"Non bruciamo l'albero vascolare", progetto per informare su malattie fumo-correlate

E' stato presentato a Roma il progetto, voluto da Fondazione Italiana Vascolare e Società Italiana Medicina Vascolare, con il sostegno di Philip Morris Italy, per sensibilizzare ed informare la classe medica sulla possibilità di ridurre i danni del fumo e, dunque, le malattie ad esso correlate

Oltre 7 milioni di persone l'anno muoiono per malattie legate al fumo, circa 80mila solo in Italia. Sono i dati allarmanti che hanno portato la SIMV (Società Italiana di Medicina Vascolare) e la FIV (Fondazione italiana vascolare), con il contributo non condizionante di PMI Science con Philip Morris Italia, a dare il via ad un virtuoso progetto, presentato il 18 febbraio a Roma.

"Non bruciamo l'albero vascolare", questo il titolo del progetto incentrato sul problema del fumo e delle malattie ad esso correlate, che ha come primo obiettivo quello di sensibilizzare l'opinione pubblica - e in particolar modo la classe medica - sui danni da fumo e fornire una conoscenza più dettagliata sulle evidenze scientifiche degli strumenti alternativi senza combustione.

Le società sopra citate hanno deciso di agire attivamente contro il fumo della sigaretta tradizionale, dando vita ad un progetto che "vuole rappresentare un esempio positivo e collaborativo tra divulgatori scientifici, operatori sanitari e il mondo dell'industria - come ha spiegato il professor Pier Luigi Antignani, responsabile per i rapporti internazionali della SIMV - per arrivare a creare un percorso virtuoso finalizzato alla diffusione della cultura e del progresso scientifico in generale". 

Gli obiettivi del progetto

"Quando un fumatore smette di fumare ci vogliono 15 anni perché il rischio di contrarre malattie cardiache sia sovrapponibile a quello di una persona che non ha mai fumato - ha commentato il professor Enrico Arosio, presidente di SIMV, che ha aggiunto - Da diversi anni è riconosciuto che le persone muoiono di malattie fumo-correlate a causa di sostanze presenti nel fumo, non a causa della nicotina. Smettere di fumare è quindi la priorità nella prevenzione, ma smettere di fumare non è semplice perché la dipendenza da nicotina è tra le più complesse da debellare. Considerando che le misure proibizionistiche in genere non hanno mai portato a particolari risultati, una valida alternativa sembrano essere i prodotti a base di nicotina senza combustione".

Come il professor Arosio ha sottolineato, numerosi studi hanno dimostrato una riduzione di sostanze dannose o potenzialmente dannose nelle sigarette elettroniche e nei recenti prodotti a tabacco riscaldato rispetto al fumo di sigaretta: "Infatti in questi prodotti, accanto ad una capacità simile di 'fornire' nicotina viene eliminato il processo di combustione che risulta essere una delle principali cause delle malattie fumo-correlate quali si verificano con l'impiego di sigarette e altre forme di tabacco".

Una "terza via" per ridurre i danni del fumo e le malattie ad esso correlate

Consapevoli dei gravi danni del fumo e delle difficoltà che i fumatori hanno nello smettere di fumare, SIMV e FIV puntano a sensibilizzare e ad informare e formare in primis la classe medica. Come il professor Antignani ha sottolineato nel corso della conferenza stampa, la maggior parte delle patologie provocate dal fumo di sigaretta sono legate ai prodotti di combustione. Se si eliminano tutti questi prodotti, dunque, si riduce la percentuale delle complicanze del fumo: "Informare correttamente i medici attraverso questo progetto, servirà a lavorare nel modo più corretto". 

Il progetto prevede una serie di incontri sul territorio nazionale con format scientifico-informativo. Cinque, per il momento, le tappe fissate: 19 febbraio a Verona, 18 marzo a Roma, 8 aprile a Palermo, 11 maggio a Cagliari e 17 giugno a Catanzaro. 

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