Così Carlos ha violentato un'anziana nella casa di riposo. Ed ora si temono altri casi

Secondo il procuratore Fazi, quelle di Carlos, erano "più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, con violenza e minaccia"

Credit Pixabay

Potrebbero esserci altre vittime. Anche loro anziane così come Marina (nome di fantasia ndr), 84enne affetta da demenza senile, abusata sessualmente da un operatore peruviano di 61 anni, Carlos, ora portato nel carcere di Rebibbia e accusato di "violenza sessuale continuata e aggravata". 

Dalle carte firmate dal Pubblico Ministero Gabriella Fazi, infatti, emerge un quadro inquietante. L'anziana aveva raccontato ai suoi cari che, da circa due mesi, l'operatore della casa di riposo l'aveva costretta a subire rapporti sessuali, con racconti che sembravano "vaghi e a volte disordinati" e per questo motivo non aveva destato nei parenti "particolare preoccupazione".

Il 31 gennaio scorso, quindi, il racconto "puntale e preciso" dei rapporti sessuali, orali e completi. Marina disse al figlio "in maniera lucida" quanto stava accadendo. Da lì, quindi, la successiva denuncia ai Carabinieri e le indagini, anche con il supporto di intercettazioni ambientali e riprese di videocamere nascoste. Il lavoro degli investigatori ha rilevato come la donna, complice anche la sua condizione di salute, fosse ormai soggiogata da Carlos. Il 61enne entrava, di notte, nella stanza di Marina, la spogliava per poi indurla a rapporti sessuali. 

Ma non solo. Come ulteriore riscontro delle azioni di Carlos, la notte dell'11 febbraio, i macchinari nascosti dei Carabinieri hanno intercettato anomali movimenti nella stanza accanto a quella di Marina. Lì, secondo quanto rivela il Pm Fazi, il 61enne ha avuto un rapporto orale con un'altra ospite della struttura, ancora da verificare. Un rapporto interrotto per un malessere della donna. 

Nelle notti successive, invece, le riprese audio-video non hanno fatto altro che accertare i racconti di Marina. Dalle risultanze investigative, terminate il 28 febbraio, è emerso come Carlos, nel corso degli ultimi mesi, abbia prestato servizio anche in un'altra casa di riposo all'Infernetto.

Secondo il procuratore Fazi, quelle di Carlos, erano "più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, con violenza e minaccia". Il 61enne "abusando delle condizioni di inferiorità fisica e psichica della donna, la costringeva a subire atti sessuali in particolare approfittando che l'anziana donna era a letto e non autosufficiente ed agendo durante la notte allo scopo di non essere visto si introduceva all'interno della camera da letto e dopo averla spogliata la induceva a subire rapporti sessuali". 

Come aggravante, sottolinea il magistrato, c'è quello "di aver commesso il fatto approfittando di circostanza di tempo, di luogo e di persona con riferimento all'età della persona offesa tali da ostacolare la pubblica o privata difesa". I militari dell'Arma, nonostante l'arresto, continueranno le indagini. Bisognerà ora capire se l'anziana 84enne sia stata o meno l'unica vittima e se Carlos, dipendente di una cooperativa che assiste gli anziani, possa aver agito solo o no. 

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