Aggressione razzista a piazza Cairoli, il racconto choc del bengalese picchiato

Un 18enne studente in un istituto alberghiero e residente ad Acilia è stato arrestato per tentato omicidio

Un immagini dell'intervista a Kartik Chondro al Tg1

Quattro denunciati e un 18enne arrestato per "tentato omicidio". La Polizia esclude la pista degli ultras. Resta invece la motivazione, brutale: l'odio razziale. Una violenza contornata dalla frase "sporco negro torna a casa tua". E' il bilancio della notte di sangue che ha visto come vittima Kartik Chondro, un 27enne del Bangladesh colpito a calci e pugni la notte del 29 ottobre, tra sabato e domenica nella centrale piazza Cairoli. 

Le indagini della Polizia e un arresto

Intorno alle 3 del mattino, a dare l'allarme, è stato un egiziano amico di Kartik. Gli agenti dei commissariati di Polizia Colombo e Trevi, dopo aver ascoltato il testimone e una breve indagine, hanno quindi fermato in via delle Botteghe Oscure cinque ragazzi poi tutti identificati e accompagnati negli uffici di Polizia, per i dovuti accertamenti.

Un 18enne studente in un istituto alberghiero e ritenuto "responsabile materiale" della violenta aggressione, dopo le indagini del caso, è stato così arrestato per il reato di tentato omicidio. Secondo le indagini avrebbe colpito il 27enne del Bangladesh, anche quando la vittima era a terra sanguinante. Si tratta di un ragazzo che su Facebook è solito postare immagini della Roma, dei giocatori o della curva, ma non vicino ad ambienti ultrà. 

Un odio razziale esasperato anche da alcuni post di estrema destra con foto di Mussolini e Hitler. Per gli altri quattro giovani fermati, uno di 19 anni, due di 18, e uno di 17, è scattata la denuncia per i reati di "lesioni e percosse". Il gruppetto vive ad Acilia e il Laurentino

La testimonianza del 27enne del Bangladesh

Kartik, cameriere, dopo aver finito il turno di lavoro nel locale dove lavora a Campo de' Fiori è stato accerchiato da "10-12 ragazzi" secondo il suo racconto fatto ai microfoni del Tg1 dal letto dell'ospedale San Camillo dove sarà ricoverato per 30 giorni nel reparto maxillo-facciale. Ha il volto tumefatto. Mandibola, zigomi e naso fratturati.

"Mi hanno preso a calci e pugni", anche quando era a terra. "All'improvviso ho sentito 'negri di merda, andate a casa vostra'". Poi ha aggiunto: "Le ragazze si sono messe in mezzo, mi hanno salvato". Con Kartik un egiziano, anche lui spintonato e aggredito verbalmente. 

Gli amici chiedono giustizia

Ed è proprio l'amico del cameriere del Bangladesh a fare un appello: "E' un lavoratore, un ragazzo squisito. Non beve, non si droga. Aveva finito il turno dal lavoro stamo aspettando l'autobus per tornare a casa. Vogliamo giustizia".

Solidarietà alla vittima è arrivata dalla Comunità di Sant'Egidio: "La violenza, accompagnata da un linguaggio di disprezzo, è spesso il frutto di una 'predicazione dell'odio' nei confronti di chi si ritiene diverso. Roma non può accettare che prevalga questo clima". Messaggio, da Twitter, anche dalla Sindaca Virginia Raggi attraverso un post.

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