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Primarie Pd, nel confronto tv trionfano la Raggi e la fiera dell'usato

Poco brio, nessuna idea e molta confusione. A trionfare è la candidata grillina che twitta e viene rilanciata in diretta

Le gaffes di una conduttrice per un dibattito confuso. Con un vincitore, l’unico candidato che non era negli studi di RaiTre. Poche idee nel confronto di In Mezz’ora, tra chi corre alle primarie del centrosinistra. Trasmissione condotta dalla giornalista Lucia Annunziata che confonde un “tweet” con “twitter” (la piattaforma di social network). I cinque uomini concentrati a ripetere i propri spot, per non sbagliare. Come quello su Virginia Raggi, in corsa con il M5s, che ha svolto la pratica forense in uno studio legale che, tra i suoi assistiti, annovera Cesare Previti.

Lei è la più lesta a twittare: “La fiera dell’usato che ha distrutto Roma. #AdessoToccaaNoi”, scrive in risposta a chi l’accusa di essere vicina a Forza Italia. Capovolgendo, a distanza, il leit motiv. Che non ha aiutato a dare respiro agli hashtag e agli slogan usati in rete.

Roberto Giachetti, Roberto Morassut, Stefano Pedica, Domenico Rossi e Gianfranco Mascia (Chiara Ferraro – affetta da autismo- lascia in anticipo), parlano della corruzione che ha distrutto la macchina amministrativa senza un messaggio che scaldi i cuori. Senza quei #cambiaverso o #lavoltabuona che piacciono tanto al premier Matteo Renzi, che ne fa un punto di forza politico prima che comunicativo.

Sulle periferie raccontano di Tor Sapienza. La colpa? Di mafia capitale. Bubbone criminale che però coinvolge anche il Pd. Iniziato, secondo le cronache giornalistiche e le inchieste giudiziarie, prima dell’esperienza Marino. Assist a porta vuota per la Raggi e per il suo cinguettio ‘la fiera dell’usato’. Una frase valida per tutta la trasmissione, in realtà.

Perché sui trasporti si promette un cambio radicale, ma poi Giachetti e Mascia riescono a non trovarsi d’accordo sul numero di bus elettrici fermi nei depositi Atac, perché senza batteria. Così come il Verde che con il suo Orso parla di rivoluzione anche per il clima, rivendica il suo movimentismo nel Popolo Viola. Altro modo per confutare la tesi della candidata a Cinquestelle.

Il vicepresidente della Camera che cerca di svincolarsi da Renzi, Giachetti, ruba all’altro Roberto, Morassut, l’idea del decentramento: per dare più poteri ai Municipi. Il suo omonimo ed ex assessore all’Urbanistica, invece, punta il dito sulla parentopoli di alemanniana memoria. Il generale e sottosegretario Rossi (Centro democratico) parla delle regole non applicate. E confessa di temere il M5s. Da una parte ha ragione, considerando lo sfaldamento della destra. Dall’altra Pedica, criticato da tutti però, ha paura più del Pd. E, forse, di come parla alla gente. Troppo perso nella fase dell’ascolto, per giustificare la carenza dei programmi.

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Commenti (1)

  • Forza movimento

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