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“Nel nome del padre – poesie d’amor(te)” di Marco Filippi

LiBrLOG 26 marzo 2012

La recensione di un libro di poesie non è la pubblicità di un libro, ne ha la velleità di spiegare i suoi contenuti. Si tratta più semplicemente di una reazione alla lettura (da parte di chi scrive) che precede la lettura stessa (da parte del lettore).

In questa maniera si ha l'opportunità di prepararsi "antologicamente" al richiamo di un intreccio di stati d'animo che inevitabilmente accarezzeranno il lettore.
Chi compra un libro di poesie ha un appetito sentimentale che può essere saziato solo con la lettura, ma deve essere digerito lentamente, con la personificazione delle parole applicata ai reali accadimenti giornalieri.

In questo modo la poesia di Marco Filippi è in grado di nutrire e di vivificare questo mondo sempre più contraddittorio e complesso, che ha allungato gli orizzonti, che ha permesso agli occhi di spaziare, ma che ha portato le verità vicine a non poter più essere toccate con mano.

Il poeta non può insegnarci la vita. Ma la sua poesia sì: con il suo linguaggio onesto e sincero, che urla educatamente nel silenzio delle parole diventando analisi sociale, accusa, invito, speranza e progetto.

L'affascinante sensazione che si ha nello sfogliare il libro è quella di una crescita verso una dimensione nuova attraverso la fatica di vivere, la partecipazione umana e personale in forme meditative ora con riflessione e giudizio, poi con coraggio e ambizione.

Non si tratta di un lamento rassegnato del determinismo, come non viene mostrata la fragilità dell'uomo nei confronti del potente destino. No, questo è un canto di libertà, un rabbioso appello alle coscienze sopite di ognuno di noi, uno straordinario racconto di emozioni in grado di mettere in discussione tutte le illusorie certezze e di confortare l'anima e le sue paure.

Non è stato difficile per l'autore provare tutto questo; l'impresa è stata quella di scriverle queste sensazioni, riuscire a guidare la mano con viscerale sensibilità, quintessenza della sua superiore umanità.

Si può comprendere la profondità di “NEL NOME DEL PADRE” solo se si è disposti a spogliarsi dei vizi che vestono le nostre virtù, rendendo autentici i nostri
comportamenti, riempiendoli di verità. E' doveroso, in ultima analisi, il riferimento all'ispirazione del poeta, che gronda con sublime tenerezza: la morte prematura del padre è il filo rosso che unisce i componimenti tra loro e cristallizza il dolore dell'uomo come in una metafora della natura, con il padre che diventa la fonte dove sgorga la passione di Marco e i sentimenti, come acqua di fiume, che inondano il cuore del poeta il quale, rinunciando a ripararsi, tende il petto e il capo verso la sorgente dissetandosi con i ricordi e bagnandosi nell'amore... che lascerà tristemente asciugare dentro di sè.

Marco Filippi gestisce una pagina facebook dedicata esclusivamente al suo libro “NEL NOME DEL PADRE”. Se siete utenti face book, apritela e cliccate “MI PIACE”: potrete parlare con l’autore, informarvi sulle date degli eventi (presentazioni e altro) e ottenere indicazioni in merito a dove e come acquistare il libro.

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