Trovano auto danneggiata e vanno a caccia di rom per vendetta: arrestati due residenti

Dopo i danni nel plesso scolastico dell'Albuccione un tentato furto, nel pomeriggio di mercoledì, ha fatto esplodere la miccia. Sul posto Polizia, Carabinieri, ambulanze e Polizia Locale. La Procura valuta ipotesi dell'odio razziale

L'aria è pesante. Le forze dell'ordine che vivono e pattugliano la zona non faticano a dirlo. I residenti, quelli italiani, che vivono nel quartiere sono stanchi. Gli stranieri, i rom, si sentono accerchiati, con le spalle al muro. Nel frattempo gli episodi di illegalità, soprattutto furti e atti vandalici non cessano. E' la fotografia dell'Albuccione di Guidonia dove la Procura di Tivoli sta valutando l'ipotesi di odio razziale al termine di una giornata condita da insulti e aggressioni. 

Un clima teso che è figlio di tensioni scoppiate già nel 2017, continuate l'anno scorso e che negli ultimi giorni stanno ritornando. Ad alimentare il fuoco dell'odio alcuni episodi avvenuti nel quartiere. Sabato 13 luglio, ignoti sono penetrati all'interno della scuola dell'Albuccione, per due volte in poche ore.

I cittadini, fin da subito, non hanno avuto dubbi: "Sono stati quelli del campo rom. Li abbiamo visti". Qualcuno ha anche provato a rincorrerli. Ieri, quindi, l'ultimo episodio di una lunga lista. Secondo quanto ricostruito un residente si è accorto accorto di un furto all'interno della sua vettura parcheggiata nel garage condominiale.

I vetri rotti e qualche oggetto portato via hanno fatto il resto, almeno secondo quanto riferito dal proprietario dell'auto. Anche in questo caso, per chi vive lì, non c'è stato dubbio: la colpa è dei rom. In pochi minuti, quindi, un cumulo di uomini e donne sono scese in strada. Qualcuno è partito in una battuta investigativa fai da te, altri invece hanno puntato una famiglia rom che ha occupato un appartamento che affaccia su quella strada. 

Persone estranee ai fatti ma colpevoli "solo perché rom" secondo i due italiani, tra cui il proprietario dell'auto violata. Un raid punitivo dei due che hanno urlato, pretendendo un risarcimento di circa 200 euro. "Ripagami i danni", ha gridato l'accusatore. Una aggressione vera e propria con qualche spinta, schiaffi e calci all'indirizzo della famiglia rom.

Allertati, sul posto sono così arrivati i Carabinieri di Tivoli supportati dalla Polizia. Mentre i due italiani cercavano di farsi giustizia da soli, i militari sono riusciti a bloccarli e portarli in caserma con le accuse di "lesioni, tentata estorsione e violazione di domicilio aggravata". 

Nel frattempo, nel quartiere, nel quartiere gli animi faticavano a placarsi. Nel corso dell'intervento, i militari dell'Arma hanno identificato circa 100 persone. Gli investigatori hanno acquisto anche le immagini delle videocamere di sorveglianza per chiarire l'esatta dinamica e la Procura di Tivoli ha aperto un fascicolo valutando l'ipotesi di odio razziale.

Sul posto è giunto anche il sindaco Michel Barbet che, su Facebook, ha commentato con un video: "La situazione è si tranquillizzata. Abbiamo chiesto un nuovo incontro, urgente, al Prefetto. Gli avevamo già scritto lo scorso 4 giugno per chiedere la convocazione di un comitato per la sicurezza. Vogliamo una soluzione". 

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