Coronavirus e influenza, sintomi e differenze: tutto quello che c'è da sapere

Quali sono le differenze tra una comune influenza e il COVID-19, come riconoscerle e quando preoccuparsi. Le informazioni del Ministero della Salute

Gli italiani stanno iniziando a percepire il reale pericolo del COVID-19 e prendendo le dovute precauzioni, in linea con le indicazioni arrivate dal Governo. Chiudono le scuole, i musei, le palestre, ma, i contagi aumentano, ci sono nuove vittime e - fortunatamente - anche nuovi guariti. E', dunque, sempre più importante informare correttamente e fare chiarezza sull'argomento.

Partiamo da ciò che distingue una comune influenza dal Nuovo Coronavirus. Sì, "Nuovo", poiché il termine "Coronavirus", in realtà, comprende una vasta famiglia di virus, dal comune raffreddore a malattie gravi come la MERS (Sindrome respiratoria mediorientale) e la SARS (Sindrome respiratoria acuta grave).

Come l'Oms ha spiegato e come si legge sul sito ufficiale del Ministero della Salute, un nuovo Coronavirus (nCoV) è un nuovo ceppo che non è stato precedentemente mai identificato nell'uomo. In particolare quello denominato SARS-CoV-2 (precedentemente 2019-nCoV), non è mai stato identificato prima di essere segnalato a Wuhan, Cina, a dicembre 2019. La malattia provocata dal nuovo Coronavirus si chiama “COVID-19” (dove "CO" sta per corona, "VI" per virus, "D" per disease e "19" indica l'anno in cui si è manifestata).

Influenza e COVID-19: cosa hanno in comune

L'influenza è qualcosa che conosciamo da anni, che interessa milioni di persone annualmente. Il COVID-19, invece, è qualcosa di totalmente nuovo e sconosciuto, che scienziati e medici stanno apprendendo. Questa, sicuramente, la prima importante differenza. Ma, tra le due malattie ci sono anche alcune similitudini.

Sia la comune influenza che il nuovo coronavirus sono infezioni che generano problemi respiratori; in entrambi i casi si può essere asintomatici, avere una bassa sintomatologia o una patologia grave che, nei casi più difficili, può provocare la morte. Non solo: entrambi i virus si trasmettono attraverso la saliva, tossendo e starnutendo, con contatti diretti personali, attraverso le mani (ad esempio toccando con le mani contaminate e non ancora lavate, bocca, naso o occhi) e in entrambi i casi il contagio si può limitare lavandosi spesso le mani, starnutendo e tossendo nel gomito, buttando immediatamente il fazzoletto di carta utilizzato. 

Coronavirus, tutto quello che c'è da sapere: sintomi, precauzioni, come si trasmette

Influenza e COVID-19, le differenze

Un importante differenza tra influenza e COVID-19 sta nella velocità di trasmissione. L'influenza che tutti conosciamo ha un tempo di incubazione e un intervallo seriale minore rispetto al COVID-19. L'influenza ha un intervallo seriale di 3 giorni e il COVID-19 di 5-6 giorni. Cosa significa? Che il nuovo coronavirus si diffonde molto più velocemente, come i dati diffusi in questi giorni ci stanno dimostrando. Non solo: gli esperti riportano come il contagio possa avvenire anche 24-48 ore prima che appaiano i sintomi e che il numero di riproduzione dei casi (ossia il numero di persone che un singolo individuo possa contagiare) si stima tra i 2 e i 2,5. 

Altra importante differenza tra la comune influenza e il COVID-19, riguarda i sintomi e la loro severità: le percentuali di forme gravi e di casi critici sembrerebbe maggiore rispetto a quella dell'influenza che tutti conosciamo. La mortalità con il COVID-19 è più alta di quella che una comune influenza può provocare, anche se al momento non è possibile fare una stima. Di seguito i dati riportati dall'Istituto Superiore di Sanità:

Per quanto riguarda la mortalità legata al virus i dati aggiornati confermano quelli del primo studio. L’età media dei pazienti deceduti e positivi a COVID-19 è 81.4. Le donne sono 48 (31.0%). Il numero medio di patologie osservate in questa popolazione è di 3,6. I decessi avvengono in grandissima parte dopo gli 80 anni e in persone con importanti patologie pre-esistenti: nel dettaglio la mortalità è del 14,3% oltre i 90 anni, dell’8,2% tra 80 e 89, del 4% tra 70 e 79, dell’1,4% tra 60 e 69 e dello 0,1% tra 50 e 59, mentre non si registrano decessi sotto questa fascia d’età. Complessivamente, 21 pazienti (15,5% del campione) presentavano 0 o 1 patologia, 25 (18,5%) presentavano 2 patologie e 70 (60,3%) presentavano 3 o più patologie; per 19 pazienti non è stato ancora possibile recuperare ad oggi l’informazione. Ipertensione e cardiopatia ischemica si confermano le patologie più frequenti.

Sappiamo, inoltre, che i soggetti più a rischio sono gli anziani, gli immunodepressi, o coloro che soffrono di particolari patologie. Sono meno soggetti a contagio, invece, i bambini e gli under 19. 

Ultima, ma importante differenza, tra il COVID-19 e l'influenza è il vaccino. Per il nuovo coronavirus sono in atto studi per individuarlo, mentre per l'influenza sono già disponibili da anni vaccini e antivirali.
 
 


 

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