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L'ex Dogana a San Lorenzo e la fine della città

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Commenti (3)

  • E' la fine della città se una società olandese decide di investire a Roma per offrire agli studenti una stanza a 600 euro al mese, inclusi tutti i servizi presenti nelle case universitarie del nord Europa? E' meglio che gli studenti continuino a pagare affitti anche più alti e in nero? E' meglio continuare a non farci niente con quello spazio? Le dispiacerebbe farci sapere COSA CI AVREBBE FATTO lei con quel magnifico spazio pubblico in disuso e CON QUALI SOLDI lo avrebbe fatto? Nel XXI secolo fare solo critiche ideologiche non basta più, bisogna fare proposte realizzabili... Saluti

    • Avatar anonimo di Antonello Sotgia
      Antonello Sotgia

      Buongiorno, avrei considerato quell'area all'interno del progetto urbano San Lorenzo che è nei cassetti dell'amministrazione da anni quindi l'avrei messa in gioco nella definizione complessiva del quartiere e non l'avrei fatta definire dall'imprenditore di turno .non mi pare una scelta ideologica ma riportandola all'interno di una decisione pubblica tanto per fare un esempio si potrebbe sempre lì ipotizzare la realizzazione di edilizia sovvenzionata attingendo ai finanziamenti regionali decisi dalla giunta regionale che ha recuperato i fondi ex gescal... insomma la rimetterei in gioco guardando agli interessi dei più  senza affidarla alla rendita dei pochi.una volta si chiamava urbanistica ... grazie dell'attenzione

      • La ringrazio della risposta. Condivido del tutto quanto afferma sul perseguire gli interessi dei più. Lo stallo decisionale del pubblico è legato sia a incapacità che (purtroppo) a volontà politica ed è un dato di fatto che nel migliore dei casi produce immobilismo e spazi in disuso. Mi limito a dire che attirare investimenti esteri per un progetto di livello internazionale (accoglienza residenziale di qualità per studenti in un'area semicentrale e vicina all'università;) non mi sembra la tradizionale speculazione "mordi e fuggi" alla quale siamo tristemente abituati. Non parliamo né delle solite palazzine romane per abbienti, né di grande distribuzione. Dopo quello che si è visto a Roma e dintorni negli anni duemila, indignarsi tanto in questo caso mi sembrava fuori luogo. Tutto qui. Saluti

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