Ippodromo di Tor di Valle, oggi si chiude: il dramma di 50 lavoratori

Era un pezzo della storia della Capitale, verrà abbattuto per permettere la costruzione del nuovo stadio della Roma. I lavoratori: "Non lasciateci soli, dateci un nuovo lavoro"

Oggi è il giorno più brutto per i 50 lavoratori dell'Ippodromo di Tor di Valle. Lo storico impianto chiude i battenti. Niente più corse, niente più cavalli, niente più lavoro. Quell'aria è stata scelta per la costruzione del nuovo stadio della Roma e così, presto, l'ippodromo sarà abbattuto. Forse una nuova pista di trotto prenderà vita a Capannelle o a Pescaccio, ma per il momento sono solo voci, niente di concreto. 

IL COMUNICATO IN BACHECA - I dipendenti sono arrabbiati e delusi, anche per le modalità con cui sono venuti a conoscenza della notizia. "A noi non è mai arrivata una comunicazione ufficiale - confessa Cristina, una dipendente - abbiamo letto sulla stampa che l'ippodromo avrebbe chiuso e poi è stato affisso un comunicato in bacheca. Nessuno ci ha parlato, nessuno ha pensato a noi". 

LO STADIO DELLA ROMA - L'impianto di Tor di Valle sarà sostituito dal nuovo stadio della Roma e questo fa arrabbiare, non poco, i lavoratori. "Tutti contenti e felici pensando al nuovo stadio, ma alle 50 famiglie non ci pensa nessono" si sfoga un dipendente. Per qualcuno le colpe sono anche del Sindaco Alemanno, reo di preferire uno sport all'altro. "Realizzare uno stadio come quello che vuole costruire la Roma - attacca uno dei 50 lavoratori - significa rifare il quartiere, la viabilita, i trasporti. Ma Alemanno capisca che se Roma perde il trotto, è solo per colpa sua". C'è anche chi la prende con un pizzico di ironia, ma invita a riflettere. "Sono tifoso della Lazio e sono contrario allo stadio della Roma - considera un dipendente, sorridendo - ma mi chiedo se in società sappiano che la costruzione di questo stadio metterà in difficoltà 50 famiglie".  

UN NUOVO LAVORO - Per i 50 lavoratori oltre il danno, la beffa. Molti di loro, infatti, lavorano da mesi senza percepire lo stipendio e parlando di cifre, si tratta di 35-40 mila euro di arretrati. E ora che rischiano il lavoro, chiedono almeno che gli venga assicurata una nuova occupazione. "Chiediamo di essere ricollocati - dice un dipendente - magari nello stadio della Roma. Vogliamo un lavoro, speriamo di non ricevere solo chiacchiere da propaganda elettorale".

LA QUESTIONE ETA' - Per molti dei dipendenti, però, trovare un nuovo lavoro potrebbe non essere facile. Sono specializzati di corse e cavalli e la loro età non li rende "appetibili" sul mercato del lavoro. "Io ho 37 anni - spiega un altro dipendente di Tor di Valle - e bene, o male, un nuovo lavoro riesco a trovarlo. Ma siamo in pochi relativamente giovani e per il resto trovare un lavoro sarà davvero un grosso problema".

"FEBBRE DA CAVALLO" - Con la chiusura dell'ippodromo di Tor di Valle se ne va un pezzo di storia di Roma. Lì fu girato il mitico "Febbre da Cavallo" con Gigi Proietti, lì Varanne fece sognare l'Italia intera, lì la Banda della Magliana mise in scena uno degli omicidi più "spettacolari". Ma, Tor di Valle non è solo questo. "Tor di Valle è un gurppo di persone che resteranno senza lavoro", dice delusa, una dipendente. Delusa, non arrabbiata, perche a loro, oltre al lavoro, hanno tolto anche la forza di arrabbiarsi. 

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