Romeni d'Italia

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La Pasqua ortodossa dei romeni di Roma: tutte le tradizioni della settimana santa

Da lunedì è iniziata la Settimana Santa, con riti solenni celebrati nelle 250 parrocchie della Diocesi Ortodossa Romena d'Italia, di cui una decina solo nel Comune di Roma

I romeni che vivono in Italia si preparano per festeggiare la Pasqua ortodossa, che quest’anno viene celebrata domenica, 8 aprile,  una settimana dopo la Pasqua Cattolica. Nel comune di Roma vivono più di 90.000 romeni, la maggior parte di fede cristiana ortodossa.  
Da lunedì è iniziata la Settimana Santa, con riti solenni celebrati nelle 250 parrocchie della Diocesi Ortodossa Romena d'Italia, di cui una decina solo nel Comune di Roma. 

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Una delle tradizioni romene più conosciute è quella di preparare delle uova dipinte di rosso – oua rosii-  o decorate con motivi tradizionali. Ogni regione della Romania ha la propria tradizione nel dipingere le uova, ma le più famose sono le Uova dipinte in Bucovina con una tecnica speciale, usando la “chisita”, un apposito strumento appuntito. Prima si disegna il modello usando la cera calda, poi l’uovo viene immerso in diversi bagni di colore.  Il Giovedì Santo, le uova vengono deposte in cestini davanti all’altare e al Crocefisso delle chiese. Il Crocefisso viene coperto in questa giornata con un Velo bianco, simbolo della Sindone e della Passione di Cristo.

Venerdì Santo, Vinerea Mare, o il Venerdì della Passione di Cristo  è il giorno della processione serale con il Crocefisso, intorno alla Chiesa, alla quale partecipano tutti i fedeli. È un giorno di lutto digiuno assoluto, post negru, come viene chiamato, il più importante durante la Quaresima.

Sabato , le donne romene fanno gli ultimi preparativi per la Pasqua, secondo le usanze gastronomiche della propria regione: sarmale (involtini di verza con ripieno di riso e carne), agnello al forno e come dolci, drob – pasticcio di carne al forno, cozonac (un dolce che assomiglia al panettone, con ripieno di cioccolato e uvetta) e la pasca, ricetta con formaggio dolce, fatta al forno. Tutti gli alimenti fatti in casa verranno portati poi in Chiesa , per la benedizione pasquale. 

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Nei negozi specializzati in prodotti romeni, si acquistano decorazioni per le uova, verza per gli involtini, prodotti di macelleria e dolci tipici: per ogni famiglia, il costo estimativo per la spesa di prodotti tradizionali è di circa 30 euro. 

Alle 23 di sabato sera, migliaia di fedeli parteciperanno alla Santa Messa della Resurrezione: alle 24:00, viene annunciata la Resurrezione di Cristo e il sacerdote porta un cero acceso con la Luce santa, trasmessa poi a ogni fedele, che ha una propria candela. Il sacerdote annuncia più volte “Cristo e risorto!”  - Hristos a inviat! e i fedeli rispondono “In verità è risorto!” – Adevarat a inviat!. Dopo la Santa Liturgia, i fedeli rientrano nelle loro case, cercando di mantenere accese le candele. Una volta arrivati, possono consumare i cibi tradizionali. 

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Uno dei riti più sentiti è quello della “battaglia” con le uova sode dipinte: ognuno dei commensali prende un uovo e il capo della famiglia inizia il “combattimento”, dando un colpo all’uovo di un altro membro della famiglia, dicendo “Cristo è risorto!”. L’altro ricambia il colpo, rispondendo: “In verità è risorto!”. Chi ha l’uovo che si è rotto per primo, perde. 

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La festa di Pasqua continua domenica e lunedì. Molti romeni scelgono di andare in una gita fuori porta, per preparare la carne alla griglia e stare insieme. A Roma, la comunità si ritrova nei parchi della capitale o nelle vicine località turistiche.

Ci sono anche tanti ristoranti romeni che offrono un menu speciale di Pasqua, invitando cantanti di musica tradizionale dalla Romania.  I costi sono variati, in base al menu e alla location, dai 35 ai 80 euro a persona. Durante le giornate che seguono la Domenica di Pasqua, i fedeli ortodossi romeni si salutano usando l’espressione “Cristo è risorto!”. 
Hristos a inviat!

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Miruna Cajvaneanu, giornalista e attivista romena. In Italia dal 1999, si è laureata in Scienze Politiche alla Sapienza. Madre di due figlie, ha collaborato alla realizzazione di vari studi sulla comunità romena. Su twitter: @cmiruna

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