Omofobia, aggredito attivista Lgbt: "Te meno, fro... de merda"

Su facebook il racconto di Tiziano De Masi, ex tesoriere del Circolo Mario Mieli: "Il clima che si respira è sempre più teso e drammatico"

Tiziano De Masi (foto profilo facebook)

Aggressione omofoba a Roma. Vittima Tiziano De Masi, ex tesoriere del circolo di cultura omossessuale Mario Mieli. A raccontare quanto accaduto alla fermata Eur Magliana della metro B, a due giorni dalla sfilata del RomaPride 2019, lo stesso attivista per i diritti Lgbt sulla propria pagina facebook. 

Una lunga denuncia social, quella del 32enne, che sulla propria pagina facebook scrive: "Il prossimo che osa dirmi che in Italia non esiste clima omofobo e che i Pride sono un’inutile carnevalata, sarà prima insultato e poi cancellato dall’esistenza del sottoscritto. Sono uscito da scuola e, arrivato alla fermata dell’autobus un tipo giovane, sulla trentina, si alza e mi viene incontro urlando: “TE NE DEVI PROPRIO ANNA’, SE NON TE NE VAI TE MENO, FROCIO DE MERDA”. Ho provato ad ignorarlo, ma nulla, cercava la lite. Ho cercato di rimanere lucido e, ritenendolo più intelligente, sono andato a prendere l’autobus ad un’altra fermata".

Tiziano De Masi scrive ancora: "Questo è il clima ragazzi, questa è la situazione che ci troviamo a dover, nostro malgrado vivere. Quindi, i vostri fastidiosi perbenismi, teneteli per voi. Io non abbasso la testa. Sono sicuramente più intelligente del cretino di turno e continuo a reclamare rispetto, dignità e visibilità. Finché si verificheranno episodi simili, ci sarà bisogno di un Pride. ANCORA E PER SEMPRE. Tiziano. 32 anni di ONORATISSIMA FROCIAGGINE!".

A raccontare l'accaduto anche gaynews.it, che racconta: "A due giorni dal Roma Pride, che al pari di altre marce dell’orgoglio Lgbti è stato accompagnato e seguito dalle consuete polemiche sulla presunta inutilità e sbeffeggiamenti in quanto baracconata, si è verificato, proprio nella Capitale, un ennesimo caso di aggressione verbale omofoba".

Proprio De Masi, con un successivo post ha quindi descritto il proprio stato d'animo a 'freddo': "È stata una giornata molto particolare. Ci credete che in 32 anni non mi ero mai sentito violentato nella mia pura essenza? Ebbene, sì. C’è sempre una prima volta. Ciò che è accaduto oggi non ha avuto risvolti drammatici. L’ho detto. Ho preferito andarmene che restare e cedere alle provocazioni di una persona ignorante e, forse, anche disturbata. Non ho subito un’aggressione fisica, ma questo non è un buon motivo per ridurre tutto sotto silenzio. Dobbiamo renderci conto che il clima che si respira è sempre più teso e drammatico. Posso io, possiamo noi vivere con il pensiero di essere anche solo apostrofati con parole turpi per il solo fatto di essere gay, lesbiche, trans? Direi proprio di no. Il clima d’odio diffuso pare dia a questa gente il permesso di dire e fare ciò che vogliono. Ma io non posso tollerarlo, né per me, né per le mie compagne di lotta, per i miei studenti, per nessun altro". 

"Però mai come oggi mi sono sentito protetto e amato, da una comunità che c’è, è viva e non lascia soli i suoi. Voglio dire grazie per questo, A Sebastiano Francesco Secci e a tutto il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, la mia casa per tanti anni, a Francesco Lepore, Dario Accolla, Rosario Murdica, Angelo Schillaci. Ai miei amici di sempre. Grazie davvero. Non smetterò di lottare e lo faccio con la consapevolezza di poter contare su tanti e tante di voi. E mi preme ripetere l’appello a non abbassare mai la guardia - conclude l'attivista Lgbt - né la testa di fronte alla vigliaccheria. Continuerò ad insegnare l’amore e il rispetto, il diritto alla visibilità e alla libera espressione di noi stessi, senza schemi. Uniti si vince!". 

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