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Autista Tpl aggredito a Tor Bella Monaca: "Dovevi fermarti" e gli spaccano la cabina

Tre i giovani fuggiti a piedi dopo essere saliti sul mezzo pubblico in viale Santa Rita da Cascia. Indagano i carabinieri

La cabina mandata in frantumi sul bus 057

Non li ha fatti salire fuori dalla fermata come da regolamento. La scelta dell'autista del bus 057 è stata però interpretata come un affronto e per questo in tre lo hanno raggiunto e lo hanno aggredito. Le violenze alle 19:00 di ieri sulle strade di Tor Bella Monaca, vittima un conducente delle linee Tpl di 29 anni, medicato dopo essersi visto schizzare sul volto i vetri della cabina infranta dalla banda riuscita a salire sul mezzo pubblico alla fermata, quella vera. 

FERMATA NON PREVISTA - I fatti hanno cominciato a prendere corpo in via Paolo Ferdinando Quaglia quando i tre ventenni hanno preteso che lo 057 si fermasse per farli salire seppur non in una fermata prevista. Il bus ha però proseguito la sua corsa in direzione di viale Santa Rita da Cascia. Aperte le porte l'autista si è visto arrivare come tre furie i giovani che, una volta saliti sul bus, hanno cominciato ad insultarlo per non essersi fermato. 

CABINA FRANTUMATA - Gli animi si sono subito riscaldati e gli aggressori sono passati dagli insulti ai fatti. In particolare uno di loro ha sferrato un violento pugno contro la cabina dello 057 mandandola in frantumi. Poi la fuga veloce, di tutti e tre, fra i cortili delle torri e dei palazzi del popoloso quartiere della periferia est della Capitale. Passata la paura sono poi stati chiamati i carabinieri.

TRE GIOVANI ROMANI - Arrivati in via Santa Rita da Cascia i carabinieri della Stazione di Tor Bella Monaca hanno trovato il bus danneggiato e l'autista aggredito. Raggiunto dai vetri schizzati dalla cabina andata in frantumi il conducente non ha riportato ferite, rifiutando il trasporto in ospedale per poi essere medicato sul posto. L'aggressione, secondo quanto riferito da alcuni testimomi, da parte di tre giovani ragazzi romani (di circa 20 anni), presumilmente residente nella zona del VI Municipio delle Torri. 
 

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Commenti (10)

  • Va beh che a volte questi autisti vanno ( rieducati ) ma questa volta hanno sbagliato se i fatti sono quelli scritti

  • Basterebbe un vetro appena più rinforzato. E il balordo starebbe ancora a di' AHIA.

  • Ormai vige la legge della giungla. È in questi episodi che le forze dell'ordine e la magistratura debbono dare il massimo impegno investigativo e giudiziario per far rispettare la legge

  • bastonate sui denti.

    • Aspetta e spera, con l'attuale sistema giudiziario garantista stanno fuori il giorno dopo l'arresto, belli e pronti per reiterare il reato. O l'atac decide di fare cabine blindate oppure l'autista si ferma.

      • e chi ha parlato di galera? bastonate sui denti. se i dirigenti atac incominciassero a ciucciare meno soldi e a mettere una guardia giurata armata sui bus, e un controllore vedi che problemi non ce ne sarebbero. Ah la guardia tassativamente armata di pistola e teaser e il controllore deve essere un cintura nera di arti marziali miste.

        • Io faccio la guardia giurata ed ho fatto proprio il servizio che chiedi. A cosa serve? Nessuno rispetta più le forze dell'ordine, figurati un operaio con la pistola che non potrà mai usare. Ci vogliono pene severe da scontare fino all'ultimo minuto. In Italia si può fare tutto, ormai lo sanno in ogni angolo del mondo.

        • Il far west all'amatriciana è solo un sogno, e se rompi i denti a questi delinquenti oltre a beccarti la condanna penale subisci pure la causa civile per risarcimento danni. Non parliamo poi delle guardie giurate che contano come il due di coppe quando regna bastoni, non sono tutelati da nessuno e ci rimettono di tasca propria per qualsiasi iniziativa personale intrapresa. L'unica soluzione, in vista di nuove norme di legge, è la cabina di guida blindata.

          • si, la cabina blindata... e il resto dei passeggeri? mettessero guardie giurate e controllori e amen

  • periferie fuori controllo...a napoli in certe zone stanno decidendo di non far passare i loro mezzi tanta è la paura

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