Mercato immobiliare a Roma, aumentano le compravendite ma calano i valori: i dati dell'Agenzia delle entrate

I numeri di ‘Statistiche Regionali, il mercato immobiliare residenziale’, pubblicato dall’Osservatorio del Mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate

Compravendite immobiliari in crescita nel Lazio, con un aumento del 4,7 per cento nel 2018 rispetto al 2017, pari a 58.989 in numeri assoluti. A Roma si concentrano il 92,5 per cento degli scambi nei capoluoghi dell’intera regione, anche se la Capitale avanza meno rispetto ad altre città, pari al 3 per cento. In quanto all’andamento delle quotazioni, nel 2018 Roma presenta una “generalizzata flessione” in calo del 2,09 per cento rispetto al 2017, inferiore a quella registrata in media da tutti i capoluoghi del territorio regionale nello stesso periodo, che arriva al 2,4 per cento. Sono alcuni dei dati contenuti nel report ‘Statistiche Regionali, il mercato immobiliare residenziale’, pubblicato dall’Osservatorio del Mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate. 

Le compravendite – Come detto, nel 2018 è aumentato il numero delle compravendite nel Lazio, per un numero pari a 58.989. Il dato cresce in tutte le province, con un minimo del 4 per cento per quella di Roma e un massimo del 13,6 per cento per quella di Rieti. Nonostante il dato percentuale, è però la provincia di Roma che in termini assoluti registra la quota preponderante di transazioni: l’80 per cento del totale regionale. Un primato confermato anche dal territorio comunale di Roma dove si concentra il 92,5 per cento degli scambi nei capoluoghi dell’intera regione, 32.088 in totale, rispetto ai 1.173 di Latina, al secondo posto tra i capoluoghi, che in percentuale registra però un aumento del 10,7 per cento. Nonostante questo primato, come la provincia, anche la Capitale cresce meno rispetto alle altre città, il 3 per cento. Rieti, 364 compravendite, cresce del 24,9 per cento.

Sul comune di Roma, il maggior numero di compravendite immobiliari si registra nelle aree Salaria, Casilina-Prenestina e nelle zone al di fuori del Gra, nella parte orientale. Inflessione del 16,5 per cento nell’area Eur-Laurentina e del 13,4 per cento in quella Appia-Tuscolana. Il volume delle compravendite, invece, nella provincia di Roma è stato pari a 47.336, il 67,8 per cento delle quali è avvenuto sul territorio della capitale. In termini percentuali, crescono le macroaree dei Castelli Romani, del 9,7 per cento, e dell’asse Salaria-Nomentana, con il 9 per cento. In quanto al mercato immobiliare negli ultimi 15 anni, i dati evidenziano come i volumi più bassi degli scambi si sono avuti nel 2013, anno a partire dal quale si è avuto un costante anche se lieve incremento annuo. Il grafico evidenzia inoltre come, nonostante la ripresa, i valori attuali siano più bassi rispetto a quelli registrati nel 2004. 

Le quotazioni – A differenza dei volumi di compravendita, le quotazioni nell’ambito dei comuni capoluogo presentano variazioni in diminuzione rispetto all’annualità precedente. Unica eccezione, Viterbo, che chiude in pareggio. Il valore medio è pari a 2.693 euro al metro quadro, in diminuzione del 2,4 per cento rispetto al 2017. In quanto agli ultimi 15 anni, emerge come un periodo di forte incremento che ha avuto il suo culmine nel 2008, è seguito un periodo di stasi fino al 2012, dopodiché c’è stata una significativa riduzione tendenzialmente ancora in atto. Da notare che, nonostante il periodo di crisi del mercato immobiliare, nel 2018 le quotazioni medie regionali sono ancora superiori di circa il 13% rispetto a quelle del 2004. A livello provinciale le quotazioni medie immobiliari rilevano variazioni in flessione sull’intero territorio. Il valore medio provinciale si attesta su 2.355 euro al metro quadro e tra le aree più quotate, Roma Capoluogo segna un valore di 2.828 euro al metro quadro, pari a meno 2,4 per cento, seguita da Litorale Nord con 1.784 euro al metro quadro, dato stazionario, e Castelli Romani con 1.719 euro al metro quadro, con un meno 3,32%.

La Capitale presenta una generalizzata flessione del 2,09 per cento. La quotazione più elevata si registra nella macroarea Centro Storico, pari a 5.817 metro quadro, che indica un differenziale pari a 1,98 volte la media comunale. Seguono le macroaree Semicentrale Parioli – Flaminio, pari a 5.197 euro al metro quadro, Semicentrale Salaria –Trieste – Nomentana, pari a 4.139 euro al metro quadro, e Semicentrale Prati – Trionfale, pari a 4.067 euro al metro quadro, che rappresentano le aree più prestigiose della città. Le macroaree con le quotazioni medie più basse si collocano nelle zone fuori il Gra, particolarmente nelle aree a Est con 1.898 euro al metro quadro, nonostante questa richiami un grande interesse del mercato, Sud con 2.005 euro al metro quadro e Nord-Ovest con 2.045 euro al metro quadro. 

Le dimensioni - La superficie media per unità abitativa compravenduta dei capoluoghi laziali è pari a 95 metri quadrati, in lieve crescita rispetto al  2017, del 0,5 per cento. In media, le abitazioni scambiate nel 2018 nella regione Lazio hanno una superficie pari a circa 98 metri quadrati, con le abitazioni di taglio più piccolo, circa 95 metri quadrati, compravendute a Roma e quelle più grandi, superiori a 104 metri quadrati, nelle altre province. Si evidenzia che a livello regionale le classi preferite sono quella fra 50 metri quadri ed 85 metri quadri, che assorbe il 37 per cento delle compravendite totali, e quella fra 85 metri quadri e 115 metri quadri , con il 27 per cento. Una ripartizione pressoché analoga si ha per i comuni capoluogo.

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