Aggressione razzista sul tram 19: donna di colore con bimbo piccolo insultata e presa a calci

A rendere noto quanto accaduto a bordo del mezzo pubblico una testimone: "Lo racconto come primo passo per non abituarci a tutto questo"

Immagine di repertorio

Un'aggressione razzista a danno di una donna straniera che si trovava a bordo di un tram con la bimba piccola nel passeggino. A raccontarla sulla propria pagina facebook "come primo passo per non abituarci a tutto questo" una ragazza, che ha assistito a quanto accaduto intorno alle 16:45 del pomeriggio. Un racconto choc, simile per le modalità razziste all'aggressione subìta da una donna rom e da sua figlia raccontata ad una giornalista che assistette all'aggressione mentre si trovava, in quel caso, a bordo di un convoglio della linea A della metro (qui il link alla notizia). Come in quest'ultimo caso la notizia è divenuta virale riaprendo il dibattito sulla questione razzismo a Roma

Secondo quanto raccontato dalla ragazza che si trovava a bordo della tram 19 "strapieno di gente, come ogni giorno". "Ad una fermata sale una donna di colore (ahimè siamo ridotti a doverlo specificare), con una bimba di un anno in passeggino. Un uomo, romano doc, sulla quarantina le dice: "E tu perché sei qua, cosa fai sul tram?!" Lei giustamente si permette di rispondere:"Che vuoi, che ti ho fatto?"

Un lungo post che prosegue: "Lui non poteva accettare che una donna e per giunta di colore si permettesse di rispondere, così ribatte:"Tu devi stà zitta, hai capito, devi stà zitta". Alla fermata del tram la donna fa per scendere, l'uomo le tira una pacca sul sedere e tira due calci al passeggino e le sputa in faccia".

Un'aggressione di matrice razzista che la ragazza non ha però accettato: "A quel punto io ed un ragazzo interveniamo, io urlo, il ragazzo prova a fermarlo, l'uomo inizia spingerci, ad insultarci. A quel punto altre due donne intervengono, inizia ad urlarci che siamo delle troie e tira 3 cazzotti in piena faccia al ragazzo. Batto i pugni come una pazza sul gabbiotto dell'autista che si limita a non far ripartire il tram". "Arriva la polizia, chiede gentilmente all'uomo di scendere, noi proviamo a raccontare quello che è successo ma non sembrano interessati".

Intervenuta la ragazza gli insulti cambiano bersaglio: "Io, quel ragazzo e le altre due donne urliamo di far scendere l'uomo. Lui continua ad insultarci. Lo invitano tranquillamente a calmarsi e a scendere dal tram. Alla fine scende, continuando ad urlare che lui poteva fare "che cazzo voleva".Si accende una sigaretta, parla con il poliziotto che non dice nulla. Il tram riparte. Nessuno ci chiede niente. Come se nulla fosse accaduto. Si sente solo una voce:"ecco ci hanno fatto perdere un'altra mezz'ora".

"Non aggiungo altro, non sto raccontando questo per me, né per i like, né per perdermi in analisi politiche . Lo racconto perché questo signore non era pazzo, ma un SESSISTA, MACHISTA e RAZZISTA. Perché non è stato un incidente. Lo racconto - conclude - perché vorrei tanto che la prossima volta le altre 45 persone su quel tram si togliessero gli auricolari e bloccassero quella merda vivente. Lo racconto come primo passo per non abituarci a tutto questo".
 

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