La linea gialla

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Raggi Calimero aspetta il commissariamento per mollare la grana rifiuti

L'OPINIONE - La sindaca prefigura l'arrivo di qualcuno che dirà: 'per risolvere l'emergenza dei rifiuti serve un impianto fatto velocemente, senza norme, senza regole, ho io la soluzione'. Cosa stia facendo per evitarlo nessuno lo ha capito

"Arriverà qualcuno che dirà: 'per risolvere l'emergenza dei rifiuti serve un impianto fatto velocemente, senza norme, senza regole, ho io la soluzione'. Vi dico cosa  accadrà, cioè che si andrà in deroga per risolvere un'emergenza che non si poteva prevedere, che non si poteva risolvere in altro modo". Virginia Raggi sabato scorso, durante un evento antimafia dell'associazione DaSud, ha disegnato lo scenario futuro sull'emergenza rifiuti. Dopo aver raccontato di essere stata lasciata sola, reiterando una sindrome di Calimero che tanta presa ha tra i suoi fan sui social (meno, stante agli ultimi risultati elettorali, tra i suoi elettori), ha paventato di fatto l'arrivo di un commissario

Rifiuti, tre anni di nulla firmato Raggi: ecco perché Roma lercia è una responsabilità a 5 stelle

La prossima settimana il ministro Costa incontrerà la sindaca e il governatore del Lazio Zingaretti e più di un'indiscrezione racconta che potrebbe effettivamente arrivare il commissariamento. Cosa stia facendo lei per evitarlo nessuno lo ha capito. La sua inerzia, al contrario, mostrerebbe quasi un favore verso tale soluzione.

Da mesi nei fatti la città è senza assessore. E' stato disconosciuto un piano, quello presentato dalla Montanari, che doveva proiettare la Capitale nel futuro ma che ora è praticamente fermo al palo. Fallimentare il porta a porta per utenze non domestiche che doveva portare ad un sensibile innalzamento della differenziata. I progetti per gli impianti di compostaggio sono fermi o ritirati. Ama è nelle condizioni che gli ultimi giorni ci hanno mostrato: l'ennesimo cda dimesso, conti in rosso, impianti inesistenti e difficoltà a portare avanti la raccolta. Di idee nessuna e pur di fronte alla più che legittima volontà di non aprire discariche o inceneritori, rimane davvero incomprensibile, se non invisibile, la soluzione che l'amministrazione a cinque stelle propone per risolvere la grana rifiuti.

C'è, di base, l'impossibilità di decidere, di andare contro quanto promesso, ideologicamente, sui territori in campagna elettorale e negli anni delle lotte. Un Movimento diventato partito e prigioniero dei suoi storici no che oggi dovrebbero diventare dei responsabili sì. Di responsabilità però se ne vede poca, di propaganda tanta.

Un esempio? Quest'estate la sindaca ha portato a casa una vittoria politica: nella cabina di regia è riuscita ad imporre al ministro Costa un'ordinanza regionale che di fatto ha scaricato il da farsi su La Pisana. Approntato il documento cosa ha fatto la prima cittadina? Ha iniziato, neanche un'ora dopo dalla sua emanazione, a criticarlo. Ha iniziato una sequela di video in cui si mostravano impianti che, a suo dire, non accettavano rifiuti. I dati, nei fatti, l'hanno smentita, ma rimane evidente una narrazione: una forza di Governo a suo agio solo e soltanto quando deve mostrarsi come forza di lotta, avversata dal vecchio sistema che prova a combattere. Nel frattempo la Regione ha varato il piano rifiuti, trovando d'accordo il ministero a cinque stelle sulla necessità, per Roma di una discarica o impianto di stocaggio. Raggi fa finta di nulla, nel migliore dei casi, dice no quando la platea lo permette.

Ed ecco che arriviamo ad oggi, al commissario, a quel qualcuno che arriverà e proporrà soluzioni. Un qualcuno che a lei, sindaca, toglierà le castagne di questi giorni dal fuoco decidendo al posto suo, ma che lei non vede l'ora di combattere. Un qualcuno che, come da lei stessa prefigurato, dirà che "serve un impianto fatto velocemente, senza norme, senza regole". E a quel punto scatterà la lotta, il ricompattarsi dei grillini intorno alla sua figura di sindaca che ha detto no agli impianti. Una sindaca di lotta e di governo, pronta alle barricate con la fascia tricolore. Il governo del Vaffa, che non ha soluzioni, ma solo critiche e colpe da assegnare a soggetti o fatti che, nella narrazione del Calimero a cinque stelle, sono funzionali ad illudersi di avere ancora un consenso. Le soluzioni ai problemi possono aspettare: l'importante è poter costruire meme da dare in pasto ai social. 

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Commenti (18)

  • quante belle chiacchere....ma a fatti?

  • ...non rispettare le regole

  • L emergenza fa fare cose che con la calma non le puoi fare, porta soldi sicuri e subito. La colpa è principalmente dell ideologia ottocentesca dei governanti ( tutti) e di noi romani (e italiani) di rispettare le regole e del "No nel mio giardino", lamentandosi poi quando vediamo i documentari delle discariche in Africa ed India. grandi cuori lontani dai ns occhi

  • Alemanno confronto a lei era un signore

  • Roma si merita un sindaco come Alemanno, lui si che era un sindaco con le contropalle, e Roma risorgerà.

    • Si, magari con un'altra infornata di amici e parenti in ATAC. Ma hai pure l'anello al naso?

  • Un impianto termovalorizzatore per ogni municipio....

  • Gent.mo Matteo Scarlino, Adesso si aspetti una levata di scudi da parte dei pretoriani della Raggi. Certe fotografie, generano malessere.

    • Dipende da quanto photoshop usi sulle fotografie, lei parla di pretoriani come fosse in guerra, ma questi commenti, come gli articoli che li generano, sanno di infantile e di poco lucido, come se l'obiettivo e la priorità non fosse il bene e la qualità della vita dei romani, ma la polemica fine a se stessa, e chi se ne frega se alla fine e nonostante tutto ci ritroveremo con un'altra Malagrotta o un inceneritore sotto casa, l'importante è aver screditato l'avversario, il pretoriano.

      • Grazie innanzitutto per la risposta; mi permetto di replicare: pur nel rispetto del punto di vista espresso, noto qualche contraddizione nella risposta stessa; io ho utilizzato il termine “pretoriani”, e con convinzione lo rivendico, per identificare la mancanza cronica di disponibilità, da parte di certi ambienti benpensanti, che non riescono ad accettare la critica, legittima al pari degli altrui punti di vista, ai risultati che sono un fatto oggettivo; di conseguenza, mi sembra un po’ misero nei contenuti affermare che “questi commenti sanno di infantile e di poco lucido” se l’oggettività della realtà ci dimostra con i fatti, incontrovertibili, cose diverse. Possiamo forse affermare che l’attuale amministrazione ha risolto, o anche solo alleviato, i problemi che affliggono la nostra città ? Possiamo forse accettare supinamente ogni volta che qualcuno, politici, amministratori, giornalisti o privati cittadini, esprime il proprio pensiero debba poi essere qualificato come disfattista, ignorante, diversamente intelligente o asservito al potere o potentato di turno ? e sentirsi poi rispondere, sistematicamente, che le responsabilità sono ascrivibili solo e soltanto a chi ha governato prima, o ad altri uffici e istituzioni ? possiamo far finta di niente nel ricordarci quali sono stati gli impegni e le promesse dichiarate durante la campagna elettorale ? Oggettivamente, e in tutta serenità, data la realtà socio-economica che viviamo, mi auguro che il confronto possa esprimersi su livelli diversi con l’obiettivo di arrivare a idee e soluzioni apprezzabili, magari dimostrando che, sia come cittadini che come sistema politico-sociale stiamo andando, tutti e nessuno escluso, verso quella che alcuni sociologi contemporanei definiscono “l’intelligenza collettiva”, altrimenti detta volontà di fare, con l’obiettivo di costruire una soluzione per il bene collettivo, a prescindere dalle posizioni purché legittime e rispettose delle regole, e spero aventi il sacrosanto diritto alla pari dignità. Quanto poi all’aver “screditato” l’avversario: beh, il discredito dell’avversario credo che sia stata la colonna sonora interpretata all’infinito e senza limiti, di tutta la campagna elettorale locale e nazionale di quella parte politica che ha portato l’attuale amministrazione capitolina alla guida della nostra città; per cui si traggano le obbiettive conclusioni, ..... Dovremmo forse trovare il coraggio, tutti, di affermare e prendere atto che i risultati prodotti da chi amministra oggi Roma (e in compartecipazione l’Italia), sono esattamente gli stessi di quelli che hanno amministrato ieri. Sarebbe un buon punto di partenza, e neanche tanto di compromesso, per iniziare a costruire il futuro di quelli che sono dietro di noi, ovvero il futuro dei nostri figli. Ringraziando per lo scambio di opinioni che considero sempre e comunque un arricchimento dalla vita e scusandomi per la lunghezza del mio scrivere, auguro un buona domenica. Alla prossima.

        • Mi spiace dissentire, per me il più grande risultato che mi attendevo é stato raggiunto : fine della malagestione privatistica e politica dei nostri soldi. Il resto sono chiacchiere da bar in una città sull'orlo del fallimento.

          • Se la “malagestione privatistica e politica dei nostri soldi” fosse finita, come affermato, questa città non sarebbe sull’orlo del fallimento come purtroppo risulta essere dalla realtà dei fatti. Quindi c’è una evidente contraddizione nell’affermare il dissenso, seppur sulle “chiacchiere da bar”. Sarebbe bello poterlo affermare, magari anche solo crederlo, ma così non è; sempre che vogliamo tenere gli occhi aperti e guardare i fatti con un sufficiente livello di obiettività. Al contrario, potremmo tranquillamente urlare ai quattro venti, come vedo e sento, che a Roma tutti i problemi sono stati risolti grazie a questa amministrazione; invece, personalmente ed in tutta coscienza, credo che dobbiamo fare, tutti, uno sforzo e abbandonare posizioni partigiane ed integraliste che non portano a nulla, come ci mostra la realtà, e iniziare a renderci conto che, arrivati a questo punto, non può essere una amministrazione “politica” a riportare Roma ad un livello di civiltà amministrativa, politica e sociale, e senz’altro non questa amministrazione che, come tutte quelle che l’hanno preceduta, ha mostrato tutti i propri limiti, inquietanti peraltro, di organizzazione politica (assessori che entrano ed escono alla velocità della luce), di scelte gestionali (CdA e management delle aziende pubbliche comunali che vanno e vengono senza nessuna integrazione operativa e programmatica con il livello politico che li ha nominati, ma anzi entrano, tutte, velocemente in contrasto con il vertice politico stesso), di modelli decisionali (inesistenti o per dirla in altre parole, teatrali) cosi da determinare la super-cronicizzazione di problemi decennali nonostante le promesse (sconsiderate, quindi) della campagna elettorale basata solo ed esclusivamente sulla retorica della protesta, senza nessuna preventiva verifica della realizzabilità di quanto si andava a promettere: chiaro esempio di incompetenza ed arroganza politica verso l’elettore. Del resto è divenuto ormai stucchevole anche il continuo attribuire la situazione attuale solo ed esclusivamente a chi ha amministrato prima; questo è, ed era chiaro, a tutti, anche quattro anni fa. Ad oggi non si apprezza neanche la minima tendenza all’inversione di marcia. I cittadini romani di tutto avevano bisogno, ma senz’altro non di qualcuno che gliela raccontasse per l’ennesima volta; o si è veramente capaci di innovare, cambiare, correggere e guardare avanti con una proposta sulla quale investire per il futuro, oppure, elegantemente e con intelligenza si passa la mano. Contemporaneamente, l’unica soluzione per salvare questa città è, nostro malgrado (quindi di tutti), un Commissario Straordinario che, istituzionalmente affidabile ed avulso da qualsiasi commistione politica, non avendo il “fardello” dei voti da proteggere e delle “cambiali” elettorali da pagare, gli vengano attribuiti poteri speciali per almeno dieci anni e, con somma competenza, azzeri tutto quanto riguarda l’impianto di connivenze, malaffare e incompetenza di cui oggi la nostra città è prigioniera e reindirizzi il tutto verso programmi e modelli definiti e a favore dei cittadini e delle imprese che pagano le tasse, generano occupazione e rispettano le regole. Avremmo, come comunità, un vantaggio: quello di avere un’unica scelta. Tutto il resto si che sono chiacchiere da bar. Così è se vi pare, per dirla con Pirandello !!! Auguro, ancora, una buona serata.

            • Sull'opportunità di una gestione commissariale mi trova più che d'accordo. Purtroppo ho vissuto l'esperienza di Ostia, dove il commissario é stato comunque ostaggio dei partiti che gli hanno fatto terra bruciata fomentando uno pseudo orgoglio del tipo Ostia agli Ostiensi, ed è finita come é finita, impatto zero.

        • Condivido in pieno! Analisi lucida e realistica. Del resto il vizietto di dire: "o la pensi come me o sei un cretino", è da sempre tipico di una certa parte politica, ma vedo che anche i sostenitori dell'attuale amministrazione cittadina non hanno perso tempo a farla propria. Nel merito, poi, un ultimo concetto. Ma veramente pensiamo che la Svezia o l'Austria, che hanno i termovalorizzatori, siano meno attenti all'ecologia dei romani? O forse ci sono altri interessi che spingono per non adottare queste soluzioni?

          • Ancora con la storia dell'Austria? La Svezia e l'Austria hanno percentuali di differenziata e riciclo da capogiro! Il 96% (novantaseipercento)!

            • C'è un interessante servizio della Gabbianelli sul ciclo dei rifiuti. Innanzitutto la tecnologia dei termovalorizzatori è cambiata, quello di Bolzano praticamente non ha emissioni. Poi con realismo bisogna ammettere che ogni tentativo della raggi di aumentare la differenziata è andato male...e comunque in ogni caso, anche se avesse raggiunto il 70% resta la necessità smaltire il resto. Visto il business che sta dietro a questa storia credo che alla fine della fiera chi contesta i termovalorizzatore ho sia o ignorante in materia, oppure ha altri interessi in gioco. La situazione di Roma è sotto gli occhi di tutti e non è nemmeno eticamente corretto che altri posti debbano smaltire i rifiuti di Roma. W il termovalorizzatore... Fatemelo sotto casa, ma toglierò questo schifo e questo business alla criminalità!

              • Un conto è termovalizzare il 3% dei rifiuti prodotti, un altro é il 60%. Questione di numeri

                • l'Austria ricicla al 63%..Basta fare una ricerca su internet per avere i dati reali.

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