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Salvate il soldato Bertolaso dalla comunicazione

Guido Bertolaso, ex capo della Protezione civile, ha collezionato più gaffe che follower. Piccola fenomenologia di un candidato che si sta mettendo alla porta da solo

Sarà che sente la pressione. O magari è l’insicurezza. Di sapere che non è il candidato unitario, che non è quello che il centrodestra, unito, avrebbe voluto come sindaco di Roma. Sta di fatto che Guido Bertolaso, ex capo della Protezione civile, dal punto di vista della comunicazione ha collezionato più gaffe che follower.

Sostenuto da Fratelli d’Italia e quel poco che resta di FI, Bertolaso non scalda i cuori dei partiti. Il dibattito lo alimenta più con uscite fuori luogo e scivoloni che con proposte che generano dibattito.

L’uomo scelto da Berlusconi, per provare a riconquistare il Campidoglio, ha iniziato come peggio non poteva. Le dichiarazioni d’amore per l’ex primo cittadino Francesco Rutelli, quelle sui “rom categoria vessata” e “Roma terremotata” hanno fatto il resto.

Sulla prima uscita è più una questione politica che di comunicazione. Ma le ultime due mostrano un uomo che non è abituato a parlare in pubblico. Lontano anni luce da quel tecnico chiamato a risolvere le emergenze. Anche quella de L’Aquila, colpita dal sisma del 2009.

Un’affermazione che non è passata inosservata e ha generato un fiume di critiche e polemiche. Che fare dunque? Provare a spingersi più a destra dei suoi stessi detrattori, Storace e Salvini in primis.

Cambia il suo vocabolario. Iniziando a usare slogan come tolleranza zero contro il degrado. Ma quando si tratta di twittare con gli hashtag, per salire dagli 826 follower (mentre scriviamo), non esercita la fantasia. Non sfrutta la questione rifiuti e la discarica, limitandosi all’uso del cancelletto (‘#’) prima della parola Malagrotta.

Stesso discorso per trasporti e Atac, la municipalizzata del tpl capitolino. Sceglie il lunghissimo #mettiamoinsicurezzaroma, per risolvere l’annoso problema delle buche, o #ascoltiamoroma. Che sa tanto di centrosinistra. Lo usò, in modo leggermente differente, l’allora presidente della Provincia Zingaretti; quando era il candidato in pectore per la Capitale. Lo sfrutta oggi Roberto Giachetti, in campo per le primarie del Pd.

Per finire al paradossale #noisiamounasquadra. Che arriva dopo le divisione che la sua candidatura ha scatenato in quello che fu il Pdl. Salvare il soldato Bertolaso dalle insidie del web e della comunicazione: sembra essere questo l’obiettivo principale del centrodestra.

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