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Ciclabile Togliatti, da Ponte Mammolo 'al nulla' tra ostacoli e interruzioni. Ecco perchè non la usa nessuno

Il nostro giro sulla pista ciclabile di viale Palmiro Togliatti insieme a Salvaiciclisti, ecco perché in pochi la usano
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Commenti (33)

  • E allora il PD?

  • bla bla bla tutte chiacchiere .... in altre citta ... in altri paese....in altri paesi l'operaio prende 2500€ al mese e ci credo che lo stato a soldi da investire per i servizi! quindi alzate questi calovo di stipendi co i soldi che girano si risolvono tutti i problemi di questo mondo !

    • piu che alzare gli stipendi dovrebbero abbassare le tasse che paga un operaio

      • no amico , in Germania se prendi 50k lordi paghi il 42% come in italia...quindi un operaio per prendere 2500€ prende lordi 70/80k , non bisogna abbassare le tasse per far prendere più soldi all'operaio!

        • va tutto in base a cosa fai e che economia gira attorno,se fai una cosa che vale un tot o che non interessa a nessuno non puoi pretendere soldi così

  • Mi chiedo perchè mentre la costruivano non c'erano articoli di giornale ogni giorno nè rivolte popolari.

  • Abbiamo già affrontato la questione della civiltà. La civiltà non si misura dal numero delle biciclette ma dalla capacità di rispettare le regole ed il prossimo, anche e soprattutto quelli che la pensano diversamente.... e non per questo incivili. Questa voglia delle piste ciclabili è un atto di profondo egoismo da parte dei ciclisti. Sanno che sono pochissimi ma si pretende ugualmente che ingenti risorse siano spese per una propria passione sapendo però che la maggior parte dei romani non userà mai la bici. I pochissimi soldi vanno piuttosto spesi per migliorare il servizio di trasporto pubblico, non gettati al vento per opere che nessuno userà mai, salvo sparuti conti Cobram. Nel vostro egoismo non capite che realisticamente, anche se Roma fosse completamente ricoperta di ciclabili, i ciclisti sarebbero sempre un numero numericamente irrilevante. Chi vuole usare la bici lo faccia. Vada sulla carreggiata rispettandone le regole piuttosto.

    • Quì l'egoista che pensa hai fatti propri ed al suo tornaconto sembra solo lei. Lei può andare in auto in sicurezza, perchè chi decide di utilizzare la bici non dovrebbe poterlo fare? è più egoista chi gira in modo ecosostenibile o chi inquina e fa respirare i suoi amati gas di scarico anche a chi ha deciso di non inquinare? Anche in Olanda, Danimarca ecc molti "dinosauri" protestavano come lei 20/30 anni fa ma dubito che nessuno ora voglia tornare indietro. Tra l'altro non mi sembra che lei rispetta chi la pensa diversamente da lei.

      • Per carità, lei è libero di pensarla come crede. Le riconosco pure che a suo modo è convinto di sostenere il bene della città. Parimenti anche io penso che per il bene di Roma la priorità non siano le piste ciclabili. Tutto qui.

      • Estrapolando dal contesto alcune frasi potrebbe sembrare come dice lei, ma dalla lettura dei commenti nella loro interezza emerge solo, e più semplicemente, la contrarietà alle piste ciclabili "a tutti i costi", a quelle realizzate "per propaganda", a quelle inutili e insensate e "mozze" sin dalla nascita come quella sulla Tuscolana. Non mi pare invece di leggere avversione contro le piste ciclabili in generale. Quella sul Tevere o quella, lunga e meravigliosa, che da ponte Milvio porta fino a castel giubileo, o quella del parco fluviale sono ottime. Mi scuso Antonello, il mio non è un intervento per "difenderla" perché non ne ha bisogno, ma solo un intervento a favore del buon senso e contrario alle piste "tanto per riempirsi la bocca di (finta) ecologia". "Pista ciclabile" non è automaticamente sinonimo di ecologia o civiltà. Lo è spesso, ma non sempre. Qualche volta è invece sinonimo di integralismo e nonsense. La pista sulla Tuscolana ne è l'esempio.

  • Abbiamo già affrontato la questione della civiltà. La civiltà non si misura dal numero delle biciclette ma dalla capacità di rispettare le regole ed il prossimo, anche e soprattutto quelli che la pensano diversamente.... e non per questo incivili. Questa voglia delle piste ciclabili è un atto di profondo egoismo da parte dei ciclisti. Sanno che sono pochissimi ma si pretende ugualmente che ingenti risorse siano spese per una propria passione sapendo però che la maggior parte dei romani non userà mai la bici. I pochissimi soldi vanno piuttosto spesi per migliorare il servizio di trasporto pubblico, non gettati al vento per opere che nessuno userà mai, salvo sparuti conti Cobram. Nel vostro egoismo non capite che realisticamente, anche se Roma fosse completamente ricoperta di ciclabili, i ciclisti sarebbero sempre un numero numericamente irrilevante. Chi vuole usare la bici lo faccia. Vada sulla carreggiata rispettandone le regole piuttosto. Qualche giorno fa su via Flaminia un ciclista stava sulla corsia del tram davanti a questo e facendolo andare lentissimo, protetto dal fatto che non avendo la targa molto difficilmente sarebbe stato sanzionato. Auspico piuttosto che i ciclisti, come gli altri utenti della strada, abbiano targa ed assicurazione obbligatoria...ed ovviamente il casco. Questa sarebbe una giusta norma a favore deglinstessi ciclisti.

  • questa città è particolare, non si può paragonare alle altre città nel mondo. la ciclabile è di dura attuazione per la particolarità della città, incapacità dell amministrazione e "insofferenza" di noi romani.

    • Non è la città particolare. E' la testa della gente che è annebbiata dallo smog.

  • d'estate la uso spesso e da ciclista dilettante posso dire che tranne qualche mamma che porta i figli a fare i giretti (che poi vanno al parco mica in mezzo alla togliatti) sulle ciclabili non vedo nessuno ,sono belle ,fanno arredo urbano,ma completamente inutili,ci vanno poche persone e costano sia farle che mantenerle,non vengono usate per andare al lavoro ma per qualche girettino in bici,anche se usate per andare da un punto A ad un punto B sono discontinue e piene di interruzioni,sulla togliatti poi ad un certo punto trovi accampati i vari regaletti delle sinistre con le loro roulotte . Sulla tuscolana sono inutili e dannose,riducono notevolmente la corsia per le auto riducendo ancora di piu una arteria principale dando notevoli problemi di traffico locale per far andare una decina di persone a passeggio...uno spreco

    • La ringrazio per la sua testimonianza. Ha usato la parola corretta, spreco. Le piste ciclabili posso o anche essere fatte, ma postergate come priorità a mille altre cose.

    • Ma esiste qualcuno che prima di parlare della ciclabile Tuscolana si sia informato sul progetto senza ripetere a pappagallo certe castronerie? La pista non riduce la carreggiata, ma toglie la possibilità di una comoda doppia fila. Non toglie i parcheggi se non quelli alle fermate dei bus (vietati se non ve lo ricordavate) riqualificando le fermate stesse con nuove banchine. E' già in progettazione il tratto fino a stazione Tuscolana. I ciclisti a Roma non ci sono perchè mancano le infrastrutture. PS: Però dicono faccia chiudere i negozi. (Anche se nessuno di coloro che lo affermano sa spiegare come. Prendiamolo come dogma)

      • È costata soldi che potevano essere usati per altro. Le ciclabili non sono la priorità. Nessuno le usa.... E le userà.

        • L'unica priorità è cambiare la situazione attuale di una città che è solo traffico e parcheggio.

      • Non esiste nessun progetto. A meno che per progetto non si intenda che qualcuno abbia "detto" o "pensato" o "proclamato" o "promesso" che la pista verrà prolungata. Progetti reali e bandi in proposito non esistono. Inoltre, e soprattutto, a meno di non ridurre la carreggiata stradale ad UNA CORSIA , È IMPOSSIBILE prolungare la pista ciclabile oltre porta furba, non c'è spazio (questa non è un'opinione, è la larghezza della carreggiata. Se qualcuno ha promesso di prolungare la pista tra Porta furba e gli archi dell'acquedotto, o non ha mai visto la strada o vuole farla su due livelli sovrapposti).

        • Il progetto di prolungamento è in conferenza di servizi. I bandi si fanno quando ci sono i finanziamenti. Per gli spazi esistono gli ingegneri e gli architetti e non ci si basa su quelle che restano opinioni dei commentatori.di internet.

  • Non la usa nessuno perché a Roma i ciclisti sono pochissimi e numericamente irrilevanti. Troppi soldi pubblici si stanno spendendo a favore di questi pochissimi. Soldi che dovrebbero servire per migliorare le condizioni del trasporto pubblico.

    • Proprio per questo i soldi andrebbero spesi per incentivare l'utilizzo della bicicletta tra i romani, come di tutte le forme di mobilità sostenibile e collettiva, come avviene in tutto il mondo CIVILE che invidiamo quando andiamo all'estero. Esiste un piano quadro della ciclabilità che prevede una rete di 1000km di corsie ciclabili (obbligo del CdS di realizzarle in occasione di qualunque intervento di manutenzione straordinaria) approvato dall'assemblea che giace in un cassetto da 5 anni...

      • Premessa la questione di civiltà sulla quale non meriti neanche di essere preso in considerazione. Se vi fanno (a voi pochissimi ciclisti romani) le piste e poi non ci andate, i soldi per realizzare le piste dovrebbero essere destinati ad altri usi (es.: corsie preferenziale per gli autobus, ecc.).

      • Abbiamo già affrontato la questione della civiltà. La civiltà non si misura dal numero delle biciclette ma dalla capacità di rispettare le regole ed il prossimo, anche e soprattutto quelli che la pensano diversamente.... e non per questo incivili. Questa voglia delle piste ciclabili è un atto di profondo egoismo da parte dei ciclisti. Sanno che sono pochissimi ma si pretende ugualmente che ingenti risorse siano spese per una propria passione sapendo però che la maggior parte dei romani non userà mai la bici. I pochissimi soldi vanno piuttosto spesi per migliorare il servizio di trasporto pubblico, non gettati al vento per opere che nessuno userà mai, salvo sparuti conti Cobram. Nel vostro egoismo non capite che realisticamente, anche se Roma fosse completamente ricoperta di ciclabili, i ciclisti sarebbero sempre un numero numericamente irrilevante. Chi vuole usare la bici lo faccia. Vada sulla carreggiata rispettandone le regole piuttosto. Qualche giorno fa su via Flaminia un ciclista stava sulla corsia del tram davanti a questo e facendolo andare lentissimo, protetto dal fatto che non avendo la targa molto difficilmente sarebbe stato sanzionato. Auspico piuttosto che i ciclisti, come gli altri utenti della strada, abbiano targa ed assicurazione obbligatoria...ed ovviamente il casco. Questa sarebbe una giusta norma a favore dei ciclisti stessi

      • Abbiamo già affrontato la questione della civiltà. La civiltà non si misura dal numero delle biciclette ma dalla capacità di rispettare le regole ed il prossimo, anche e soprattutto quelli che la pensano diversamente.... e non per questo incivili. Questa voglia delle piste ciclabili è un atto di profondo egoismo da parte dei ciclisti. Sanno che sono pochissimi ma si pretende ugualmente che ingenti risorse siano spese per una propria passione sapendo però che la maggior parte dei romani non userà mai la bici. I pochissimi soldi vanno piuttosto spesi per migliorare il servizio di trasporto pubblico, non gettati al vento per opere che nessuno userà mai, salvo sparuti conti Cobram. Nel vostro egoismo non capite che realisticamente, anche se Roma fosse completamente ricoperta di ciclabili, i ciclisti sarebbero sempre un numero numericamente irrilevante. Chi vuole usare la bici lo faccia. Vada sulla carreggiata rispettandone le regole piuttosto. Qualche giorno fa su via Flaminia un ciclista stava sulla corsia del tram davanti a questo e facendolo andare lentissimo, protetto dal fatto che non avendo la targa molto difficilmente sarebbe stato sanzionato. Auspico piuttosto che i ciclisti, come gli altri utenti della strada, abbiano targa ed assicurazione obbligatoria...ed ovviamente il casco. Questa sarebbe una giusta norma a favore dei ciclisti stessi.

      • Abbiamo già affrontato la questione della civiltà. La civiltà non si misura dal numero delle biciclette ma dalla capacità di rispettare le regole ed il prossimo, anche e soprattutto quelli che la pensano diversamente.... e non per questo incivili. Questa voglia delle piste ciclabili è un atto di profondo egoismo da parte dei ciclisti. Sanno che sono pochissimi ma si pretende ugualmente che ingenti risorse siano spese per una propria passione sapendo però che la maggior parte dei romani non userà mai la bici. I pochissimi soldi vanno piuttosto spesi per migliorare il servizio di trasporto pubblico, non gettati al vento per opere che nessuno userà mai, salvo sparuti conti Cobram. Nel vostro egoismo non capite che realisticamente, anche se Roma fosse completamente ricoperta di ciclabili, i ciclisti sarebbero sempre un numero numericamente irrilevante. Chi vuole usare la bici lo faccia. Vada sulla carreggiata rispettandone le regole piuttosto. Qualche giorno fa su via Flaminia un ciclista stava sulla corsia del tram davanti a questo e facendolo andare lentissimo, protetto dal fatto che non avendo la targa molto difficilmente sarebbe stato sanzionato. Auspico piuttosto che i ciclisti, come gli altri utenti della strada, abbiano targa ed assicurazione obbligatoria...ed ovviamente il casco. Questa sarebbe una giusta norma a favore dei ciclisti stessi.

      • Abbiamo già affrontato la questione della civiltà. La civiltà non si misura dal numero delle biciclette....questa è una vostra utopia convinti che, poiché una cosa la fate voi, è assolutamente giusta. Una città come Roma ha bisogno di servizi pubblici efficienti ed ogni spesa per piste ciclabili che nessuno usa, sono soldi distratti dalle vere ed uniche opere che possono alleviare i disagi dei romani. Se Roma avesse una pista ciclabile su ogni singola strada state pur sicuri che i ciclisti resterebbero una assoluta irrilevante minoranza. Questa storia delle ciclabile è un sintomo di profondo egoismo. Per la.apssione di pochissimi si richiedono risorse che dovrebbero essere spese per tutta la collettività.

    • Non la usa nessuno perchè è manutenuta(?) male e non collegata con nessun’altra ciclabile. Di fatto è un progetto amputato delle sue parti più importanti, i collegamenti ad altri impianti viari. La giunta dovrebbe non solo investire, ma spendere molti più soldi su ciclabili e potenziamento della mobilità sostenibile (oltre al citato TPL). Per ribaltare il suo discorso, se ci fossero delle ciclabili e delle condizioni per andare in bici in sicurezza a Roma, i romani preferirebbero muoversi in bici piuttosto che in macchina, aumentando de facto la percentuale di ciclisti. Saluti.

      • Nessuno userà le bici anche se si fanno piste in ogni via. Roma non è una città per bici a differenza di Bologna, Amsterdam o altro. Il gulasch va bene a Budapest, la carbonara a Roma. Perché a Roma messi in mangia il gulasch? Perché non è civile?

        • La favoletta che Roma non è adatta fa tenerezza.

          • A Roma le biciclette non si usavano manco nel primo dopoguerra...un motivo ci sarà

            • "Roma, secondo dopoguerra. Antonio Ricci, un disoccupato, trova lavoro come attacchino comunale. Per lavorare deve però possedere una bicicletta e la sua è impegnata al Monte di Pietà, per cui la moglie Maria è costretta a dare in pegno le lenzuola per riscattarla. Proprio il primo giorno di lavoro, però, mentre tenta di incollare un manifesto cinematografico, la bicicletta gli viene rubata. Antonio rincorre il ladro, ma inutilmente." Ladri di biciclette. Regia: Vittorio De Sica (1948)

      • Abbiamo già affrontato la questione della civiltà. La civiltà non si misura dal numero delle biciclette ma dalla capacità di rispettare le regole ed il prossimo, anche e soprattutto quelli che la pensano diversamente.... e non per questo incivili. Questa voglia delle piste ciclabili è un atto di profondo egoismo da parte dei ciclisti. Sanno che sono pochissimi ma si pretende ugualmente che ingenti risorse siano spese per una propria passione sapendo però che la maggior parte dei romani non userà mai la bici. I pochissimi soldi vanno piuttosto spesi per migliorare il servizio di trasporto pubblico, non gettati al vento per opere che nessuno userà mai, salvo sparuti conti Cobram. Nel vostro egoismo non capite che realisticamente, anche se Roma fosse completamente ricoperta di ciclabili, i ciclisti sarebbero sempre un numero numericamente irrilevante. Chi vuole usare la bici lo faccia. Vada sulla carreggiata rispettandone le regole piuttosto. Qualche giorno fa su via Flaminia un ciclista stava sulla corsia del tram davanti a questo e facendolo andare lentissimo, protetto dal fatto che non avendo la targa molto difficilmente sarebbe stato sanzionato. Auspico piuttosto che i ciclisti, come gli altri utenti della strada, abbiano targa ed assicurazione obbligatoria...ed ovviamente il casco. Questa sarebbe una giusta norma a favore dei ciclisti stessi

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