Omicidio San Basilio: operatori del 118 aggrediti dalla folla inferocita

Scene di ordinaria follia a San Basilio con i sanitari dell'ambulanza 'accolti' in via Tranfo con una fitta sassaiola. Aggrediti 3 paramedici. Il direttore del 118: "Indignato per l'insensata e brutale aggressione ai danni degli operatori"

Una situazione pesante. Un'aria tesa che si tagliava con il coltello. E' quanto si è respirato ieri tra le strade di San Basilio dove si è consumata una tragedia che ha portato alla morte di Maurizio Alletto, al ferimento di Moreno Coppi e all'arresto del padre di quest'ultimo, Luciano Coppi. Spari e coltellate che si sono consumate sotto i balconi della case popolari del quartiere tiburtino della Capitale che hanno acceso una miccia esplosiva all'arrivo delle ambulanze del 118, giunte in via Tranfo per soccorrere il 31enne (Maurizio Alletto) raggiunto da un colpo di pistola in testa ed il 18enne (Moreno Coppi) ferito al volto da una coltellata sferratagli dal primo.

FOLLA INFEROCITA - Momenti di alta tensione, con urla in strada e scene da far west che si sono manifestate subito dopo la lite sfociata in omicidio. Secondo la ricostruzione dei paramedici intervenuti, mentre questi ultimi cercavano di avvicinarsi al ragazzo in terra la furia della folla si è scatenata contro di loro. I primi tre paramedici intervenuti sarebbero stati accolti con una fitta sassaiola per poi essere aggrediti fisicamente con calci e spintoni da una decina di persone, tanto che uno di loro è poi arrivato all'ospedale Pertini con una presunta frattura della spalla. Mezzo di soccorso gravemente danneggiato che è riuscito a ripartire dopo aver caricato sull'ambulanza il corpo di Maurizio Alletto, senza nemmeno avere il tempo di poterne constatare il decesso e potergli, nel caso, fornire un primo urgente soccorso.

"AMBULANZA IN RITARDO"  - Un'aggressione inusuale agli operatori sanitari le cui cause sono ancora tutte da accertare. Mentre dal 118 fanno sapere che l'ambulanza è arrivata sul posto dopo meno di 10 minuti alcuni cittadini affermano invece che sia arrivata con un ritardo di almeno venti minuti, scatenando per questo le ire di parenti ed amici della vittima, riversatisi inferociti in strada una volta appresa la morte di Maurizio Alletto. Una versione confermata da un testimone che, commentando la notizia sul Forum di RomaToday, scrive testualmente: "dell'aggressione all'ambulanza è vero ero affacciato alla finestra.. non c'è nulla da fare se la gente ragiona così..per tempi record .. ma non diciamo cazzate il ragazzo era per terra morente .. e ci è stato 20-25 minuti buoni..".

DIVIETO DI SOCCORSO - Aggressione agli operatori del 118 che vede anche un'altra versione, secondo la quale la folla inferocita non voleva che il 18enne, figlio dell'uomo che aveva sparato, venisse soccorso. Quindi la corsa verso l'ospedale con l'ambulanza accompagnata da una nuova sassaiola, come riscontrato dai danni subiti dal mezzo di soccorso una volta arrivato all'ospedale Sandro Pertini.

POLIZIA E CARABINIERI - Una situazione esplosiva che trova conferma nell'invio massiccio di poliziotti e carabinieri sul luogo della tragedia. Decine di volanti e pattuglie con almeno cinquanta tra poliziotti e carabinieri a cercare di stabilire l'ordine per evitare che quello che è stato un pomeriggio di sangue potesse trasformarsi in un linciaggio o in nuove aggressioni nei confronti degli uomini della scientifica o degli operatori della stampa presenti sotto le case popolari di San Basilio.  

SOLIDARIETA' AGLI OPERATORI - Aggressione ai paramedici che ha trovato il commento amaro del direttore del 118 di Roma Livio De Angelis: "Sono indignato per l'insensata e brutale aggressione ai danni degli operatori del 118, che sono stati aggrediti mentre svolgevano il proprio lavoro. Non riesco a capire come si possa odiare chi cerca di salvare una vita". Il neosindaco di Roma Ignazio Marino, salito proprio ieri per la prima volta in Campidoglio, ha espresso solidarietà ai soccorritori malmenati. "Non possiamo accettare che nella nostra città avvengano episodi di tale gravità - ha detto - e in particolare che uomini e donne, che con professionalità e umanità prestano soccorso a chi è in difficoltà, siano aggrediti brutalmente". Parole e concetti simili espressi anche dal segretario generale della Fp Cgil Roma e Lazio Natale Di Colla: "Solidarietà ai lavoratori del 118 aggrediti a San Basilio e cordoglio alla famiglia della vittima. Questa vicenda deve farci riflettere su quanto sia importante il lavoro degli operatori sanitari che, come questo caso dimostra, mettono a rischio anche la loro incolumità per garantire i servizi ai cittadini. E' importante che la magistratura accerti le responsabilità e che le istituzioni e la politica si adoperino affinché queste cose non accadano più".

"VILE AGGRESSIONE" - Solidarietà agli operatori del 118 aggrediti anche dal segreatario dell'Ugl Sanità Roma e Lazio Antonio Cuozzo: "Solidarietà al paramedico dell'Ares 118 Lazio e ai suoi due colleghi che ieri sono stati brutalmente aggrediti durante le operazioni di soccorso seguite alla violenta lite scoppiata a Roma, nella zona di San Basilio". Per il sindacalista è "intollerabile che i primi a prestare aiuto a chi è in difficoltà diventino bersaglio di tali atti di violenza e che sia danneggiata un'ambulanza pubblica. Si tratta di operatori che quotidianamente, con dedizione e professionalità, e spesso tra mille difficoltà, svolgono un'indispensabile attività di soccorso e assistenza alla comunità, ed auspichiamo quindi - conclude il sindacalista - che le indagini delle autorità competenti individuino al più presto i responsabili dell'aggressione".

SITUAZIONE TRISTE - E' di oggi invece il commento del presidente della Regione Nicola Zingaretti che in relazione a quanto accaduto ieri a San Basilio ha commentato: "E' una situazione triste e drammatica di una città tesa. Speriamo si cambi anche in questo".

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