Talenti, ecco il complesso Belvedere Le Dalie firmato dall'architetto Paolo Portoghesi

La presentazione nei giorni scorsi. Il nuovo complesso residenziale esprime un omaggio all’attualità dell’opera borrominiana, le cui caratteristiche costruttive e stilistiche hanno influenzato e influenzano l’architettura europea

Il noto architetto Paolo Portoghesi torna a firmare un progetto a Roma. Lo fa nel quartiere Talenti di Roma dove è nato Belvedere le Dalie, del gruppo ImpreMe presieduto da Barbara Mezzaroma. Nei giorni scorsi c'è stata la presentazione con lo stesso Portoghesi che ha raccontato l'idea che l'ha ispirato.

"Si tratta", spiega il noto architetto, "di due case ad appartamenti nel complesso Talenti, davanti al complesso residenziale Rinascimento Primo dove ho potuto realizzare il mio sogno di continuare la Roma storica, una città con una identità inconfondibile che la periferia ha quasi sempre tradito. Sono felice di potere riprendere questa esperienza in due edifici a cui è stato dato il nome di “Belvedere le Dalie”. Ritengo importante che sia stato dato un nome che individua non tanto l’ispirazione quanto una caratteristica che indubbiamente è di questa architettura, cioè il fatto di riprendere la regolarità e nello stesso tempo la ricchezza che è propria dei fiori. In queste case effettivamente ho scelto un fiore molto semplice, con quattro petali, che rappresenta l’idea del fiore. Questo naturalmente fa parte di una aspirazione che io cerco di trasmettere a coloro che abiteranno: non dimenticare che è necessario abitare la Terra e che la si può, però, anche abitare poeticamente". 

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Belvedere le Dalie è un complesso che punta ad esprimere un perfetto connubio tra arte e natura. Una costruzione in un dialogo armonico, grazie all’andamento curvilineo degli aggetti dei balconi, sia con Rinascimento Primo, il progetto completato dall’architetto Portoghesi 10 anni fa, sia con il paesaggio in cui si inserisce: un grande parco che conserva i connotati del paesaggio di campagna romana, circostante. 

Il nuovo complesso residenziale esprime un omaggio all’attualità dell’opera borrominiana, le cui caratteristiche costruttive e stilistiche hanno influenzato e influenzano l’architettura europea. Due blocchi distinti dialogano in un rapporto di tensione armonica e, al loro interno, ospitano le unità abitative progettate, come in tutti i progetti di ImpreMe, applicando i principi di progettazione sostenibile più all’avanguardia. 

Un’opera, l’ultima in ordine di tempo a firma del noto architetto, che si inserisce in un quartiere, Rione Rinascimento, che già nel toponimo esprime le sue peculiarità e ambizione: la parola “rione” evoca la volontà di stabilire una relazione privilegiata con quella piccola area centrale che è l’anima della città, “rinascimento” l’ambizione di dar vita a un complesso innovativo per dimensioni, qualità architettonica, dotazioni tecnologiche e risorse economiche ed imprenditoriali impegnate. 

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Barbara Mezzaroma, Presidente di ImpreMe, ha aggiunto: "Pochi sanno che quando le dalie furono introdotte in Europa, furono assunte come simbolo di dignità. Oggi è un fiore che si regala per esprimere gratitudine a chi si è prodigato per riportare eleganza ed equilibrio, contro una lettura superficiale e precaria della realtà. L’allitterazione intellettuale sembra esplicita: il barocco, tra i cui massimi protagonisti troviamo il Borromini, si distingueva per una dimensione trascendentale aspirante all’infinito, una dimensione opposta alla precarietà. Le case non possono essere precarie e Paolo Portoghesi rappresenta il demiurgo che rende il non precario infinito, Borromini rimane il nostro paradigma".

Aspetto fondamentale del progetto è la sostenibilità e sono diverse le soluzioni tecnologiche adottate all’interno dell’approccio integrato EcoEdility. Il fabbisogno energetico necessario a scaldare e raffrescare gli ambienti è fornito dal terreno, grazie alla centrale geotermica per uso abitativo più grande d’Europa che alimenta il complesso di Talenti. I sistemi radianti a pavimento trasmettono l’energia termica per irraggiamento, limitando le dispersioni di calore e gli aggetti dei balconi sono studiati per consentire l’irraggiamento degli ambienti nei periodi invernali e costituire una schermatura nei periodi estivi. L’intero involucro architettonico è stato progettato per massimizzare il comfort degli abitanti e offrire soluzioni che riducano i consumi energetici, ottimizzando al contempo i costi. Al contempo, la produzione di energia elettrica e di acqua calda sanitaria è affidata a un impianto di cogenerazione a biomassa e il recupero delle acque piovane consente la riduzione dei costi dell’approvvigionamento idrico.

Il complesso residenziale è anche il primo progetto in Italia in corso di certificazione secondo il protocollo LED v4 del Green Building Council, l’associazione no profit che certifica i parametri e i criteri di progettazione e realizzazione di edifici salubri, energeticamente efficienti e a impatto ambientale contenuto.

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