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Giunta Raggi: dal giustizialismo al garantismo, come cambia il vocabolario M5S

Un cambio di strategia che è nei fatti e nelle parole

Dalle "dimissioni subito" a "leggeremo le carte": è il garantismo a Cinquestelle, che abbandona il suo proverbiale giustizialismo. Almeno quando a finire nelle carte dei magistrati ci sono eletti con il M5S o assessori scelti dai pentastellati. È accaduto con il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, assume i contorni più nitidi di una nuova strategia con l’indagine che riguarda l’assessore all’Ambiente di Roma Capitale, Paola Muraro.

Un cambio di strategia che è nei fatti e nelle parole. A dare maggior forza a questa fase due del Movimento non più di lotta ma di governo, con le esperienze amministrative, è il vicepresidente della Camera. Luigi Di Maio, infatti, è il grillino più esposto del direttorio sul caso dell’amministrazione guidata dal sindaco Virginia Raggi. “La prima cosa è leggere le carte. Io non le ho viste e quindi non posso parlare”, ha dichiarato il numero due dell’aula di Montecitorio.

L’onestà resta tra le parole cardine per la difesa d’ufficio dei propri eletti. Anche se si perdono per strada termini come streaming e trasparenza: non perché meno usati di prima, ma semplicemente perché non accompagnati dai fatti. Mancano le dirette live della prima giunta capitolina a Cinquestelle, latitano le carte, come quelle sul caso del capo di Gabinetto Carla Romana Raineri: dimissioni o revoca?

Streaming, invece, scomparso dai radar per evitare “che i nostri avversari ne approfittassero per anticiparci”, spiega ancora Di Maio.

E così il giustizialista fa un’inversione a ‘U’. Il vocabolario cambia e si aggiorna, a seconda dei casi. Perché prima si tuonava: “La presunzione di innocenza non deve valere per i politici” (copyright Di Maio); adesso si è passati allo studio delle carte.

Certo, non tutte le parole usate fino ad oggi sono da buttare. Nuovismo, alternatività, inesperienza, non appartenenza al mondo dei professionisti della politica sono termini e locuzioni che vanno bene per la difesa. Richiamando quei famigerati poteri forti, declinati in diverse modi e forme: le banche, i burocrati. Con la promessa di “non fare sconti a nessuno”.

Come ricorda Mario Ajello, oggi sul Messaggero, anche la Dc e i socialisti –ai tempi di Mani pulite – invocarono i “fantomatici poteri forti che starebbero minando il cammino del rinnovamento e della governabilità”. Così i grillini si scoprono inflessibili con gli altri e molto simili nel linguaggio, ma solo sotto alcuni aspetti, con chi dicono di voler combattere sul piano politico. Passando, così, dal giustizialismo al garantismo. Prima nelle parole che nei fatti.

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Commenti (4)

  • In questi giorni niente streaming, si gioca a nascondino, che si vuol fare sono ragazzi ,,lasciamoli giocare, chi di noi, non ha mai tenuto nascosto alla mamma di aver mangiato una caramella ?

  • Ha ha ridicoli sciacalletti! Come mai l'articolista ha paura di firmarsi? Ancora non è sicuro se cambierà il vento o no? Mezzuomini.......

  • Non regge neanche un po' il confronto tra l'arrampicarsi sugli specchi parlando di complotti dei partiti ladri e marci dell'epoca di tangentopoli e il ms5 che ha tutti i giornali che remano contro (compreso il super puro Fatto quotidiano) e finora non ha rubato un euro.

  • E' un dato di fatto la sofferta transizione di ms5 da movimento di lotta a forza di governo che si deve confrontare con un mondo reale in cui chi amministra la cosa pubblica spesso si ritrova indagato anche se non ha fatto nulla di male, solo come atto dovuto. Se rinunceranno ad un po' di ipocrita e irreale purezza potranno proporsi seriamente al governo nazionale.

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