roma le nuove indagini su alcune vicende archiviate ha consentito di riesaminare almeno 90 casi di omicidio, avvenuti dal 1983 a oggi, utilizzando tecniche scientifiche più moderne, tra i quali l'omicidio di Simonetta Cesaroni commesso in uno stabile di via Poma (1983) quello della contessa Alberica Filo della Torre avvenuto in una villa dell'Olgiata (1991) e un omicidio maturato negli ambienti della malavita romana legati alla cosiddetta Banda della Magliana (1983)".

"Nel periodo di interesse sono stati iscritti presso la locale Procura della Repubblica 60 procedimenti per omicidio volontario (33 contro noti e 27 contro ignoti, mentre l'anno scorso i noti erano 20 e gli ignoti erano 35) e 101 procedimenti per tentato omicidio (76 contro noti e 25 contro ignoti, a fronte dei 92 procedimenti contro noti e 22 contro ignoti del periodo precedente) - aggiunge -. Sostanzialmente inalterate sono rimaste le iscrizioni per il delitto di omicidio preterintenzionale (tre procedimenti contro noti e due contro ignoti)" mentre si "è ridotto il numero degli omicidi colposi (169 contro noti e 276 contro ignoti rispetto ai 288 contro noti e 276 contro ignoti del periodo precedente) e la diminuzione tocca anche casi di colpa professionale medicale". Sono invece aumentati "i delitti contro il patrimonio, in particolare rapine ed estorsioni, mentre si registra una lieve flessione dei fenomeni di usura".

MAFIA RADICATA NEL LAZIO - Se si considera tutto il territorio regionale, secondo Santacroce, sono sempre più radicate nel Lazio "le organizzazioni mafiose", tanto che, negli ultimi 3 anni sono stati confiscati beni per un valore di 153 milioni di euro. I clan sono presenti "con articolazioni logistiche per il riciclaggio di capitali accumulati illecitamente e per l'investimento in rilevanti attività commerciali e imprenditoriali (soprattutto nel campo della ristorazione, dell'abbigliamento e delle concessionarie di auto)". Per Santacroce siamo in presenza di "un mix variegato e complesso - aggiunge - di organizzazioni di vario tipo, che operano nel territorio secondo metodologie diverse da quelle tradizionali, inserendosi in settori che conoscono crisi di mercato, non essendo interessate a realizzare un controllo capillare del territorio al punto di scontrarsi per l'occupazione di zone di influenza a scapito di gruppi rivali, ma si infiltrano progressivamente e silenziosamente nel tessuto economico-sociale". La misura di tale situazione viene data dal numero di provvedimenti di sequestro e confisca eseguiti nel Lazio: "Solo a Roma i carabinieri del reparto operativo hanno confiscato negli ultimi tre anni beni per 153 milioni di euro e nei primi mesi di quest'anno 5.000 chili di droga".

NON C'E' UNA NUOVA "BANDA DELLA MAGLIANA" - A fronte di questi dati allarmanti, arriva però un dato incoraggiante: in relazione agli ultimi fatti di sangue avvenuti a Roma "non si può parlare dell'affermazione di una nuova 'banda della Magliana'", anche se il livello di criminalità è aumentato. Ad affermarlo è il procuratore generale presso la Corte d'Appello di Roma, Luigi Ciampoli, nel corso del suo intervento all'inaugurazione dell'anno giudiziario. "Sembra" altresì "evidente che i sodalizi criminali - afferma - autoctoni, operanti nelle tradizionali attività della criminalità romana quali l'usura, il gioco d'azzardo e il traffico di stupefacenti, si atteggiano ormai con una violenza efferata, come se il livello di conflittualità fosse lievitato e non subisse più alcun meccanismo di autoregolazione". Al momento, comunque, "non si ravvisa un sodalizio criminale che possa risultare egemone sugli altri e tale da assicurare un effettivo controllo del territorio", conclude Ciampoli.

ALEMANNO - "Il nuovo clima politico che si è venuto a creare è necessario perché può raffreddare i conflitti e le polemiche e può aiutarci a fare riforme organiche". Così il sindaco di Roma Gianni Alemanno a margine della cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario della Corte d'Appello. "Questo anno e mezzo di governo tecnico fino alle prossime elezioni - ha aggiunto - deve essere sfruttato bene per aggiustare gli equilibri tra le diverse componenti e lo Stato, tra la politica e le altre funzioni". In merito al lavoro svolto a Roma da giudici e pubblici ministeri, il primo cittadino ha affermato che "il lavoro che la magistratura svolge quotidianamente a Roma è essenziale per fare in modo che la nostra città cresca". Secondo Alemanno "è necessaria una strettissima collaborazione" tra le forze polizia, la magistratura e la politica per difendere la città "dal rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata di stampo mafioso. La crisi economica - conclude - spinge questa criminalità a cercare nuovi mercati e sicuramente Roma è una città che può essere interessante dal punto di vista economico. Dobbiamo fare tutti il nostro lavoro per difenderla". (Fonte Ansa)

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