Aggressioni sui bus e sicurezza a rischio: ecco cosa fanno Atac e Cotral per proteggere autisti e controllori

I sindacati sbattono i pugni chiedendo l'intervento del Prefetto mentre le aggressioni aumentano e se ne contano sei nell'ultima settimana su bus Atac, Cotral e Roma Tpl

Sei aggressioni nell'ultima settimana su bus Atac, Cotral e Roma Tpl. Due ore di sciopero, decise 48 ore prima di incrociare le braccia, e i conti da fare con un piano sicurezza studiato che, negli ultimi due anni, non ha dato i risultati sperati.

Vivere sui mezzi pubblici (gli autobus più di tram e metro) sta diventando un incubo, sia per gli utenti che per i dipendenti delle aziende dei trasporti. La questione, ciclicamente, torna sotto i riflettori delle cronache. Autisti feriti, vetture danneggiate, sindacati inviperiti, ripropongono il tema. Le soluzioni? Evidentemente mai definitive

Cabine rinforzate e telecamere sui bus 

A fine del 2017, a seguito di una escalation di violenze, Atac aveva predisposto un piano anti aggressioni per potenziare un protocollo di intesa siglato con la Questura chiedendo di predisporre la presenza di forze dell'ordine in borghese sui mezzi e nelle zone più a rischio dove insiste il servizio di trasporto. 

Oltre alle cabine di guida rinforzate (e non blindate), per impedire a chiunque di avvicinarsi all'autista, sui bus da poco entrati in servizio ci sono anche telecamere di vigilanza e quando l'installazione delle apparecchiature sarà terminata, la flotta Atac potrà contare su 960 impianti, tenendo presente che 500 vetture sono già video equipaggiate. Inoltre tutti i bus sono dotati di allarme silenzioso collegato direttamente con la centrale operativa.

Nel frattempo sono già 3600 gli autisti nominati agenti di polizia amministrativa: oltre a incaricati di pubblico servizio sono quindi anche pubblici ufficiali, mettendo in guardia chi trasgredisce sulle possibili conseguenze a livello penale. 

Atac: "La violenza verbale può incitare alla violenza fisica"

Non mancano anche gli sforzi per incidere anche sulla percezione che molti cittadini hanno di autisti e controllori. E' di oggi la notizia che Atac ha deciso di denunciare quanto accade nel "mondo" dei social: "Procederemo di nuovo legalmente nei confronti dei responsabili della pagina Facebook 'Roma fa schifo'. Lo avevamo già fatto a giugno, quando gli stessi si resero autori di un post diffamatorio sugli autisti Atac. Lo faremo ora, dopo aver letto l'ennesimo post, maldestramente camuffato da un ironico cattivo gusto incapace, però, di nascondere la volontà di continuare a gettare fango su Atac e, soprattutto, sui suoi lavoratori. Il fatto è ancor più grave non soltanto perché reiterato, ma in quanto accaduto all'indomani dell’aggressione subita da un nostro autista in servizio", si legge in un post. 

Cotral: "A giugno rafforzati controlli su linee a rischio" 

Le aggressioni, gli episodi di violenza e vandalismo, però non sono solo in Atac continuano. Anche le linee del trasporto pubblico locale non vivono giorni felici, come testimoniano i recenti fatti di cronaca. Cotral, tuttavia, assicura che "l'azienda ha intrapreso azioni mirate a ridurre il fenomeno delle aggressioni ottenendo risultati numericamente significativi con l'introduzione dell'autista controllore e l'intensificazione dei controlli a bordo bus".

In particolare, l'ingresso in servizio dei nuovi mezzi dotati di telecamere a bordo, di cabine di segregazione per gli autisti e le numerose iniziative volte al contrasto dell'evasione tariffaria hanno permesso di "selezionare la clientela" scoraggiando i malintenzionati. 

"A partire dalla fine del 2014 queste azioni ci hanno permesso - dichiara la Presidente di Cotral, Amalia Colaceci - di far scendere considerevolmente il numero delle aggressioni. Per Cotral la salvaguardia dei lavoratori è un interesse primario. Proprio per non lasciare da soli gli autisti, già dal giugno di quest'anno, abbiamo dislocato squadre di verificatori sulle linee considerate più a rischio".  

"Più sicurezza": l'appello dei sindacati 

Il piano, che portato alcune migliorie, non ha però raggiunto i risultati sperati e lo sciopero di giovedì 26 settembre, deciso in fretta e furia, lo testimonia. Il sindacalista di Usb Michele Frullo, a RomaToday, spiega: "Il 90% dei conducenti degli autobus che ha aderito allo sciopero è sintomo di come la questione sia sentita e il tema della sicurezza vada affrontato adesso. Da anni chiediamo migliori condizioni di lavoro. Oltre a dotare tutte le vetture di apparati tecnologici che garantiscano totale sicurezza, serve una maggiore attenzione da parte di tutte le istituzioni interessate. Non si può più tollerare che la superficialità con la quale si affrontano i problemi veri dei cittadini, metta in moto una escalation di violenza contro gli operatori dei servizi pubblici". 

I segretari generali della Filt-Cgil e Fit-Cisl di Roma e Lazio, Eugenio Stanziale e Marino Masucci, e il Commissario Straordinario della Uiltrasporti Lazio, Gian Carlo Serafini incalzano: "A questo punto sono assolutamente prioritarie misure concrete e celeri volte ad affrontare fattivamente l'emergenza sicurezza. Faremo tutto il possibile affinché si adottino immediatamente azioni concrete". 

Per Claudio De Francesco, segretario regionale Faisa Sicel, serve l'intervento del Prefetto: "Bisogna fare un accordo con Atac affinché il pulsante di sicurezza nelle vetture sia collegato direttamente con la Questura (tipo il segnale di allarme delle banche) e non come avviene adesso, che il pulsante resta collegato con la centrale operativa dell'azienza. Così si perde troppo tempo prezioso prima dell'arrivo delle forze dell'ordine".

Le richieste al Prefetto per migliorare la sicurezza 

Nonostante gli interventi di Atac, RomaTpl e Cotral la questione resta appunto un fenomeno di ordine pubblico che deve essere affrontato da chi ne ha competenza. Secondo quanto si apprende è già in corso un monitoraggio delle linee per capire quali siano quelle che attraversano zone "a rischio" e che hanno bisogno di una particolare attenzione. 

Venerdì mattina, a Palazzo Valentini, ci sarà un tavolo tecnico coordinato dal prefetto Gerarda Pantalone a cui parteciperanno i vertici di Atac, alcuni esponenti del Campidoglio, della Polizia Locale di Roma Capitale e le altre forze dell'ordine.

Al vaglio la possibilità di creare un canale di diretto (tramite radio o una applicazione apposita) che possa informare direttamente le sale operative di polizia e carabinieri, geolocalizzando subito il luogo in cui viene diffuso l'allarme. Non solo. C'è anche l'ipotesi di fare scortare gli autobus da guardie giurate, come quelli già impiegati al nord Italia. Il tutto per evitare le ronde e la giustizia fai da te.  

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