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Cose da Pazzi

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Primarie Pd: Giachetti contro Carneade

“Al momento siamo in tre: io, Stefano Pedica del Pd e Domenico Rossi di Centro democratico. Ma sono sicuro che nei prossimi giorni ci sarà anche qualcun altro”. Sta tutta in questa battuta, rilasciata qualche ora fa da Roberto Giachetti a Repubblica Tv, l’imbarazzo che sta vivendo in queste ore il candidato di Matteo Renzi alle primarie per sindaco di Roma. Giachetti, che proprio oggi inizierà il suo tour cittadino, partendo dalla periferia est di Roma, sa che per rendere vere queste primarie serve un competitor credibile. Che ad oggi manca. E non è escluso che possa mancare sino alla fine. 

Giachetti ha un disperato bisogno che queste primarie siano vere. Ragione per cui, la sua dichiarazione a Repubblica Tv suona più che altro come una supplica. La dead line è fissata al 10 febbraio, giorno entro il quale chi vuole partecipare alle primarie dovrà depositare duemila firme. Tra i possibili e probabili partecipanti si fanno i nomi di Estella Marino, ex assessore all’ambiente della giunta Marino, che dovrebbe rappresentare ciò che di buono ha fatto la giunta del sindaco Marziano, e di Massimo Bray, ex ministro alla cultura del governo di Enrico Letta, che andrebbe a rappresentare la candidatura “illuminata” del Pd romano. Ma in fin dei conti, questi due profili non potrebbero in nessun caso intaccare la vittoria di Roberto Giachetti. Se rimangono questi i reali competitor del vice-presidente della Camera, le primarie saranno derubricate a messinscena buona solo per far vincere l’uomo di Matteo Renzi a Roma.
 
Senza tanti giri di parole, il convitato di pietra al momento è Roberto Morassut, deputato Pd ed ex assessore della giunta Veltroni. Quest’ultimo ha però tutte le ragioni per non candidarsi, come ho scritto in un mio post di qualche settimana fa. Riassumendo: Morassut se mai dovesse candidarsi, rischierebbe di vincerle queste primarie, con tutto ciò che ne consegue. 

Ovvero, l’ira funesta di Matteo Renzi che potrebbe non volerci mettere la faccia in prima persona sulle amministrative romane, come invece farebbe per Giachetti. Oltretutto, chi è causa del suo mal pianga se stesso. E quindi, che sia Matteo Renzi a gestire questa difficilissima partita elettorale con i suoi uomini e le sue risorse. E il problema, al momento, non è di poco conto. Giachetti, in questa prima manciata di apparizioni televisive, appare un po’ disorientato o, come amano dire gli spin doctor, “moscio”. 

E non gli si può dar torto, non avendo un competitor contro il quale fare la propria campagna per le primarie. Roberto Giachetti in questo primo frangente di campagna elettorale sembra uno schermidore che tenta affondi contro un avversario immaginario. Con buona pace di Stefano Pedica e Domenico Rossi.  “Carneade! Chi era costui?”.

Cose da Pazzi

Cronache locali, cronache marziane, sceneggiature per lungometraggi nel cassetto. Il mantra è "ci sono diversi punti di vista ma la verità è una sola", con buona pace del Pensiero debole.



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