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Sartoria Politica

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Niente hashtag o selfie, il ritorno di Berlusconi contro Salvini: "Chi ha l'1,4% neanche lo vedo"

I selfie li lascia ai ragazzotti. Con pochi voti ma già professionisti della politica. L’uomo che nella comunicazione politica portò, più di vent’anni orsono, i manifesti 6x3; che inventò il messaggio agli italiani, parlando direttamente nella telecamera; che lanciò il suo personalissimo libro ‘Una storia italiana’ torna sulla scena. Sceglie quella romana, trai gazebo della Capitale, dove si gioca la battaglia sul referendum per Guido Bertolaso candidato sindaco di Roma. Silvio Berlusconi deve difendere l’uomo che ha scelto personalmente. e che i suoi alleati, Lega Nord e Fratelli d’Italia, stanno mandando al massacro. Per farlo deve entrare dritto in una nuova éra.

Comunicazione 2.0 o 3.0. non importa, ritorna attaccando. “Salvini cosa c'entra a Roma?”. Per ricordare come l’ultimo primo cittadino, Ignazio Marino, era nato a Genova. Poche parole, anche se indirette, per dire che non si governa una città così senza averne le proprie radici. Cosa può chi come la “Lega a Roma ha l'1,4 per cento”. Tradotto: non conti nulla, vali i voti e i consensi che raccogli, non i tiri e molla giocati su ‘ruspe’ e ‘tolleranza zero’, con post su facebook che gridano allo scandalo e chiusi con un punto esclamativo.

“Abbiamo una capitale da portare fuori da questo stato”, senza specificare quale ed evitando l’infelice uscita di Bertolaso sulla Roma terremotata. L’ex capo della Protezione civile “è un uomo che sa affascinare, fare squadra”, mica come il  leghista Salvini e la frontwoman di FdI, Giorgia Meloni, che pensano solo al loro partito.

“Bertolaso è il candidato di tutti i romani”, aggiunge: unico riferimento all’hashtag di giornata (#romaseitu). L’ex ministro della Gioventù si candida? “L’ho sentita questa mattina, mi aspetto che mi dica cosa vuole fare”. Lasciando appesa la frase: “…da grande”. Troppi tira e molla e, per l’ex premier, la gravidanza non può essere usata come impedimento o trampolino di lancio: serve decidere. E farlo in fretta.

“Io unisco il centrodestra”, gli altri lo dividono. “Io ho sempre pensato all'Italia”, gli altri alla poltrona. Io e gli altri. Noi e loro sulla scia salviniana e grillina. E’ questa la strategia del vecchio comunicatore scalzato dai giovani tutti hashtag e post. Non manca la solita, questa stantia, gag. Cinquanta euro come contributo ai gazebo di questo week end. È la cifra che avrebbe voluto versare l’inventore di Forza Italia ma “non ho soldi in tasca, come sapete io sono un noto evasore fiscale”. Scherza l'ex capo del governo, ma neanche troppo, per ricordare i processi che ha subìto e tirando fuori il suo pallino contro i magistrati.
Furbo, invece, sulle dichiarazioni in merito all’affluenza. Memore del commissario dem, Matteo Orfini, che la scorsa settimana esultava dopo sole due ore per i 20 mila votanti alle primarie del Pd (poi fermatisi a circa  45mila); non parla di numeri: “Non ci sono gare da fare con nessuno”. 

“Questa città - prosegue l’ex Cavaliere - ha bisogno di uomini che sappiano tirarsi su le maniche e agire”. Ecco il vecchio slogan che torna in auge: gli uomini del fare. Che fanno subito tornare alla mente quel presidente operaio che, in campagna elettorale nel 2001 e poi nel 2006, si faceva fotografare con il caschetto in testa nei cantieri.

“Io sono un tecnico”, dice Bertolaso. E Berlusconi va di sponda, ricordando che l’ex capo della Protezione civile non ha mai votato Forza Italia. Per marcare le distanze con i professionisti della politica, per sottolineare il suo profilo civico. Mentre “gli altri candidati sono abili nel bla-bla-bla”: Virginia Raggi è avvertita. Come Salvini che, secondo alcuni rumors sarebbe pronto a votare, al ballottaggio, la portavoce del Movimento 5 stelle. Altra formazione che rivendica il suo essere fuori dagli schemi della politica.

Ogni parola una frecciata, ogni dichiarazione una stoccata. Il bersaglio è il Matteo del Carroccio. Lo incontrerà?, chiedono i cronisti. “La prossima settimana, devo prima operarmi all’occhio”, risponde sornione Berlusconi. Come a dire: chi ha l’1,4% io neanche lo vedo.

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