Il monopolio di slot machine e scommesse del Re di Roma Nord, smantellato sodalizio dell'ex Banda della Magliana: 38 arresti

Le indagini dei Carabinieri hanno consentito altresì di far luce su 5 cold case, tutti verificatisi nel quartiere romano di Primavalle

Maxi operazione di carabinieri che ha permesso di arrestare oggi 38 persone ritenute appartenenti, a diverso titolo, di un'associazione per delinquere, facente capo a Salvatore Nicitra, uno degli ex boss della Banda della Magliana e in carcere perché arrestato nel giugno 2018 per indagine Hampa, quando fu sgominato il gruppo di Franco Gambacurta.

Dalle prime luci dell'alba, nelle province di Roma, Viterbo, Terni, Padova, Lecce, nonché in Spagna ed in Austria, è andata in scena questa vasta operazione, denominata Jackpot, che da esecuzione ad una ordinanza emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma su richiesta della Procura della Repubblica di Roma – Direzione Distrettuale Antimafia.

Contestualmente, i carabinieri hanno eseguito un decreto di sequestro di beni riguardante beni, mobili e immobili, utilizzati per la commissione dei reati o comunque acquisiti con proventi illeciti per un valore complessivo di circa 15 milioni di euro. 

Gli affari del Re di Roma Nord

Secondo le indagini Nicitra ha, negli anni, monopolizzato l'area a Nord di Roma, assumendo il controllo, con modalità mafiose, del settore della distribuzione e gestione delle apparecchiature per il gioco d'azzardo (slot machine, videolottery, giochi e scommesse on line), imposte "con carattere di esclusività alle attività commerciali di Roma e provincia". 

Nicitra, che compare anche nelle indagini inerenti agli affari di Fabrizio Piscitelli detto Diabolik. A guardare le carte giudiziarie
in cui è citato, Nicistra sembrerebbe una delle importanti figure cresciute all'ombra della banda della Magliana, un cosiddetto "paciere".

L'operazione Jackpot

L'indagine Jackpot ha consentito di accertare l'operatività dello strutturato sodalizio criminale che vede in Nicitra il promotore e l'organizzatore, affiancato da alcuni dei suoi più stretti e fedeli sodali, tra i quali Rosario Zarbo, Francesco Inguanta e Antonio Dattolo. Nicitra attraverso la sua organizzazione criminale aveva assunto il controllo - con modalità illecite - di parte del mercato della distribuzione e gestione delle apparecchiature per il gioco d'azzardo in ogni sua forma di Roma Nord.

"Le slot machines, collocate presso numerosi esercizi commerciali e regolarmente dotate di autorizzazione di pubblica sicurezza e sottoposte al controllo dell'AAMS, erano gestite in maniera apparentemente lecita da Nicitra il quale si serviva di varie società quali la Jackpot srl, la Las Vegas Srl, e da Francesco Inguanta mediante la società Euro Games ed altre imprese intestate a prestanome", sottolinano gli inquirenti.

Oltre alla conduzione di tali attività lecite connesse al gioco d'azzardo, Nicitra e i suoi sodali "gestivano la distribuzione di giochi illeciti tipo 'totem', 'virtuali' e 'lotto clandestino', molto spesso installati e/o proposti nei medesimi locali pubblici a cui avevano imposto le slot machine regolari. Le attività investigative hanno, poi, documentato che la gestione dei giochi d'azzardo illeciti, poiché vietati dalla normativa vigente e non sottoposti al controllo dell'A.A.M.S., consentivano a Nicitra di accumulare ingenti risorse economiche, anche perché non sottoposte ad alcuna imposizione fiscale".

Il Re di Roma Nord, oltre all'associazione illecita utilizzando anche tecniche informatiche che consentono l'elusione dei controlli da parte dell'AAMS, "aveva sviluppato un'ulteriore sodalizio criminale finalizzato alla commissione dei delitti di riciclaggio di ingenti somme di denaro attraverso importanti centri finanziari internazionali, di reimpiego nell'economia legale delle risorse illecite accumulate attraverso la distribuzione e la gestione dei giochi illeciti, di fittizia intestazione di beni, nonchè di emissione ed utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti, e tanto per prevenire possibili controlli e l'applicazione di misure di prevenzione ed ablative", spiegano dall'Arma.

Risolti 5 omicidi grazie alle indagini

Le indagini dei carabinieri hanno consentito altresì di far luce su 5 cold case, tutti verificatisi nel quartiere romano di Primavalle alla fine degli anni '80, ad eccezione di uno avvenuto all’interno dell'Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Aversa, che vedono coinvolto Salvatore Nicitra allo scopo di consolidare il proprio potere criminale nei quartieri romani di Primavalle, Casalotti, Montespaccato, Monte Mario, Cassia ed Aurelio.

Si tratta dell'omicidio di Giampiero Caddeo, del duplice omicidio di Paolino Angeli e di Roberto Belardinelli, dell'omicidio di Valentino Belardinelli e del tentato omicidio di Franco Martinelli.

Il 10 agosto 1983 Caddeo morì all'ospedale di Aversa a causa del crollo di una parte divisoria della sua cella, per l'esplosione della bomboletta di un fornello a gas innescato da Nicistra per uccidere Roberto Belardinelli che, in quel momento, era accidentalmente assente.

Il 12 novembre 1988 più uomini armati esplosero numerosi colpi d'arma da fuoco a Primavalle, contro tre soggetti, tra i quali Paolino Anegli, che morì sul colpo, Franco Martinelli, che rimase ferito e Roberto Belardinelliil quale, a seguito di complicazioni successive al proprio ferimento, morì il 17 dicembre 1988.

Appena 12 giorni dopo, sempre Primavalle, venne ucciso Valentino Belardinelli, fratello di Roberto. Nella circostanza, la vittima venne colpita con svariati colpi d'arma da fuoco esplosi da due soggetti, mentre stava per rincasare insieme alla fidanzata, peraltro in stato interessante.

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L’individuazione di Nicitra quale mandante ed esecutore degli agguati è stata possibile a seguito di un'approfondita rivalutazione delle dichiarazioni rese, tra il 1994 ed il 1995, da un collaboratore di giustizia vicino all'ex della Banda della Magliana.      

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